Caso Di Maio, strappo con la Francia: accuse di colonialismo, ira di Macron. Convocato ambasciatore italiano a Parigi

Caso Di Maio, strappo con la Francia: accuse di colonialismo, ira di Macron. Convocato ambasciatore italiano a Parigi
L'ambasciatrice d'Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese in seguito alle ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio. Lo apprende l'agenzia Ansa da fonti diplomatiche.

«Queste dichiarazioni da parte di un'alta autorità italiana sono ostili e senza motivo visto il partenariato della Francia e l'Italia in seno all'Unione europea. Vanno lette in un contesto di politica interna italiana», affermano fonti diplomatiche francesi interpellate dall'agenzia Ansa a Parigi. 

Subito dopo l'ultima tragedia di migranti, la Francia ex colonialista, e in particolare Emmanuel Macron definito «lo sfruttatore d'Africa» erano finiti nel mirino del vicepremier grillino, che aveva puntato il dito sulle cause, più che gli effetti. «Se oggi la gente parte dall'Africa è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia, non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani». Fa peggio il presidente francese che, per il leader 5 Stelle, «prima ci fa la morale, poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta l'Africa». Da qui il suggerimento a
Bruxelles di imporre sanzioni a Parigi e portare la questione fino all'Onu, perché no.

«Io non credo che sia un caso diplomatico, io credo che sia tutto vero», èla replica di Di Maio a chi gli chiede della convocazione dell'ambasciatrice italiana. «La Francia è uno di quei Paesi che stampando la moneta per 14 Stati impedisce lo sviluppo e contribuisce alla partenza dei profughi - sostiene il vicepremier -. Se l'Europa in questo momento vuole avere un po' di coraggio, deve avere la forza di affrontare il tema della decolonizzazione. Noi abbiamo acceso un faro di verità».

Bisogna «decolonizzare l'Africa» e anche l'Ue «deve occuparsi di questo tema», insiste il vicepremier. «Guardiamo in faccia anche le cause, non solo gli effetti dell'emigrazione. Ci sono autorevoli economisti di tutto il mondo che ne parlano, noi abbiamo solo acceso il faro su una verità», continua Di Maio.

Intanto Di Maio fa sua l'idea delle sanzioni e annuncia: «Nelle prossime settimane ci sarà un'iniziativa parlamentare del M5S che impegnerà sia il governo italiano sia le istituzioni europee a iniziare a sanzionare quei Paesi che non decolonizzano l'Africa». Rivendica il copyright della denuncia, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia: «Finalmente anche la sinistra, da Di Maio a Fassina, si accorge del fatto che alla base dell'immigrazione c'è anche il neocolonialismo francese in Africa e l'usura fatta con la moneta coloniale Franco Cfa». E ai gialloverdi urla: «Sveglia ragazzi, siete al governo».

Il franco CFA (la valuta utilizzata in 14 colonie francesi dell'Africa) è diventata in poche ore la moneta delle polemiche, complici la leader di Fratelli d'Italia e i due esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di battista oltre a Di Maio, che l'hanno chiamata in causa puntando il dito contro il presidente francese. 

Il franco CFA (che significava inizialmente Franco delle Colonie Francesi d'Africa) è il nome di due valute comuni a diversi paesi africani, create nel 1945 e la cui convertibilità esterna è garantita dal Tesoro francese. Il franco CFA viene utilizzato oggi in sei Paesi dell'Africa centrale (Camerun, Repubblica centrafricana, Congo, Gabon,
Guinea equatoriale, Ciad) con banca centrale la BEAC, la Banca Centrale degli Stati Africani. E in otto Paesi dell'Africa occidentale (Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guina Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo) con banca centrale la BCEAO, la Banca centrale degli Stati dell'Africa occidentale. Il franco CFA aveva parità con il franco francese e ora 655,957 FCFA equivalgono a 1 euro.

Da anni la moneta è al centro di controversie, tra chi ne invoca lo stop e chi invece la difende. Dalla Francia il dibattito si è spostato presto in Italia, coinvolgendo il M5S e Fratelli d'Italia. Affrontando il tema migranti a una manifestazione del M5S ad Avezzano, il vicepremier ha tirato in ballo la Francia, «che in Africa continua ad avere delle colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie». Si tratta di soldi, ha tuonato Di Maio, che Parigi «usa per finanziare il suo debito pubblico e che indeboliscono le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti». 

Parole che in serata sono rimbalzate in tv. Ospite a Che tempo che fa domenica sera, Di Battista si è presentato da Fazio con in mano il fac simile di una banconota da 10mila franchi CFA che poi ha strappato in diretta. «Questa è una banconota da 10mila franchi delle colonie francesi, il franco CFA - ha spiegato l'esponente pentastellato - se non affrontiamo il tema della sovranità monetaria in Africa non se esce più». «Attualmente, vicino Lione, la Francia
stampa questa moneta utilizzata in 14 paesi africani, tutti paesi della zona subsahariana i quali non solo hanno una moneta stampata dalla Francia - ha sottolineato Di Battista - ma per mantenere il tasso fisso con l'euro sono costretti a versare circa il 50 per cento dei loro denari in un contro corrente gestito dal Tesoro francese col quale ci pagano una cifra irrisoria del debito pubblico francese pari circa allo 0,5 per cento».

«Ma soprattutto - ha incalzato ancora l'esponente M5S - con questo controllo geopolitico dell'area, la Francia gestisce la sovranità di questi paesi impedendo la loro legittima indipendenza, la loro sovranità monetaria e fiscale». Quindi, strappando la banconota in mille pezzi, ha aggiunto: «Finché non si strapperà questa banconota, che è una manetta, le persone continueranno a scappare, a morire in mare e a trovarsi altre rotte».

Anche meloni, ospite di Massimo Giletti a Non è l'Arena, ha sventolato un fac simile della stessa banconota mostrata in tv da Di Battista: «Questo si chiama franco CFA - ha spiegato Meloni - è la moneta coloniale che la Francia stampa per 14 nazioni africane alle quali applica il signoraggio e in forza delle quali sfrutta le risorse di
questa nazione. La soluzione non è prendere gli africani e spostarli in Europa ma liberare l'Africa da certi europei che la sfruttano e consentire a queste persone di vivere di quello che hanno».

 
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Lunedì 21 Gennaio 2019, 17:15






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5 di 35 commenti presenti
2019-01-22 17:11:29
La polemica sollevata da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista contro la Francia e il presunto colonialismo occulto con il franco CFA ha portato l'Italia a un passo dall'incidente diplomatico con Parigi. Prima il vicepremier, poi l'ex parlamentare nel salotto di Fabio Fazio hanno agitato la banconota franco-africana, strumento a detta loro del governo francese per impoverire i Paesi africani e quindi incentivare l'emigrazione in Europa e in Italia. Di tutto questo insieme di accuse, l'ex ministro socialista Claudio Martelli ne ha dato una definizione eloquente: "Una supercazzola, cioè una frase priva di senso composta da un insieme casuale di parole senza nesso con la realtà o esposta in modo ingannevole a interlocutori di cui si suppone l'ignoran. Quella moneta nata cinquant'anni fa, spiega Martelli, era stata adottata da 14 ex colonie francesi quando sono diventate indipendenti con uno scopo preciso: "Assicurare la stabilità finanziaria con una moneta comune, e perciò più solida, a Paesi che stavano attraversando la fase di decolonizzazione. Fu una scelta libera e volontaria ha ricordato l'ex ministro - e in qualunque momento i paesi interessati possono revocarla". Ma i grillini non la pensano come Martelli, che non si spiega come abbiano potuto scambiare una moneta per una tassa e "imbastirci sopra una provocazione a freddo nei confronti di un Paese amico e alleato è materia che esula da una discussione politica: potrebbe entrare invece nel novero dei disturbi mentali". Cercare una spiegazione politica, magari nell'eterna rincorsa tra Di Maio e Salvini, è secondo Martelli operazione abbastanza fuorviante: "Sta di fatto che l'ultima trovata del vice presidente del Consiglio, oltre al ridicolo, ci è già costata l'umiliazione di vedere la nostra ambasciatrice a Parigi convocata dal ministro degli Esteri francese. Spiegare perché il governo italiano incolpi la Francia e il franco africano delle carestie e delle ondate migratorie verso l'Europa, senza alludere alle sinapsi grilline, non sarà semplice".
2019-01-22 16:29:45
E' stato fin troppo morbido con uno che definì l'Italia vomievole, che consente ai suoi ghisa di sconfinare armati da noi e che si è sposato sua nonna da cui si è fatto circuire in età puberale. Non ultimo ha detto il vero.
2019-01-22 10:16:14
Per quanto non mi piaccia Di Maio ha detto esattamente quel che tutti sanno ma non hanno mai avuto il coraggio di dire, la Francia si è sempre fatta i comodi suoi usando la UE per coprirli e soprattutto per far pagare agli altri Stati come l'Italia il prezzo di scelte unilaterali, vedasi l'invasione della Libia e l'enorme flusso di migranti che paesi come Italia, Grecia e Malta hanno dovuto affrontare, non solo i francesi respingono i migranti alle frontiere abusivamente riportandoli in Italia di nascosto e come ciliegina sulla torta ancora ospitano latitanti assassini, io credo sia ora di una azione europea e soprattutto italiana per metter i francesi di fronte alle loro responsabilità perché così non si può andar avanti, l'unione europea da prova di esser una struttura al servizio di due singole nazioni, Francia e Germania, poi avvengono scenette ipocrite come quella di Junker che piagnucola sulla austerity imposta ai greci, ipocriti.
2019-01-22 10:03:11
Gennaio 2019 :scoperta l'acqua calda
2019-01-22 09:46:45
Accusare la Francia di neocolonialismo, una bella manovra elettorale, un po precoce, ma di effetto...forse il Luigi da ministro poteva starne fuori visto che è troppo anticipata rispetto alle elezioni europee. ma certo che la Francia si agiti vuol dire che ha colpito nel segno, che la Meloni poi la cavalchi beh è tutto un programma..