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Mondo ovale di Antonio Liviero e Ivan Malfatto

La storica prima volta degli Stati Uniti, delizia e croce per l'Italia

I tour estivi appena conclusi hanno lasciato in eredità una storica prima volta. Il successo 30-29 degli Stati Uniti sulla Scozia a Houston. Prima vittoria al cardiopalma, il 21enne Blair Kinghorne ha sbagliato a tempo scaduto la trasformazione (angolata) del sorpasso scozzese, per la nazionale Usa su una rivale di tier 1 (primo livello).  In realtà nella notte dei tempi, 1924, aveva già battuto la Francia nella finale dell'Olimpiade di Parigi (17-3), ma vista l'era pionieristica dagli statunitensi il risultato non viene considerato. Storica prima volta, o ritorno alla vittoria dopo 94 anni, l'impresa rimane. E ha due risvolti in chiave italiana.

Positivo. Non è stata l'Italia, ultima dei primi (cioè dei paesi di tier 1)  a concedere un simile record, ma una Scozia colpevole di un approccio sbagliato. Al 33' conduceva 21-3, a fine primo tempo 24-13. Si è sentita troppo sicura e ha subito la rimonta, pur avendo in campo molti big. Un problema di approccio  dimostrato, in maniera capovolta, anche nell'ultima sfida contro l'Italia nel Sei Nazioni: all'ora di gioca perdeva 24-10, poi ha rimontato fino a vince 29-27. Due indizi che fanno una prova, insieme a una lunga tradizione in tal senso. La Scozia è forte, è crersciuta, non è più la rivale contro la quale gli azzurri vincevano in media una partita ogni tre giocate, ma continua ad avere assaggi a vuoto dal punto di vista mentale. E' la più "mediterranea" delle celtiche-anglosassoni. Una speranza a cui aggrapparsi per provare ad andare a vincere a Edimburgo nell'esordio del Sei Nazioni 2019, interrompendo la serie di 17 sconfitte consecutive nel torneo.

Negativo. La vittoria degli Usa sulla Scozia è la testimonianza di una crescita di risultati: Gli Stati Uniti sono in serie positiva da 8 partite e hanno vinto le prime due edizioni del Campionato americano, surclassando il tradizionale rivale (Canada) e dimostrandosi più forti della seconda squadra dell'Argentina. Una crescista certificata dal ranking mondiale, dove sono al 15° posto ad appena  0,90 punti dal 14° dell'Italia. Se la "luce in fondo al tunnell" vista dal ct azzurro Conor O'Shea non diventerà sempre più luminosa e duratura, dopo Giappone e Georgia gli azzurri rischiano di ritrovarsi a competere anche contro gli Stati Uniti, che finora hanno sempre ampiamente battuto nei cinque scontri diretti (Ivan Malfatto) 
 

Martedì 26 Giugno 2018, 11:14
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