Codacons all'attacco: «Ecco i medici finanziati dalla Case farmaceutiche», è polemica

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Codacons all'attacco: «Ecco i medici  finanziati dalla Case farmaceutiche»
Il Codacons ha pubblicato sul proprio sito un lungo elenco di medici ospedalieri e  di famiglia «finanziati» dalle case farmaceutiche.  Tra questi, alcune migliaia di nominativi, ci sono 125 tra specialisti, primari e medici di base delle 7 province venete e un'altra ventina di nomi di colleghi del Friuli Venezia Giulia.

La maggior parte dei professionisti in questione lavora per le Aziende ospedaliere di Padova e Verona.

«Così i veneti possono verificare se il proprio dottore ha ricevuto finanziamenti dalle case farmaceutiche - spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons -  potrebbero essere legittimi, ma devono essere dichiarati, così come le finalità collegate. È giusto che un paziente conosca i rapporti tra il medico curante e le ditte produttrici i medicinali da lui prescritti».

In tale ottica l’associazione, assistita da un pool di legali, ha diffidato i 7  Ordini dei medici del Veneto e i 4 del Friuli Venezia Giulia affinché impongano agli iscritti l’obbligo di esporre in ambulatorio cartelli che ne illustrino gli eventuali legami con le multinazionali dei farmaci.  «In più chiederemo alla Guardia di Finanza di verificare se tali entrate vengano dichiarate al Fisco - aggiunge Rienzi - E intanto abbiamo inviato l’elenco dei medici all’Anac, l’Autorità anticorruzione. Da 10 anni combattiamo i conflitti d’interesse in sanità e in questo caso la nostra preoccupazione è che vengano prescritti farmaci anche quando non ce n’è bisogno. Chiederemo all’Inps le ricette, per vedere se i medici coinvolti scelgano solo i prodotti dell’azienda con cui sono in contatto».

A Udine sarebbero interessati 7 medici, ma il presidente dell’ordine Maurizio Rocco spiega che “da molto tempo la questione è stata regolamentata dal garante e il comparaggio è vietato anche dal codice deontologico. Se ci sono deviazioni possiamo intervenire, ma ad oggi non ci risultano casi”.

Anche la replica dei medici veneti è secca e parla di "caccia alle streghe": «L'iniziativa rischia di rovinare il nostro rapporto con i malati - dichiara  Francesco Noce, presidente regionale della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) -  ricordiamoci che sono le case farmaceutiche a finanziare la ricerca. E quindi gli ospedalieri che hanno rapporti con le stesse sono coinvolti in studi clinici sull’efficacia di determinati prodotti, dietro autorizzazione dell’azienda sanitaria di appartenenza e del proprio primario. Oppure, sempre con i permessi citati, sono relatori a convegni organizzati dalle industrie del farmaco ma che consentono ai camici bianchi di accumulare i punti Ecm di aggiornamento: è obbligatorio raggiungerne 150 in tre anni. Tutte attività dichiarate al Fisco».

IL PRECEDENTE - La procura di Verona dopo 6  anni di indagini e 4.713 indagati arrivò nel 2009 a 6  condanne  a una sanzione e un patteggiamento. Tutti gli altri- medici,  dipendenti Glaxo, informatori farmaceutici, farmacisti, dirigenti - assolti o usciti dall’inchiesta (in 556) prima del processo.


(ha collaborato Lisa Zancaner)
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 22 Gennaio 2019, 10:49






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5 di 39 commenti presenti
2019-01-24 19:11:56
Schei.....Schei.....Schei l'avidità di certa gente non finisce MAI.
2019-01-22 21:51:11
Togliamo la sanità alla Regioni
2019-01-22 17:18:56
La scoperta dell'acqua calda. A parte rari casi di comparaggio in malafede (perseguiti dalla magistratura) TUTTI (o quasi) i medici hanno ricevuto "benefit" piu' o meno importanti da case farmaceutiche, sotto forma di partecipazioni a congressi, libri, gadget vari. Alcuni prendono anche dei soldi. Legalmente. Se fai uno studio sperimentale "in proprio" con il personale dell'azienda le anime belle dicono che i dati sono inventati. Se lo vuoi fare indipendente NON scegli un esperto via internet, sui blog o su FB, vai da un professionista stimato dalla comunita' scientifica internazionale (in base alle pubblicazioni che ha fatto) e organizzi con lui/lei e la sua equipe uno studio su un farmaco (o orrore un vaccino) che stai sperimentando. E si paga per il lavoro fatto. Che viene poi valutato dalla comunita' scientifica internazionale, che decide se e' valido o meno. Negli ultimi anni gli stolti hanno fatto passare il concetto che se dietro un'attivita' umana c'e' un guadagno, anche se lecito, e' automaticamente sospetta di "conflitto di interessi". Ma fatto salvo gli asceti, TUTTE le persone normali lavorano per guadagnare. Non e' che un magistrato che e' pagato dallo Stato giudica SOLO a vantaggio di chi lo paga. Chiunque vi vende qualcosa (anche una prestazione professionale) lo fa per guadagnare e NON necessariamente vuole fregarvi, anzi facendolo di mestiere vuole mantenersi e allargare la clientela (se e' furbo) non perderla dando fregature in giro. La questione di fondo e' che tutti noi, professionalmente facciamo qualcosa per guadagnare e la facciamo INNANZITUTTO nel nostro interesse. Le opere di bene disinteressate le fanno solo i Santi. Se un medico va a un congresso "gratis" comunque si aggiorna e impara qualcosa che riversera' sui suoi pazienti. Meglio un "duro e puro" ignorante ? Ma l'aggiornamento si puo' pagare di tasca propria. Certo. Ma poi ne riversi i costi sui clienti/pazienti. Come dicono i puri "non esistono pasti gratis" (una casa farmaceutica che paga un benefit spera di avere in cambio qualcosa ...) ma se non digiuni qualcuno deve pagare.
2019-01-22 16:13:55
strano si pubblichi solo l'elenco di una casa farmaceutica mentre ci si astiene dall'altro colosso farmaceuto la Novartis specializzata in vaccini ... mahh misteri italiani
2019-01-22 16:37:59
Fatturato Novartis anno 2017=50,14 mld USD. GlaxoSmith&Kline anno 2017= 30,19 mld USD. Solo Novartis ha stretto un accordo con Glaxo. per cessione di alcuni settori per un valore di 36,5 mld. Glaxo detiene/ investe in -italia nel 2016 1 mld per mettere in sesto la produzione vaccinale. Tradotto si senta libero di scegliere chi ingrassare, tanto va tutto alla stessa tavola e non sarà mai la sua.