Smantellata banda italo-albanese: forniva cocaina alla "Vicenza bene"

Smantellata banda italo-albanese: forniva cocaina alla "Vicenza bene"

di Luca Pozza

VICENZA - La Squadra mobile della Questura di Vicenza ha smantellato una nutrita organizzazione criminale italo-albanese (ma c'è anche un africano del Burkina Faso)formata da dieci persone, leader nel micro e medio spaccio di cocaina e marijuana nella provincia berica, ma in particolare alla "Vicenza bene", quasi tutti imprenditori (tra cui anche il titolare di una concessionaria d'auto), professionisti e manager. Dieci gli avvisi a fine indagine, conclusa nella giornata di ieri con l'ultima perquisizione che ha permesso di chiudere il cerchio. Oggi in Questura a Vicenza sono stati forniti tutti i dettagli di questa operazione iniziata due anni fa e che per lungo tempo ha garantito un giro d'affari notevole: gli agenti hanno calcolato che la vendita media fosse di almeno un etto di droga a settimana. 
 
 


L'indagine è stata ribattezzata "Operazione Puppet" per via di quel particolare appellativo, "pupazzo", con i cui i membri della banda criminale si chiamavano convenzialmente al telefono per evitare di riferire i propri nomi nel sospetto di essere intercettati. Le indagini sono iniziate dopo che un cliente, un imprenditore vicentino, picchiato e minacciato perché non pagava il debito, aveva chiesto aiuto alla Polizia. A quel punto, d'accordo con gli agenti, aveva dato appuntamento a colui che doveva riscuotere i soldi in un bar di piazza Matteotti a Vicenza, che portò al primo arresto. Tra i primi arrestati (e poi condannati) c'erano due uomini residenti in città, Fabio Di Maggio, 45 anni e Massimo Marcello Taverni, pure 45enne: era proprio quest'ultimo che aveva il compito di riscuotere i soldi di coloro che non aveva pagato con metodi intimidatori.

A capo della piramide c'era l'albanese Ahmet Balla, 39 anni, alle cui dipendenze c'erano due nipoti, i fratelli Mario e Sabrino Kertusha, rispettivamente di 26 e 23 anni: da quanto emerso il compito di questi ultimi era di andare in Spagna e in alcune province della Lombardia a rifornirsi di marijuana e coacaina che veniva messa nel mercato vicentino. Del gruppo facevano parte anche anche due donne: Gaia Vergani, 22 anni, orginaria della Liguria ma residente in città da anni e Nada Blagojevic, 56 anni, bosniaca, per anni convivente di Taverni, che faceva la cassiera, con il compito di trasferire i soldi in conti puliti. Nella rete sono finiti pure Dario Gagliardi, 56 anni, originario del Lazio; Salvatore Santonastasio, 30 anni, napoletano e Halidou Bandaogo, 57 anni, anche se il ruolo di quest'ultimo è risultato marginale.



 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 5 Dicembre 2017, 11:07






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Smantellata banda italo-albanese: forniva cocaina alla "Vicenza bene"
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2017-12-05 16:12:55
Sempre albanesi di mezzo con la droga.
2017-12-05 15:01:04
quando gli extracounitari fanno comodo ai destorsi....almeno che la Vicenza bene non sia tutta comunista....
2017-12-05 14:58:56
Vicenza bene ? Hhahahahahahaahahahahahahahahaahahahahahaahahah...ciao enrico..ciao.
2017-12-05 14:55:11
ma no dai, non può essere che gli albanesi spacciano droga. se la spacciano , non a etti, ma a chili e tanti. dovete sapere che nell,entroterra ,cosi ho letto da qualche parte, ci sono coltivazioni molto estese di stupefacenti,e le autorità sono daccordo. pensa un pò. ringo alberoni
2017-12-05 14:24:59
banca o banda ? tanto è lo stesso