Nel vuoto politico c'è chi cerca di recuperare ruolo e potere: siamo sempre il paese del Gattopardo

PER APPROFONDIRE: direttore, lettere, politica
Egregio direttore, 
dopo l'esclusione della nazionale di calcio italiana dai mondiali di Mosca 2018, tutti si aspettavano un azzeramento della Federcalcio e, invece, dopo un commissariamento di alcuni mesi ora, spunta la candidatura di Giancarlo Abete a presidente, lo stesso che, negli anni novanta e inizio 2000, è stato ai vertici di Federcalcio, che ha guidato sino alla figuraccia dei mondiali in Sud Africa. Nulla di personale, ma è tempo di candidature nuove, giovani e motivate, per avviare una riorganizzazione del calcio sport nazionale, e farlo tornare competitivo in campo internazionale. Una nuova Federcalcio, strutturata per sostenere anche i vivai giovanili, con responsabili competenti e, con la nomina di un nuovo C.T. della nazionale, può essere la svolta per conseguire risultati positivi nel breve/medio termine. 
L.P.

Mestre

Caro lettore, 
quando c'è un vuoto politico qualcuno cerca sempre di approfittarne. E di riempirlo. Ho l'impressione che in Italia, nel mondo del calcio, ma non solo in quello, stia accadendo proprio questo. Mentre Di Maio e Salvini da oltre due mesi cercano, con scarsi risultati almeno sinora, di trovare un'intesa di governo, qualcuno nelle retrovie, smaltito l'effetto e il trauma delle elezioni del 4 marzo, muove, più o meno silenziosamente, le sue pedine per tornare a galla, rafforzare le proprie posizioni di potere o riportare in auge i propri fedelissimi. L'assenza di un governo e il clima di incertezza che permea molti palazzi del potere, favoriscono questi riposizionamenti e queste manovre. Ed ecco infatti che nel magico mondo del pallone italico, pur in crisi profonda e umiliato dall'eliminazione dai Campionati Mondiali, tornano alla ribalta nomi e personaggi che pensavamo appartenessero al passato remoto e che invece, come se nulla fosse, si candidano per un ritorno al vertice. Sorretti da solide cordate, ovviamente. Ma anche nel calcio non doveva cambiare tutto? Sì certo. Non dobbiamo mai dimenticarci però che siamo nel Paese del Gattopardo: Tutto deve cambiare perchè nulla cambi. E non solo ai vertici del calcio. 
 
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Mercoledì 16 Maggio 2018, 14:12






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5 di 9 commenti presenti
2018-05-16 17:46:00
A proposito di calcio, leggevo che il nuovo allenatore della nazionale era residente in Russia per eludere (legalmente, come i pensionati) le tasse italiche. Anzi, dopo la nomina, dovrebbe comunque passare all'estero alcune settimane, proprio per non perdere questo "beneficio". D'altro canto qualcuno si chiedeva come mai un allenatore "di rango" avesse accettato "appena" 2 milioni (salvo premi di risultato) per dirigere la nazionale. italia
2018-05-16 15:55:16
NON sono d'accordo con il Direttore. Se proprio si deve citare la frase scritta da G. Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo "tutto si deve cambiare perche' nulla cambi", si faccia almeno riferimento ai principi di GIUSTIZIA (non legali che cambiano spesso ad personam), ma imporre ai lettori l'intepretazione fatalistica di quella frase equivale a togliere OGNI speranza che chiunque possa fare qualcosa per correggere una certa situazione. NON e' VERO questo fatalismo (molto letterario e decadente, secondo me). Sta a ciascuno di NOI correggere quello che vediamo e viviamo di sbagliato, anche nella FederCalcio.
2018-05-16 18:13:58
Non tutta l'Italia appartiene al Gattopardo,ma il Gattopardo si e' insinuato ai posti-chiave.
2018-05-16 16:02:57
piu' che gattopardi, il panorama politico mostra solo gatti spelacchiati e con la rogna...
2018-05-17 11:10:01
Giustissima la risposta del direttore e io aggiungere,se non censurata naturalmente,che i media sono al servizio dei vari Gattopardi perchè non cambi niente.