Il chiosco della discordia: chi lo deve abbattere? Un titolare all'estero, l'altro non ha soldi

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Il chiosco della discordia: chi lo deve abbattere? Un titolare all'estero, l'altro non ha soldi

di Roberta Merlin

ROVIGO - Mancano pochi giorni alla scadenza della concessione del chiosco gelateria Le Fontane di piazza Merlin, ma per ora l'unica certezza sembra essere il fatto che la struttura resterà al suo posto per tutta l'estate. Il bar, infatti, almeno per i prossimi tre mesi, non sarà rimosso: continuerà a restare chiuso, le sedie e tavoli rovesciati e il bancone ricoperto di tazzine impolverate. Degrado in cui si trova anche l'edicola annessa, abbandonata ormai da circa due anni.

LA RIMOZIONE
La demolizione della struttura, dopo il 18 giugno, spetterebbe infatti a Daniele Zago, titolare della storica attività e all'ex edicolante Sante Giuseppe Cavalieri. Mentre il primo ha dichiarato di non essere in grado di affrontare la spesa economica per la rimozione, il secondo si è trasferito all'estero, abbandonando il negozio ancora con quotidiani e riviste all'interno.

L'onere di mandare le ruspe finirebbe sull'amministrazione, con la possibilità poi di rivelarsi sui proprietari inviandogli il salato conto della rimozione, una cifra stimata dai tecnici del Comune dai 30mila ai 50mila euro. In questi giorni l'Ufficio legale di Palazzo Nodari, in vista del 18 giugno, si starebbe muovendo proprio in questa direzione, procedendo, nel caso di mancata rimozione, nei confronti dei due proprietari per occupazione abusiva del suolo pubblico. «Abbiamo tentato di venire incontro al titolare del chiosco - spiega l'assessore al Commercio Luigi Paulon - gli abbiamo proposto di spostare la struttura lungo la passeggiata in diverse aree verdi o lungo la ciclabile Baden Powell, ma Zago non ha accettato: era solo interessato a una proroga della concessione...»...
 
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Martedì 5 Giugno 2018, 12:58






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5 di 7 commenti presenti
2018-06-11 12:37:50
All'atto della concessione dovrebbero far obbligo di un deposito cauzionale in funzione della rimozione delle strutture. Tra l'altro mi pare di ricordare che il rinnovo non può essere autorizzato e che l'area deve seguire una procedura pubblica per la concessione.
2018-06-06 17:16:04
ha fatto bene lasciare l'Italia... chi ha voglia di progredire viene stroncato da un sacco di inutili burocrazie in un marasma indescrivibile, che se lo tengano e se lo gestiscano loro il chiosco...
2018-06-06 13:25:24
Con tutti i richiedenti asilo che bighelloneggiano per la città, e mangiano a sbafo, io un'idea su chi far lavorare per lo smontaggio ce l'avrei.....
2018-06-06 10:47:22
hanno guadagnato 20 anni usando la superficie che è di tutti, non dimentichiamolo. le concessioni possono anche scadere, e lo dovevano anche prevedere. adesso o tolgono o gli arriva poi il conto a casa, e prima o poi lo dovranno pagare o gli pignorano casa e stipendio. ma con tutti i negozi sfitti che ci sono, non potevano trasferirsi?
2018-06-05 18:40:14
Fuga dalla pazza itaglia