Zingari e non rom, nella dittatura del politicamente corretto la sola regola è vietare

PER APPROFONDIRE: rom, treno, zingari
Caro direttore, leggo il titolo di prima pagina e di pagina 10 del giornale di ieri: Rom via avete rotto. E no Direttore la capotreno ha detto Zingari....... Sono stupito nel constatare che anche il nostro giornale si adegua al politicamente corretto. Solo all'interno del testo viene riportata la giusta parola di zingari, ma come lei, per la maggior parte dei lettori, è il titolo che rimane maggiormente impresso. Sempre comunque con grande stima e apprezzamento.

Rinaldo Rinaldi
Padova


Caro lettore, 
penso che la maggioranza di chi ci legge sappia che i rom sono un dei principali gruppi etnici della popolazione di lingua Romani detta genericamente zingara. Detto ciò lei ha ragione: avremmo dovuto scrivere zingari perché questo era il termine usato (a torto o a ragione) dalla capotreno. E non avremmo dovuto, almeno in questo caso, sottostare ai ridicoli divieti che inibiscono l'uso di alcuni termini perché considerati discriminatori. Ricordo di aver letto qualche anno fa su un quotidiano politicamente correttissimo un dotto e argomentato articolo di Guido Ceronetti che spiegava come era più corretto parlare di zingari che di rom. Lo trovai efficace e convincente. Credo che non dovremmo aver paura delle parole ma preoccuparci del loro uso corretto. Nella dittatura del politicamente corretto esiste invece una sola regola: vietare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 10 Agosto 2018, 16:28






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Zingari e non rom, nella dittatura del politicamente corretto la sola regola è vietare
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 13 commenti presenti
2018-08-11 12:31:09
Sentivo oggi in TV un illustre rappresentante della sinistra demokratika dirsi fortemente preoccupato all'idea di ragazzini tredicenni che "sparano" addosso (con una pistola scacciacani) a un gradito ospite, perdippiu' insultandolo per la sua origine etnica. Il particolare il reduce da una crociera di soccorso e salvataggio (fortunatamente conclusasi nella demokratika Spagna, almeno fino alle prossime elezioni) era soprattutto turbato dall'idea di "quali insegnamenti" avessero ricevuto in famiglia quei ragazzini. Dei loro coetanei che impiegano gran parte del loro tempo a borseggiare, derubare o, se va bene, a chiedere l'elemosina, secondo le "migliori" tradizioni e gli insegnamenti familiari, al sincero demokratiko NON sembra importare nulla. Ma diversi milioni di italiani la pensano diversamente, specie nell'urna. E sono sempre di piu', ogni volta che vedono in TV questi personaggi.
2018-08-11 12:00:45
... la perdita della libertà ( individuale e collettiva ) inizia sempre col voler stravolgere l' " ordinato " ordine delal parola, frutto questa non del caso ma di una serie di ragioni, motivazioni, fonti e radici culturali di generazioni e loro esperienze sul palcoscenico del mondo e della vita.. zingari è tra l'altro una bella parola, sinonimo, almneo nella letteratura passata , di libertà, sole, campi e ruscelli fioriti, sperduti villaggi e fuochi sotto le stelle di cieli incontaminati.. a mio avviso sono questi ad essere cambiati.. con la globalizzazione e aperture di frontiere un tempo precluse..
2018-08-11 10:53:12
Le denunce fatte da associazioni a delinquere, contro Salvini o contro tutti, per istigazione all'odio contro gli zingari, non hanno nessuna base. I zingani sono decenni che riescono a farsi odiare in maniera assolutamente autonoma, non c’è persona che non abbia avuto da ridire per iun loro comportamento. A parte faccia di bronzo, e pochissimi imtimi.
2018-08-11 07:00:03
Credo che le parole non cambino la sostanza delle cose. Solo persone vuote e ridicole pensano che cambiando le parole cambino le cose.
2018-08-11 01:32:36
Purtroppo il motivo scatenante di questa insopportazione verso rom e sinti è perché delinquono impuniti e con arroganza sapendo di non rischiare nulla. I politici di sinistra invece di abolire il termine zingari dovrebbero abolire le leggi che li proteggono e li lasciano impuniti. Questa sarebbe la formula vincente per prevenire odio razziale e termini dispregiativi, il resto è fumo negli occhi.