La seconda giovinezza del chirurgo: a 78 anni con le mani di un robot

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Il prof Ermanno Ancona

di Nicoletta Cozza

PADOVA - Opera a metri di distanza dal paziente. A volte addirittura mentre si trova in un'altra stanza, diversa dalla sala operatoria. E alla fine degli interventi i malati hanno una certezza: pochi traumi, decorso rapido e ripresa pressoché immediata. Il robot, infatti, si è impossessato a pieno titolo del bisturi. Ma al Policlinico di Abano a guidare il braccio meccanico che riesce a insinuarsi negli angoli più difficili da raggiungere dell'esofago è la mano del professor Ermanno Ancona, che a 78 anni e mezzo, in pensione da 6, e con alle spalle una carriera di grandissimo prestigio, oggi con la massima disinvoltura e a dispetto dell'anagrafe, è diventato un punto di riferimento appunto della chirurgia robotica.
Classe 1940, ha conseguito nel '64 la laurea all'ateneo di Padova con il massimo dei voti e la lode. Sempre qui si è specializzato in Chirurgia Generale, Chirurgia Toracica, Anestesia e rianimazione e Urologia. Oggi è responsabile della Chirurgia esofagea della struttura sanitaria aponense. 

Professore, alla sua età i colleghi sono in pensione. Lei invece si cimenta con le tecnologie più spinte...
«Devo dire che operare con il robot era una delle cose che dovevo fare. Da anni ci pensavo, perché le innovazioni vanno sempre prese in considerazione e valutate».
Cioè?
«Uno può essere tradizionalista, o innovatore, nell'animo, e io penso di appartenere a quest'ultima categoria. Sono cresciuto con il professor Peracchia che quand'ero un giovane medico mi ha trasmesso la passione per le novità. E alla fine, con il passar del tempo, queste restano, come un imprinting». 
Quando ha iniziato a lavorare utilizzando il robot?
«L'occasione mi si è presentata con l'arrivo nell'equipe chirurgica di Abano del professor Cristiano Huscher, un pioniere della materia, proprio in un momento in cui in tutta Italia la chirurgia robotica ha ancora un carattere un po' particolare, come peraltro al debutto lo aveva pure quella laparoscopica. Ho subito intuito che questa fosse una novità da valutare, non dico per essere utilizzata in ogni intervento, ma per quelle situazioni in cui, come ad esempio nelle operazioni alla prostata al basso retto e all'esofago, si hanno zone del corpo non facilmente raggiungibili con gli strumenti tradizionali. Il robot riesce a fare movimenti impensabili per le nostre mani e che danno risultati eccezionali. Ho messo a punto la tecnica. Due interventi li ho già fatti e altri sono in lista d'attesa: già giovedì ne farò un altro».
Che effetto le ha fatto la prima volta che ha operato senza usare il bisturi, ma impartendo ordini al robot?
«È stata un'esperienza affascinante e impegnativa, ma quando hai un buon tutor le cose sono più semplici. Sono molto contento di poter usare questa tecnica. Ricordo che anni addietro c'era stato un congresso proprio sulla chirurgia robotica e avevo promesso a me stesso che prima di chiudere la carriera, avrei voluto cimentarmici anch'io. Opero dal 1966 e in cinquant'anni posso dire di essere passato dal bisturi al robot».
E ci è arrivato a 78 anni e mezzo...
«Sì, ma non me li sento. Resto 7-8 ore di fila in sala operatoria con lo stesso spirito di quando ero giovane. E mi diverto, come allora. Nella mia carriera ho visto l'avvento di tante innovazioni, tra cui la microchichirurgia all'esofagorurgia per l'autotrapianto di anse intestinali al collo, oppure la sostituzione dell'esofago cervicale. Importante è avere un leader che ti dà la possibilità di provare, com'è stato appunto il mio maestro Peracchia»
Quali sono i vantaggi che dà l'utilizzo del robot?
«La visione tridimensionale sul monitor è esattissima, mentre per esempio con la laparoscopia è meno precisa perchè comporta un'elaborazione da parte del cervello. E anche se il paziente è lontano, sei comunque tu che stai lavorando, sono le tue dita che governano tutto. Vicino al malato ci sono gli operatori che mettono gli strumenti giusti nelle mani robotiche».
E i limiti?
«Un po' di diffidenza nei confronti del nuovo, che si supererà perché l'umanità va avanti. E poi i costi. Ma dobbiamo ricordarci che anni fa anche le prime tac erano strumenti diagnostici che costavano tanto. Con il passare del tempo, però, i prezzi si abbattono. E a breve sarà così anche per il robot».
 
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Domenica 9 Settembre 2018, 16:56






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3 di 3 commenti presenti
2018-09-10 10:54:01
Nulla da dire sulla fama e sulle capacita' professionali del professore. Pero' io credo che queste persone che si ostinano a lavorare ben oltre i 70 anni (non avendone alcuna necessita' economica credo) non lasciano spazio ai giovani che non trovando lavoro sono costretti ad andarsene all' estero. Io sono del parere che quando una persona è in pensione e percepisce la pensione non debba poter più lavorare, altrimenti se proprio vuole continuare a lavorare lo faccia pure ma senza percepire la pensione.
2018-09-10 06:13:16
Immagino pazienti che grazie alla celerita'e precisione , avanzano in sala operatoria come in catena di montaggio.Importanti sono i risultati, anche se viene attenuando il rapporto umano, il passaparola tra ex pazienti.Grazie ai protocolli standardizzati.... un medico visita e prescrive, un altro guarda i risultati delle analisi, un altro ti fa la visita preoperatoria, un anestesista ti compilala scheda ma ti dice che a sedarti o anestetizzarti facilemente sara' un suo collega ignoto.Poi il chirurgo sara' X, i punti te li togliera Y, le visite di controllo Z...importante e' che leggano il dossier accompagnatorio man mano che la cura avanza.Anzi, il dossier e' ormai consultabile online su un monitor, a volte si ha la senzazione di essersi smarriti in un labirinto...o si attende un risulato che tarda( motivi tecnici o ha preso un cassetto sbagliato?).Di positivo e' che potrebbero cessare i viaggi della speranza da un capo all'altro dello stivale ( unidirezionali), ma potrebbe anche darsi che a robotizzarsi siano per prime le cliniche private, oppure che la sanita' pubblica di una zona acquisti i robot e poi non li usi,Oppure che come primo operato col robot, ci si trovi un amministratore in altra stanza che da' il taglio inaugurale.... e dica "Vedete che bella macchina ho acquistato coi soldi miei, l'opposizione chiacchera e basta, noi siamo gente del Fare"
2018-09-09 23:45:30
....il suo entusiasmo...lo trasmette anche a noi....!