Blitz al Due Palazzi in cerca di droga e cellulari, i sindacati: «Più controlli»

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Blitz al Due Palazzi in cerca di droga  e cellulari, i sindacati: «Più controlli»

di Gabriele Pipia

PADOVA -  Almeno centoventi uomini, tra polizia e carabinieri, impegnati a setacciare ogni corridoio e ogni cella del carcere Due Palazzi di Padova. L’obiettivo? Trovare droga e telefoni cellulari introdotti illegalmente. La perquisizione è andata in scena sabato pomeriggio con l’obiettivo di verificare se la situazione è migliorata dopo gli scandali in serie capitati negli ultimi anni. I sindacati plaudono all’iniziativa, ma chiedono che i controlli si facciano ancor più stringenti. «Questi blitz straordinari - è un pensiero diffuso all’interno del Due Palazzi - dovrebbero diventare operazioni ordinarie». 
Ne è convinto soprattutto Mattia Laforese, segretario regionale del Sinappe, sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria. «Queste perquisizioni dovrebbero essere ancor più frequenti - evidenzia -. Non basta un maxi-blitz ogni due anni. In questo periodo noi agenti di Polizia penitenziaria siamo anche in una situazione di carenza d’organico, quindi ben venga il supporto di altre forze dell’ordine. Andrebbero fatte almeno quattro o cinque perquisizioni straordinarie all’anno». 
IL FENOMENO
In soli tre anni al Due Palazzi sono entrati illegalmente almeno 130 telefonini, e anche l’intrusione di dosi di stupefacenti è stata più volte accertata. «Questo fenomeno è difficile da debellare e non possiamo far finta che non esista - conferma Laforese -. Il carcere di Padova è molto grande e non è facile fare costantemente dei controlli capillari. Ma uno sforzo in più è auspicabile». 
Oltre all’aumento del numero di perquisizioni, secondo il numero uno regionale del Sinappe ci sarebbero altri modi per “proteggere” il carcere. «Per quanto riguarda lo spaccio di droga, andrebbero aumentate le unità cinofile - spiega -. La Polizia penitenziaria ne ha a disposizione solamente una attiva in tutto il Triveneto, mentre sarebbe necessaria un’unità per ogni carcere. Per quanto riguarda i telefonini, invece, la soluzione ci sarebbe ma bisogna avere la forza e il coraggio di investire in tecnologia: l’istituto andrebbe schermato». Per Giampietro Pegoraro, coordinatore regionale della Cgil Funzione Pubblica, «mettere in atto blitz del genere non è mai bello, ma ben vengano se portano a risultati». 
LA DIFESA
Ignazio Guglielmi, segretario provinciale del Sappe di Padova, tiene soprattutto a proteggere l’immagine della Polizia penitenziaria. «La perquisizione ha riguardato esclusivamente i detenuti – sottolinea - e penso che iniziative di questo genere possa essere utili. Fanno bene sia agli stessi detenuti sia agli agenti. Ma mi preme ribadire che oggi il Due Palazzi è un carcere sano. Dopo quanto accaduto nel 2014 (quando la Squadra Mobile aveva portato a galla un sistema interno di corruzione diffusa, ndr) ora l’istituto è super filtrato e da due anni non è più entrato praticamente più nulla. Qualcosina potrebbe esser stata introdotta illegalmente, certo, ma non ci sono più fenomeni preoccupanti». 

La direzione del carcere precisa: «La perquisizione è stata eseguita da personale della polizia penitenziaria nei reparti detentivi e da altre forze di polizia, con l'assistenza di funzionari della polizia penitenziaria, per quanto attiene i locali delle attività delle lavorazioni ove svolgono attività i detenuti della casa di Reclusione. Tutta l'operazione è stata programmata nel dettaglio e nel massimo necessario riserbo. L'esito ha portato al ritrovamento di 1,6 grammi di stupefacente (probabilmente marijuana) e di un porta sim card, privo però della scheda telefonica. Questo risultato conforta  il costante sforzo ed il continuo impegno che viene posto ormai da diverso tempo dal personale della polizia penitenziaria nell'impedire l'ingresso di oggetti o sostanze non consentite all'interno degli spazi detentivi o dedicati alla vita in comune dei ristretti. E' intuibile quali e quanti difficoltà si debbano al riguardo superare, posto che la sempre più elevata capacità delle aziende tecnologiche a produrre dispositivi meccanici e/o elettronici rende davvero impegnativo il lavoro di quanti sono tenuti ad esercitare ogni più dovuto controllo in ambito penitenziario»
 
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Lunedì 11 Febbraio 2019, 06:30






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2 di 2 commenti presenti
2019-02-11 18:50:36
ma se arrivasse quea tajata mae.. anzi molto mae no saria mejo? manco criminalità e gente in carcere da mantenir
2019-02-11 08:18:40
Impossibile diffondere disturbatori di segnale detti jammer?quanto alle droghe..almeno si spera che arrivino quelle di tipo stimolante o allucinogeno ma ad effetto calmante depressivo..