Romeni offesi su Facebook: «Mi pento e chiedo scusa»

Sono arrivate, ieri alle 15, le scuse ufficiali nei confronti di tutto il popolo romeno, da parte di Michela Bartolotta. La diciottenne commessa del negozio di telefonia 3 Store di piazza delle Erbe, che il 14 luglio aveva pubblicato su Facebook delle frasi offensive e razziste nei confronti degli immigrati romeni, aggiungendo: «prima o poi vi stermino». Nel giro di poche ore l'attacco xenofobo della ragazza aveva ricevuto oltre 50 "mi piace", ma anche l'attenzione e le minacce di denuncia della comunità romena locale. A questo punto è intervenuto il padre di Michela, Pietro Bartolotta, titolare del negozio di telefonia e di un'azienda metalmeccanica di Caselle di Selvazzano, dove su 31 dipendenti, 10 sono stranieri, tra i quali 4 romeni.
«Ho sempre guardato alla persona, non alla sua provenienza, lo testimonia il fatto che ho dato regolarmente lavoro a diversi stranieri, con i quali ho anche legato tanto. Mi scuso anch'io per il gesto di mia figlia, che ora ha capito l'errore».
Ma le scuse più sentite sono arrivate proprio da Michela, che davanti a Catalin Mustatea, consigliere comunale a Villafranca di Verona e presidente dell'associazione "Momento Zero", che rappresenta la comunità romena in Veneto, ha dichiarato: «Non ho giustificazioni, è stato un gesto totalmente sbagliato e dettato da un momento di rabbia. Avendo a che fare tutti i giorni con qualsiasi tipo di cliente, di ogni razza e provenienza, capitano persone arroganti, e quel giorno è stato il caso di una signora romena, così mi sono sfogata su Facebook. In realtà la mia rabbia era rivolta alle persone arroganti, ho sbagliato ad insultare tutti i romeni in generale».
E per non lasciare spazio ad eventuali dubbi sul pentimento della giovane padovana, padre e figlia hanno deciso di organizzare delle «serate bianche dedicate ai romeni, che potranno usufruire di particolari promozioni e consulenze. Ora ci accorderemo con il comune per i permessi e con la comunità romena per il da farsi. Inoltre qualunque straniero che si presenti al negozio, da oggi in poi verrà servito da Michela in persona», ha concluso il padre Pietro. Accettate di buon grado le scuse a nome dei suoi connazionali, Mustatea, in arrivo appositamente da Verona, ha aggiunto: «viste le scuse della ragazza, la situazione delicata è risolvibile, e capiranno anche i miei connazionali. Anch'io voglio fare delle scuse ai padovani per tutti i romeni che non si comportano bene in questa città, ma non siamo tutti uguali ed è giunta l'ora di porre un freno a insulti e violenze, da entrambi i lati: come ha detto Papa Francesco, la violenza si vince solo con la pace».

Martedì 22 Luglio 2014, 04:53






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