Non è sbagliato sforare (entro certi limiti) il deficit è sbagliato spendere 9 miliardi per il reddito di cittadinanza

PER APPROFONDIRE: cittadinanza, decifit, reddito
Egregio direttore,
con piacere nei giorni scorsi ho letto la lettera del signor Ignazio Zoia sul possibile aumento dell'Iva, che fa seguito all'editoriale di Osvaldo De Paolini. Penso che molti di noi ci siamo interrogati allo stesso modo. Per quanto mi riguarda come semplice cittadino, ritengo che l'Iva sia la tassa che colpisce tutti, dal più povero al più ricco, ma non solo: anche gli stranieri che vivono in Italia. Arrivo persino a ritenere, che data la situazione attuale, che una tassa come quella ideata a suo tempo dal Primo Ministro Giuliano Amato, si possa attuare. Ma non come prelievo o espropriazione, ma come prestito allo Stato, che lo restituirà, con gli interessi, in tempi migliori. È forse questo che Salvini intende quando dice che gli Italiani lo aiuteranno?

Elio Bidoggia


Caro lettore,
davvero non so a cosa pensasse o cosa avesse in mente Matteo Salvini quando ha detto di sperare negli italiani e nel loro aiuto. Tenderei però ad escludere che il vice-premier leghista intenda passare alla storia come un imitatore di Giuliano Amato. Il tema credo sia un altro. L'economia del nostro Paese ha bisogno di una scossa. Con buona pace dei fautori della decrescita felice, noi in realtà siamo obbligati a crescere. Ad accelerare cioè il ritmo del nostro sviluppo che in questi anni è stato sempre inferiore alla media europea e a quello dei paesi nostri diretti concorrenti. È giusto quindi ragionare, laicamente, di tutti gli strumenti che possono essere messi in campo per raggiunger questo obiettivo. L'editoriale di Osvaldo De Paolini sul possibile aumento dell'Iva andava in questa direzione: interrogarsi sulla possibilità di agire su questa imposta per ottenere importanti risorse da investire sulla crescita. Ad esempio finanziando un importante piano di infrastrutture. Ci sono i pro e i contro naturalmente, ma è doveroso ragionare senza tabù e con la consapevolezza delle esigenze reali del Paese. Ciò che non è accettabile è invece immaginare interventi fiscali o crescite del deficit per finanziare operazioni puramente assistenzialiste come il reddito di cittadinanza. Che non abolirà la povertà ma ci renderà certamente tutti un po' più poveri. Mangiandosi 9 miliardi.
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Giovedì 11 Ottobre 2018, 11:54






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5 di 17 commenti presenti
2018-10-12 10:35:25
Riporto solo quello che mi hanno detto alcune persone anziane del mio paese: “Il reddito più prezioso è la cittadinanza della salute. In altri tempi di difficoltà si coltivarono persino le aiuole pubbliche. Ora le città sono colme di «straka piasse» in salute e molti sono anche autoctoni. I Comuni posseggono terreni incolti con difficoltà di manutenzione. Si sistemino con la «ruspa salviniana» e si incentivino con pari valore sostitutivo al reddito di cittadinanza affidando in gestione controllata e gratuita questi spazi affinchè chi è attivo possa provvedere da sé, almeno parzialmente, al proprio sostentamento magari piantando anche qualche albero da frutto (l’allevamento regolato di piccoli animali da cortile cresciuti per necessità e concime in questi spazi lo tralasciamo poiché potrebbe riservare problemi maggiori)”.
2018-10-12 07:14:44
Esempi di possibile aumento entrate o risparmio. Rinuncia ad opere stradali di abbellimento inutili( porfido che si sconnette presto, fiori e piante pregiate entro le rotatorie, ma chi le guarda?'Se si ammira troppo si rischia scontro). Poi..riscossione tasse ancora attraverso le concessionarie, poi gioco d'azzardo dato in concessione a terzi , che frutta poco all'erario e molto ai gestori. Poi...regioni virtuose ( pagano 50 euro l'anno per fornire direttamente ai malati di diabete i test automisura, comprati in stock ed altre che indirettamente pagano il conto alle farmacia di fiducia del singolo. 200 euro annui). Ci vorrebbero 100, 1000 Cottarelli. Invece parlan o sempre di autoblu e di taglio vitalizi.
2018-10-12 07:09:08
I famigerati 80 euro sono costati alle finanze dello Stato 10 miliardi l'anno. E NON hanno prodotto i risultati sperati in termini di "accelerazione" dell'economia. Investire i fondi (dirottare ?) in una fascia piu' povera di popolazione (ricordiamo che gli 80 euro sono stati dati e poi tolti a chi era troppo povero - avendo perso lavoro e reddito e a chi era troppo ricco avendo avuto una promozione o fatto qualche ora di straordinario) avra' un effetto migliore ? Si ? No ? Forse ? Vedremo
2018-10-11 21:33:56
Non condivido le ultime parole del Direttore di questo Quotidiano sul Reddito di Cittadinanza per i seguenti motivi: 1-perché simili forme di aiuto esistono già in quasi tutti gli Stati dell’Unione Europea, 2-perché lo ha sollecitato il Parlamento Europeo, 3-perché se il Reddito di Cittadinanza sarà ben normato e strutturato, sarà una grande conquista di Civiltà anche dell’Italia. A differenza del Governo mi sarei comportato con maggiore prudenza: avrei iniziato intanto dagli oltre 5 milioni di persone e famiglie povere e bisognose verificandone gli effetti dopo 4/6 mesi e poi via via gradualmente. A proposito dei costi che il Direttore ipotizza in 9 miliardi di Euro, il Reddito di Cittadinanza sarà finanziato, come ho appreso dagli Organi di Informazione, anche dai tagli agli sprechi, da risparmi significativi della spesa pubblica e dalla riorganizzazione e revisione di importanti campi come per esempio quello dell’Editoria.
2018-10-11 20:26:22
... SPQR - il senato è il popolo di Roma.. ma a quei tempi era tutto diverso.. tempi ruspanti, sangugni. non ( o poco ) condizionati . ora il popolo s'illude di essere rappresentato in realtà è manipolato , anzi da tempo ha rinunciato ad essere popolo.. troppa responsabilità..