Furto d'identità, paga la banca per i danni delle frodi informatiche

foto di repertorio
Per le sorprese riservate al correntista dell'home banking risponde la banca (o le Poste) se il soggetto dimostra di non aver autorizzato alcun bonifico e di non aver rivelato a terzi le proprie credenziali on line. Questo il principio espresso dalla Cassazione con l'ordinanza n. 9158/18. La Corte ha ricordato come in tema di responsabilità della banca in caso di operazioni effettuate con mezzi elettronici, anche al fine di garantire la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema, è del tutto ragionevole ricondurre nell'area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento, prevedibile ed evitabile con appropriate misure destinate a verificare la riconducibilità delle operazioni all'effettiva volontà del cliente, la possibilità di un'utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte dei terzi (la cosiddetta frode informatica), non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo. In pratica tocca all'istituto di credito provare la negligenza del titolare del conto, ad esempio un incauto invio di password.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 13 Aprile 2018, 13:11






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Furto d'identità, paga la banca per i danni delle frodi informatiche
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-04-16 12:50:31
Quante volte mi sono trovato con mail di pishing da segnalare e nessun indirizzo mail delle banche a cui inoltrare la segnalazione o peggio mi costringono a registrarmi per farla.
2018-04-14 23:55:27
....bene .....controlli piu' stretti.....!