Gestore di un locale trovato con cocaina e un'arma illegale: arrestato

Il materiale sequestrato e nel riquadro l'arrestato

di Luca Pozza

VALDAGNO - Alcune "soffiate" lo indicavano quale punto di riferimento per l’approvvigionamento di cocaina da parte di clienti facoltosi residenti di Valdagno e Trissino, ma anche dell'intera vallata del Chiampo, che da lui si sarebbero recati ad acquistare la droga nel locale, un noto ristorante-pizzeria, di cui è co-gestore ad Arzignano. Nella serata di ieri i controlli da parte dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Valdagno hanno portato all'arresto di Fiorenzo Milo, 28enne originario della provincia di Napoli, ma da anni residente nella vallata dell’Agno.

I militari si sono appostati in modo tale da seguire i movimenti del sospettato che, contrariamente a quanto faceva di solito, si stava spostando a bordo della sua vettura lungo strade secondarie e poco trafficate, nel presumibile intento di evitare controlli da parte delle forze di polizia. A quel punto gli uomini dell'Armai hanno deciso di fermarlo e di eseguire un approfondito controllo nei suoi confronti. Non è servito molto per trovare un contenitore nascosto sotto il sedile del passeggero, dove era stato nascosto un involucro contenente circa 10,5 grammi di cocaina, ancora in “sasso” e quindi da tagliare per la successiva vendita, oltre a vari ritagli di cellophane pronti per il confezionamento delle dosi. Le perquisizioni, eseguite sia nell’abitazione di residenza che nel locale pubblico, hanno consentito di rinvenire anche un bilancino di precisione, nonché una doppietta di fabbricazione artigianale illecitamente detenuta, assieme a oltre 100 cartucce da caccia e una ventina di cartucce calibro 38 special, non essendo titolare di alcuna autorizzazione.

Il 28enne è stato arrestato per i reati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e per la illecita detenzione dell’arma e delle munizioni. Dopo avere informato il pm è stato accompagnato nella propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida fissata con la procedura del rito direttissimo per la mattinata di oggi. Al termine della stessa, il giudice lo ha condannato alla pena di un anno e due mesi di reclusione, nonché al pagamento della multa pari a 2.400 euro, con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
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Mercoledì 6 Dicembre 2017, 14:51






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