Travolto da una lamiera di 700 chili: Matteo, 19 anni, muore schiacciato

Lamiera di 700 kg si stacca dalla gru
Matteo, 19 anni, muore schiacciato

di Paola Treppo

MONFALCONE (Gorizia) - Infortunio mortale nell'area di Fincantieri, a Monfalcone. Per cause in corso di accertamento da parte della polizia di Stato del Commissariato di Monfalcone, intervenuta sul posto dopo l'allarme, un ragazzo di 19 anni che stava operando all'interno della zona dei cantieri navali è rimasto schiacciato da un elemento metallico.

La vittima è Matteo Smoilis di Staranzano (Gorizia),  nato a Fiumicello (Udine), lavorava per una ditta esterna a Fincantieri, di proprietà del padre. Il giovane è stato travolto da una lamiera e da un blocco di cemento di 700 chili di peso. Gli operai hanno subito attivato un presidio di protesta: sono  usciti dai cancelli sospendendo il lavoro.

Secondo una ricostruzione dell'incidente il giovane morto avrebbe autonomamente avviato una manovra per spostare alcuni fasci di tubi. La manovra avrebbe provocato la caduta di due blocchi di cemento che lo hanno colpito in varie parti del corpo.

La centrale Sores di Palmanova ha inviato sul posto l'equipaggio di una ambulanza e l'elicottero decollato dalla elibase di Campoformido. Il personale medico ha avviato subito le manovre di rianimazione, durante a lungo. Si tratta di un operaio dipendente di una ditta esterna. 

Il giovane, infatti, è deceduto nonostante il trasporto d'urgenza, in volo, all'ospedale Cattinara di Trieste. Sul luogo della tragedia, che arriva a distanza di sole 24 ore dalla morte per schiacciamento sotto un muletto di un ragazzo di 30 anni in uno stabilimento tipografico di Fagagna (Udine), sono giunti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Monfalcone. L'infortunio sul lavoro è accaduto intorno alle 9.15 di oggi, mercoledì 9 maggio.
 
 


LA DITTA DEL PADRE DA 20 ANNI CON FINCANTIERI
La ditta per la quale lavorava la vittima si occupa di manutenzione degli impianti e non di costruzione navale e lavora da oltre 20 anni per la Fincantieri. Il titolare è il padre della vittima, il capo cantiere è invece il fratello di quest'ultima. Il giovane lavorava nell'azienda di famiglia da oltre un anno.

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DOMANI LUTTO CITTADINO A MONFALCONE
Nella giornata di domani sarà proclamato il lutto cittadino a Monfalcone (Gorizia), in ossequio alla vittima dell'incidente sul lavoro accaduto questa mattina nello stabilimento di Fincantieri: lo ha fatto sapere, all'Ansa, il sindaco Annamaria Cisint. «Siamo letteralmente affranti - ha detto - mi sono immediatamente recata in Fincantieri e vedere un padre straziato per aver visto morire sotto i propri occhi il figlio è un'emozione terribile, che non si può dimenticare e ci spinge a fare tutto il possibile affinché questi drammi non debbano più verificarsi».


LA NOTA DEL GRUPPO FINCANTIERI
Fincantieri «partecipa con profondo cordoglio al dolore della famiglia, garantendole sin d'ora il massimo sostegno». Lo riporta una nota del gruppo in merito all'incidente mortale avvenuto questa mattina nel cantiere di Monfalcone. Fincantieri «sta assicurando alle autorità competenti il massimo impegno per l'accertamento delle cause che lo hanno provocato», conclude la nota.

DOMANI SCIOPERO E PRESIDIO
«Nella giornata di domani viene proclamata un'ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro per tutto il lavoro privato del Friuli Venezia Giulia. E alle 17 si svolgerà un presidio simbolico davanti la sede Fincantieri di Trieste in Palazzo Marineria». Lo afferma in una nota Sasha Colautti, per il coordinamento regionale Usb Lavoro Privato. Le due «tragedie, che hanno riguardato la nostra regione», con due morti sul lavoro ieri a Fagagna (Udine) e oggi a Monfalcone (Gorizia), «sono purtroppo soltanto parte di quella lunghissima scia di omicidi di cui il profitto è l'unico e solo responsabile», osserva Colautti. «Stiamo assistendo in Italia a un vero e proprio massacro - aggiunge -reso ancora più indecente dalle lacrime di coccodrillo ex post della politica tutta, incapace di assumersi le proprie responsabilità per quanto riguarda le aberrazioni legislative intervenute sul mondo del lavoro e che hanno provocato un significativo peggioramento delle condizioni e della possibilità di denuncia in materia di salute e sicurezza da parte dei lavoratori in quanto sempre più deboli, precari e ricattabili».

La sicurezza dei lavoratori, la prevenzione, il rispetto delle norme, «vengono visti come un onere, un orpello, un fastidio cui dedicare il minimo possibile di attenzione, tempo e risorse, assolvendo solo formalmente agli obblighi di legge per essere »a posto« in caso di ispezione». Secondo l'Usb, «c'è sottostima dei rischi e scarsa competenza nell'affrontare il lavoro in sicurezza, consulenti improvvisati, business sulla formazione, in un mondo del lavoro con un'ampia presenza di economia sommersa, flessibilità esasperata e precarietà dei rapporti di lavoro e di ampio ricorso ad appalti impropri. Usb - conclude Colautti - esprime il proprio cordoglio alle famiglie, ma esprime anche la rabbia davanti a queste tragedie che non possono in alcun modo essere chiamate incidenti».
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Mercoledì 9 Maggio 2018, 11:08






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