In difesa del festival di Sanremo: realizzare un grande spettacolo popolare non è un peccato

PER APPROFONDIRE: sanremo
Caro direttore, 
Sanremo 2018 costerà, per i compensi dei conduttori, il doppio dell' anno scorso ovvero un milione e trecentomila euro. A questa cifra complessiva si dovranno aggiungere i compensi per gli ospiti. Malgrado la spesa la Rai si dice soddisfatta in quanto gli introiti pubblicitari sono arrivati a 25 milioni di euro su una spesa stimata di sedici milioni e mezzo. Tutto questo per una manifestazione canora lontana anni luce dall' ideale di gara di ugole vagheggiato dal grande Fabrizio De Andrè, dove si tende a dare più importanza al testo e all' orecchiabilità della canzone che non alla sua effettiva resa esecutiva, visti i limiti musicali e vocali di molti partecipanti peraltro molto ben pagati. Ci lamentiamo perché si spendono un sacco di soldi per questo genere di eventi e dopo non ne avanzano magari per altri sicuramente più costruttivi dal punto di vista artistico, però alla fine gli ascolti del Festival continuano a rimanere sempre alti. Vuol dire allora che la stragrande maggioranza degli italiani si merita Sanremo perché non ha nessuna intenzione di elevare e raffinare il proprio gusto musicale, processo che richiederebbe anni di studio per formarsi le giuste competenze che servirebbero poi a contrastare quanto viene imposto arbitrariamente dalla macchina commerciale volta a creare personaggi e miti attorno ai quali continua a muoversi la solita cerchia di persone e lupi famelici che possono così proseguire nel loro processo di crescita a dismisura dei loro già lauti guadagni.


Nadia Berengo
Mestre (Ve)


Cara lettrice,
non prendiamocela troppo con Sanremo. È una manifestazione molto seguita: funziona, piace. È vero: costa molto ma attrae anche investimenti pubblicitari importanti. È uno spettacolo popolare pensato per catturare l'ascolto e l'attenzione di milioni di persone con gusti e culture diverse. Come tale, può non piacere a qualcuno: è normale. Ma realizzare e proporre produzioni televisive popolari non è un sacrilegio. A Sanremo si concretizza una complessa alchimia di musica- intrattenimento-tv che non ha paragoni, almeno in Italia. Il festival non ha e non può avere l'ambizione di elevare e raffinare il gusto musicale degli italiani. Vuole far incuriosire e divertire. Numeri alla mano, ci riesce. Non è una colpa né un peccato. E in fondo dura solo sei giorni.
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Venerdì 9 Febbraio 2018, 14:54






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5 di 17 commenti presenti
2018-02-12 08:55:52
Basta Fazio!...
2018-02-10 12:03:17
Sono abbastanza d'accordo con la lettrice. Su Sanremo non è il caso dire altro, tempo sprecato e soldi del canone buttati.
2018-02-10 11:42:06
Per forza ci riesce! L'Italia è vecchia come il cucco!
2018-02-10 10:40:14
## Concordo in toto col Direttore.Sanremo (che non ho mai guardato) in fin dei conti ha fatto emergere notevoli cantanti,e tante belle canzoni ,non si puo' negarlo. Per tagliare i costi infine,basterebbe ridurre i compensi a certi personaggi di sinistra pieni di milioni che fanno il bello e cattivo tempo nell'azienda. Azienda che,inutile dirlo,e' un '' covo'' di cattokomunisti. TeleKabul.
2018-02-10 11:46:52
"tante belle canzoni ,non si puo' negarlo. ". Soggettività questa sconosciuta. Stupende, proprio.