Domenica 23 Settembre 2018, 10:13

«Papà è stato un eroe partigiano e non lo sapevo. Ora mi spiego quelle ferite...»

Romano Di Stasio

di Nicola Munaro

PADOVA - È una storia d'altri tempi, di un'azione di guerra partigiana durante il secondo conflitto mondiale e di una mina fatta esplodere per ritardare la ritirata tedesca. Ma anche della fuga dal patibolo di un giovane partigiano padovano, che si è salvato solo grazie alla sua presenza di spirito ed agilità. Una storia rimasta sotto traccia per sessantuno anni e riemersa a metà della scorsa settimana quasi per caso, durante uno di quei pomeriggi in cui ci si mette di buona volontà e si sistemano gli album fotografici di famiglia. E lì, tra una foto e l'altra, piegati in quattro parti e ingialliti dal tempo, c'erano due fogli. Uno, il più sgualcito, è una sorta di tessera d'adesione al Corpo volontario della libertà. Terza divisione del Friuli, Battaglione Pontebba con tanto di nome e cognome del titolare di quella carata d'identità partigiana. L'altro, conservato meglio e scritto a macchina, non ha intestazione. Solo una data e un luogo. E, nelle righe successive, la storia di quando Romano Di Stasio aveva 17 anni ed era un giovanissimo partigiano. Una vicenda che Di Stasio, poi agente di polizia in servizio al secondo reparto celere di
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5 di 48 commenti presenti
2018-09-24 17:57:51
Fiocchi, tralasci colpevolmente che dopo il ‘45 non si è affatto chiusa un’epoca storica. A parte qualche esecuzione sommaria (Mussolini, lo sciocco Starace Farinacci, Pasolini ecc) , i principali esponenti del fascismo e i sostenitori del regime sono stati quasi tutti riciclati nella classe dirigente del dopoguerra costituendo il trait d’union tra i due ordinamenti. In sostanza nessuno ha pagato e ci siamo ritrovati con tipi alla Almirante o Licio Gelli fino a che, finalmente, la natura ha fatto (tardivamente) il suo corso. Nessuno ha pagato per il disastro provocato, anzi, ponti d’oro. Uno schifo. Un esempio su tutti: il generale Graziani, un assassino della peggior specie, massacratore di decine di migliaia di libici, è morto nel suo letto.
2018-09-24 15:44:49
Papà è stato un eroe partigiano e non lo sapevo. Io non sarei tanto fiero, visto quello che hanno fatto molti di loro.
2018-09-24 12:45:35
Sembrerebbe che i commentatori fossero dei "fascisti ", invece si tratta di brava gente onesta che vuol vivere in pace nel rispetto delle regole civili. Invece più di qualcuno, questo si, ragiona con la testa da comunista e con l'odio, che a conti fatti nasce più dall'essere orfano di una comunità che esiste in realtà, ma che lo rifiuta in quanto associale.
2018-09-24 11:35:23
Per nasconderlo vuol dire che si vergognava del suo passato.
2018-09-24 08:44:00
Le guerre civili le chiamano fratricide, ci sono morti per mano fascista e morti per mano "partigiana". Solo che col fascismo si è chiusa una parentesi storica, col bolscevismo in italia se n'è aperta un'altra, non ispirata alla guerra, ma alla vendetta o alla sopraffazione politica, nella sola Emilia tra il 1945 e il 1949 si contano almeno 5000 assassinati attribuibili a ex formazioni partigiane. Possiamo ricordare l'ANPI ligure, genovese che, non molto tempo fa, che sul fatto di aver ucciso, dopo averla torturata per tre giorni, una bambina di 13 anni perchè accusata di essere fascista, non c'era niente da scusarsi, andava fatto punto. Una giornalista del Corriere della sera nel 2010 intervistò Otello Montanari 84enne ex partigiano e ex deputato PCI, cacciato anche dall'ANPI per avere risposto a un appello dei famigliari dei "desaparesidos" che volevano sapere almeno se i loro cari avessero avuto sepoltura.... Il bolscevismo, i comunisti e i loro discendenti .... a quando un revisionismo storico?