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Mondo ovale di Antonio Liviero e Ivan Malfatto

Coppe europee al via: per la prima volta in 24 anni l'Italia può qualificarsi

Venerdì con Leinster-Wasps (Champions Cup) e Perpignan-Sale (Challenge Cup) inizia la 24ª stagione delle coppe europee di rugby. La 5ª da quando la riforma economico-meritocratica indotta dalle leghe dei club inglesi e francesi (i principali campionati al mondo) ha trasformato l’Erc (European rugby club) in Eprc. Dove quel p sta per professional (professionisti). Quindi i club del campionato italiano, non professionisti, sono stati costretti a disputare una qualificazione contro squadre russe, rumene, tedesche, georgiane, spagnole, portoghesi e belghe per provare a conquistare gli unici 2 posti liberi.

Ecco le principali novità di questa edizione:

1) Continuando la svolta meritocratica, per la prima volta in 24 edizioni non c’è una squadra italiana in Champions Cup. Prima il posto era garantito, ora bisogna meritarselo e l’Italia non l’ha meritato.

2) Giocando la coppa minore, avendo  gironi accessibili e venendo dalla loro miglior stagione in 8 anni di Celtic League/Pro 14, Benetton Treviso e Zebre hanno la concreta possibilità di qualificarsi per la prima volta al turno successivo.

3) Il Treviso (3 vittorie e 3 sconfitte finora in Pro 14)  affronterà rivali che nei rispetti campionati hanno vinto meno: Agen (2 su 7) e Grenoble (2 su 7) rispettivamente al 13° e 11° posto nel Top 14 francese; Harlequins (2 su 6) al 6° della Premiership. Harlequins re dell’albo d’oro di Challenge con 3 vittorie (2004, 2011, 2014), ma all’apparenza non all’altezza di quelle stagioni.

4) Le Zebre (2 vittorie e 4 sconfitte) affronteranno i russi dell’Enisei, cenerentola con il Timisoara in quanto provenienti dalle qualificazioni; il Bristol (2 su 6) 12° in Premiership; La Rochelle (4 su 7) 9° nel Top 14. 

5) L’Eprc ha rinnovato per altri tre anni a Simon Halliday l’incarico di chairman indipendente. La riforma economico-meritocratica perciò continua, anche se finora dal punto di vista finanziario ha ottenuto risultati inferiori alle attese, che penalizzano proprio i club di Inghilterra e Francia, dove ci sono i due campionati forti.

6) Dopo Newcastle 2019, la sede per finali del 25° anniversario delle coppe europee sarà nel 2020 il Velodrome di Marsiglia (Francia). Uno stadio da 67.000 posti capace di dare un’importante cornice all’ultimo anno. L’Italia è nelle coppe dalla prima stagione (1995/96) e, nonostante le ventilate ipotesi degli anni scorsi, non ha mai ospitato una finale. L’hanno fatto tutti gli altri Paesi e addirittura la Spagna (Bilbao 2018).

7) Il Continental Shield (scudo), la terza coppa di qualificazione alla Challenge, dopo sole due stagioni ha  abolito la finale nelle week-end delle coppe maggiori. Quest’anno non si giocherà. Il trofeo sarà assegnato dalla gara andata-ritorno fra le qualificate dai due gironi.

8) Lo Shield è stato inoltre ridotto da 8 a 6 squadre, di cui 4 italiane. E se non si troveranno i finanziamenti per organizzarlo (Eprc non vuole darli, concentrandosi solo sulle due competizioni professionistiche) rischia di sparire.

8) Ridotto in questi termini, e con il nuovo cambio di formula, sarebbe clamoroso se anche quest’anno lol Shield sfuggisse a un’italiana. In lizza ci sono Petrarca, Calvisano, Fiamme Oro, Rovigo insieme a Lokomotive Tbilisi (Georgia) e Barbarians belgi. Così dopo tre stagioni nel 2019/20 un club del campionato italiano tornerà in Challenge Cup. Dove troverà un divario più ampio rispetto al passato, visto l’attuale livello della squadre di Top 12. (Ivan Malfatto)

Mercoledì 10 Ottobre 2018, 11:32
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