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Mondo ovale di Antonio Liviero e Ivan Malfatto

Inghilterra al bivio tra attaccamento alla maglia e un ct troppo usurante

Alla vigilia dei test di giugno, per l'Inghilterra iniziano domani con la serie in Sudafrica, segnali contraddittori arrivano dalla corazzata che avrebbe dovuto contrastare la superiorità mondiale agli All Blacks, prima del crollo all'ultimo Sei Nazioni (3 sconfitte, 5° posto che non occupava dal 1987).
 
Il segnale positivo è l'interesse per la nazionale di giocatori a fine carriera, James Haskell, o che  sperano di riconquistarla, Danny Cipriani. Entrambi hanno rinunciato a prendere molti più soldi con contratti in club esteri e, tagliati dai Wasps, si sono accasati rispettivamente a Northampton e Gloucester. Con il dichiarato obiettivo di volersi giocare così un posto al Mondiale 2019, visto che chi gioca all'esterno non viene selezionato.
 
Il segnale negativo è l'addio del coach della difesa Paul Gustard, mago del settore divenuto celebre ai Saracens, uno degli artefici dei successi della nazionale. Dal 1° luglio diventerà il capo allenatore degli Harlenquins lasciando pericolosamente l'Inghilterra a metà del progetto "World Cup 2019". Ufficialmente smentisce, ma fra i motivi ci sarebbe l'eccessiva pressione che il ct Eddie Jones  mette sullo staff, tipo inviare raffiche di e-mail alle 4 di mattina su questioni tecniche, chiedendo risposte prima di colazione, come racconta il Times in un gustoso articolo.

Fra la voglia dei giocatori di partecipare al Mondiale e l'usura a cui sottopone l'ambiente un ct martellante come Jones (altre figure minori dello staff se ne sono già andate) si giocherà la voglia dell'Inghilterra di contrastare il predominio All Balcks (l'atteso test di novembre) e di tornare nel 2019 regina del mondo (nel 2003 è stata l'unica squadra dell'emisfero nord a diventarlo). Prima risposta da domani la serie in Sudafrica. (Ivan Malfatto)

Venerdì 8 Giugno 2018, 10:50
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