«Quel chiosco la nostra vita, ma il Comune non ce l'ha voluto lasciare»

 Monica Vettorato

di Roberta Merlin

ROVIGO - Non c'è più alcuna speranza per il chiosco di piazza Merlin. La gelateria Le Fontane non sarà più riaperta e la struttura, dopo il 14 giugno, sarà probabilmente smantellata. A confermarlo è Monica Vettorato, moglie di Daniele Zago, titolare della concessione di occupazione del suolo pubblico rilasciata dal Comune 20 anni fa. Ieri era davanti al suo chiosco, ormai chiuso da mesi, per raccontare la sua versione della vicenda che oggi l'ha portata a essere disoccupata all'età di 54 anni. «Il 19 dicembre scorso - ha spiegato con la voce tremante - il Comune ci ha inviato una lettera in risposta alla nostra richiesta di proroga della concessione per un periodo di altri 9 anni. Gli amministratori, nero su bianco, ci hanno detto che non intendono procedere ad alcun rinnovo. Hanno inoltre aggiunto che dovevamo restituire l'area in perfetto stato di manutenzione e liberata dal chiosco e che il Comune  non metterà un soldo per i lavori che verranno eseguiti per lo smantellamento della struttura. Dopo di che non abbiamo più ricevuto alcun tipo di comunicazione da parte dell'amministrazione comunale».

NESSUNA OPZIONE
Vettorato aggiunge che «non ci hanno mai offerto di spostare il chiosco in un parco, come hanno affermato gli amministratori alla stampa. Il Comune ci ha solo ordinato lo sgombero, senza possibilità di discutere un'eventuale proroga. Il 18 maggio ho partecipato a una riunione in Comune, alla presenza del sindaco Massimo Bergamin e degli assessori Saccardin, Paulon e Sguotti. Presente al tavolo anche Ascom Concommercio. Con l'occasione, i tecnici del Comune hanno ribadito che non esiste possibilità di rinnovo della concessione in essere e che l'area tornerà di proprietà del Comune».

Il sindaco, riferisce la titolare, ha fatto sapere che nei prossimi mesi la giunta deciderà se adibire l'area a un'altra destinazione o se continuare a prevedere l'esistenza di un pubblico esercizio. Bergamin, inoltre, durante la riunione ha spiegato che il Comune non deve alcunché ai titolari del chiosco. Anche se in quel punto sorgerà un nuovo chiosco, Zago e Vettorato non si vedranno riconoscere il diritto cosiddetto di avviamento dell'attività. Bergamin avrebbe «rassicurato» i titolari invitandoli a «provare» a vendere la struttura a chi, nel caso, succederà con una nuova attività di bar e gelateria.

BEFFATI
«Oltre al danno, la beffa - commenta la titolare - abbiamo investito 230 milioni di vecchie lire, più altri 180 di arredamento, e abbiamo portato avanti, pagando le tasse, un'attività commerciale in centro storico e ora il Comune ci chiede di spendere altri 40mila euro per abbatterla. Avevamo trovato degli acquirenti per la nostra attività, volevamo infatti venderlo, ma il Comune ci ha negato la proroga per altri 9 anni. Quei soldi ci sarebbero serviti per andare in pensione. Regaliamo il chiosco al Comune, ne faccia quello che vuole. Noi siamo in cerca di lavoro».
Vettorato conclude spiegando che «avevo chiesto una mano a Saccardin e Paulon per trovare, almeno, un lavoro a mio figlio, ma nessuno ci ha aiutati. Siamo stati messi alla porta dopo avere dato per oltre vent'anni decoro a questa piazza, un tempo frequentata dai centri sociali».
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Domenica 10 Giugno 2018, 13:00






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5 di 13 commenti presenti
2018-06-15 15:51:46
bè, dai... 180 milioni di lire avrebbe speso 20 anni fà ( cifra un pò esagerata per una capanna di ferro e vetro) , sapendo benissimo che era una cosa in scadenza e dunque sarà stata una scelta ponderata, con valutazione costi e guadagni, altrimenti sono stati un pò allocchi se hanno speso più di quello che poi potevano guadagnare. in 20 anni come minimo, se uno ci fà due conti, se lo avranno pagato 5 volte, dai. quà sembra che siano a malapena riusciti in questi anni a portare casa 800 euro al mese. insomma io dico...se guadagni sul suolo che non è tuo, ci può stare che un giorno quel guadagno non lo porti più a casa, e ti premunisci. potevano acquistare due vetrine nell'angolo in zona e farci il bar lì.
2018-06-15 14:00:22
E che male ci sarebbe mai ,se ai signori venisse data un’ultriore Proroga ,? Alla loro età sono ancora troppo lontani dalla pensione ,hanno investito e lavorato bene l’uso del buonsenso da parte delle varie amministrazioni e anche da parte di qualche lettore ,sarebbe d’auspicio per il buon fine di questo impiccio ...
2018-06-15 13:53:50
E che male ci sarebbe mai ,se ai signori venisse data un’ultriore Proroga ,? Alla loro età sono ancora troppo lontani dalla pensione ,hanno investito e lavorato bene l’uso del buonsenso da parte delle varie amministrazioni e anche da parte di qualche lettore ,sarebbe d’auspicio per il buon fine di questo impiccio ...
2018-06-13 16:23:40
Se io ho un contratto di lavoro di sei mesi so che fra sei mesi posso restare senza lavoro. Se ho una concessione di 20 anni, come da contratto, so che scaduti i 20 anni posso restare senza chiosco. Il resto sono sempre le solite lamentele e ciacole....
2018-06-12 13:25:51
Affermazioni in liberta'. La signora dimentica di precisare che suo marito ha firmato un preciso contratto con il Comune che gli concedeva l'uso dell'area per un periodo di 20 anni NON PROROGABILI. Ci spieghi piuttosto come ha ottenuto la concessione IN ASSENZA DI QUALSIASI GARA D'APPALTO.