Stop ai tagli dell'addome: in urologia interventi in 3D con mini incisioni

PER APPROFONDIRE: laparoscopia, san bortolo, urologia, vicenza
L'ospedale San Bortolo di Vicenza

di Roberto Cervellin

VICENZA - Dai tumori alla prostata all'ipertrofia prostatica. Stop ai tagli dell'addome. Al San Bortolo di Vicenza gli interventi chirurgici nei reparti di urologia si fanno in 3D grazie alla laparoscopia. Si tratta di una tecnica mini-invasiva che consente di eseguire operazioni solo con piccole incisioni.

Una rivoluzione che interessa da tempo altri dipartimenti dell'ospedale berico - basti pensare alle ernie inguinali - e che, grazie alla donazione da 170 mila euro della Fondazione San Bortolo, consente anche all'unità operativa diretta dal dottor Paolo Ferrarese di dotarsi di un apparecchio in grado di curare le patologie inserendo nell'addome tubi rigidi. Con questi si introducono strumenti chirurgici miniaturizzati - 10 millimetri di diametro - tra cui una piccola telecamera che proietta le immagini sul monitor.

Addio dunque agli interventi “a cielo aperto”, cioè, come detto, con ampi tagli dell'addome. Diversi i vantaggi per i pazienti: meno dolori post-operatori, meno anidolorifici, meno trasfusioni e degenze in ospedale più brevi. Gli ambiti di applicazione? Diversi. Si va dai tumori alla vescica all'asportazione del rene dilatato, dalla chirurgia ricostruttiva delle vie urinarie alle patologie tumorali dell'uretere.
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Lunedì 16 Aprile 2018, 11:05






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3 di 3 commenti presenti
2018-04-16 13:20:10
in america ci sono da decenni, qui abbiamo il medico chirurgo laureato al sud con 110 e lode, ultras raccomandato - raccomandato, che ha fatto pratica nel pronto soccorso macellando gente e dando lavoro all'amico beccamorto delle pompe. evviva qualcuno è stato in vacanza negli state ed ha imparato qualche cosina in più, adesso può fare pratica facendo tutti gli iterventi che vuol, e GRATIS, a tutto il resto del mondo fiume di profughi compreso, tanto paga pantaeon.
2018-04-16 15:13:52
in america ne può beneficiare solo una piccola frazione di cittadini con una assicurazione sanitaria adeguata (io ci ho abitato e ho una modesta cultura sull'argomento). Circa la presenza massiccia di chirurghi meridionali macellai nel veneto, che dire, mi pare piuttosto improbabile.
2018-04-16 12:10:10
Ma che innovazione e innovazione!!! Queste tecniche chirurgiche "innovative" sono invece realta' consolidata all'estero. La verita'e' che siamo sempre tra gli ultimi....