I mali della Sicilia sono così profondi che per sanarli non basterà una legislatura

PER APPROFONDIRE: elezioni, sicilia
Gentile Direttore,
dopo tre mesi ininterrotti, finalmente è finito il tormentone sulle elezioni in Sicilia, che ad ogni ora del giorno, si abbatteva su tutti noi attraverso i media. Ora c'è da augurarsi di non subire altrettanti mesi sulle disquisizioni dei risultati poco edificanti ottenuti, soprattutto, alla luce della forte astensione che ha sfiorato il 53%. Ora, chi finalmente governerà, come da programma, dovrà dare prova di buona amministrazione, incominciando dal recupero dei 52 miliardi di euro di tasse evase e magari incominciando ad abbattere le costruzioni abusive che da lustri aspettano di essere rase al suolo; ma resterà una speranza onirica, il voto di scambio ci sarà sempre in tutti i paralleli da nord a sud di questo infelice Paese.


Giancarlo Parissenti
Mestre


Caro lettore,
almeno questa volta le disquisizioni su chi ha vinto e chi ha perso dovrebbero concludersi presto. Sul risultato delle elezioni siciliane mi sembra non ci possano essere dubbi: ha chiaramente vinto il centrodestra e ha altrettanto chiaramente perso il candidato del Pd, mentre i 5 stelle hanno ottenuto un ottimo risultato, ma non hanno conquistato la maggioranza e non hanno eletto il nuovo governatore come invece speravano. Quanto all'azione di governo della nuova maggioranza, staremo a vedere. I mali della Sicilia sono profondi e non basterebbe certo una legislatura per porvi rimedio. Ma dal nuovo governatore, soprattutto dopo una campagna elettorale così lunga e velenosa, è doveroso attendersi da subito qualche gesto coraggioso nella direzione del cambiamento. Non serve molto. Gli orpelli, le inefficienze e gli sprechi della Regione Sicilia e della sua Assemblea regionale sono stati materia di decine e decine di inchieste giornalistiche. Parta da lì. Qualche taglio ben assestato sarebbe un segnale chiaro per tutta la società siciliana e non solo.
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Mercoledì 8 Novembre 2017, 16:18






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5 di 12 commenti presenti
2017-11-09 12:27:25
Chi non si reca alle urne fa una scelta comprensibile, certamente mossi da mille ragioni, ma nel panorama politico attuale che da Casa Pound a Rifondazione comunista copre tutte le tendenze ideologiche e politiche, vuol dire che quello che decidono quelli che si recano alle urne va benone per tutti. La destra ha vinto, ora devono dimostrare di saper governare, partendo dai tanto vituperati forestali, dalle immondizie, dai stipendi lunari dei deputati Siciliani e magari portando il costo delle siringhe a quello del Veneto, non mi pare di essere populista, visto che queste cose, soprattutto la destra unita compreso la Lega di Salvini, ne ha fatto un cavallo di battaglia, e se si mettono a lavorare, in cinque anni, che non sono pochi, dovrebbero farcela.
2017-11-09 10:52:23
Il segreto del successo americano, mettere l'uomo giusto al posto giusto. In Italia il clientelismo prevale sulla professionalità efficenza e trasparenza.
2017-11-09 12:19:49
Oddio, visto il risultato Trump, ma anche altri, il modello americano è meglio non prenderlo come esempio. Li' contano i soldi (tanti) e governano le lobbies. Facciamo i conti con la nostra realtà, che e' meglio.
2017-11-09 09:14:09
Assoluto pessimismo. La percentuale dei votanti è un indice di come la maggioranza dei siciliani abbiano a cuore la loro bella isola. La grande maggioranza adagiata sugli allori dell'assistenzialismo e nepotismo da generazioni, non gliene può fregar di meno di cambiar qualcosa. Anzi. Però, forse, prima o dopo il conto arriva per tutti.
2017-11-09 08:48:45
ho finito di stupirmi da quando la politica ha scoperto che il malaffare e via dicendo rappresentano opportunità di "crescita" (leggasi serbatoi di voti, fonti di finanziamento ecc). ah, sembra che pure la Val d'Aosta sia in rosso coi conti...