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Mondo ovale di Antonio Liviero e Ivan Malfatto

Il mondo si è capovolto, Nord batte Sud 14-9 nella "Terra di mezzo"

A un anno dall’en plein dell’emisfero Sud alla Coppa del mondo in Inghilterra (4 semifinaliste) quel mondo (rugbistico) si è capovolto. Il bilancio dei test-match autunnali segna il riscatto dell’emisfero Nord. Ha vinto gli scontri diretti fra squadre del Sei-Quattro Nazioni (9-6) e quelli complessivi (14-9), comprese isole del Pacifico e Giappone da una parte, Georgia dall’altra. 

I motivi della rivoluzione sono molteplici. La crisi epocale del Sudafrica: ha perso da tutti i match e pareggiato addirittura con i Barbarians. La crescita dell’Inghilterra: stagione perfetta, 13 successi, e 14 vittorie consecutive dal disastroso Mondiale (si aggiunge il 60-3 all’Uruguay nell’ultima partita del girone); se centrerà il secondo Grande Slam consecutivo arriverà a 19, battendo il fresco record degli All Blacks. L’anno post mondiale è l’inizio del nuovo ciclo quadriennale (sul quale programmano le grandi nazioni) e del ricambio delle squadre, quindi le differenze possono livellarsi. La maggiore stanchezza dell’emisfero Sud per un calendario massacrante, senza più pause o quasi. Il beneficio di staff guidati da ct dell’emisfero Sud nelle principali nazionali del Nord. I frutti dell’uso sempre maggiore di equiparati, oriundi o atleti originari dei Paesi “down under”, un tempo nel Nord quasi monopolio dell’Italia (soprattutto per gli argentini). La perdita delle identità nazionali di gioco sostituite dalla globalizzazione tecnica, tattica, atletica e fisica.

Sarà una rivoluzione duratura, o avvinandoci al Mondiale tornerà il regno del Sud? In 8 edizioni della competizione il Nord ha vinto solo una volta (Inghilterra, 2003), ci sono state due finali interamente del Sud (1995, 2015) e per la prima volta nel 2015 non c’è stata una semifinalista del Nord (segno della crescita dell’Argentina). Una prima risposta l’avremo nel 2017 col tour dei Lions in Nuova Zelanda e lo scontro Inghilterra-Nuova Zelanda (big match mancato nel 2016). Per quella definitiva bisognerà aspettare Giappone 2019. Gli esponenti del Nord si godano intanto questa “Terra di mezzo” (Ivan Malfatto)

Martedì 6 Dicembre 2016, 11:20
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