"Dalla Bassa", Slow Food e i 4 racconti inediti di Gianni Brera, curatore un bassanese

La copertina

di Gigi Bignotti

Il legame fra Gianni Brera e il Nordest si arricchisce di un nuovo "capitolo" grazie a Slow Food e a un docente universitario veneto. E' infatti curata da Dario Borso Bassanese, non vicentino» tiene subito a precisare in stile breriano),  "Dalla Bassa" l'ultima raccolta di racconti del Gran Padano, di cui proprio quest'anno ricorre il centenario della nascita: un comitato ad hoc - presieduto da un'altra  docente univeristaria, la prof. Renata Crotti - sta lavorando agli eventi celebrativi che vedranno il transito del Giro d'Italia dalla natìa San Zenone Po (Pavia) e culmineranno nel galà all'Autunno pavese del 18 ottobre (con almeno una "puntata" anche a Nordest, in primavera).

Brera - nato nel 1919 come il suo amico e campionissimo Fausto Coppi - è stato il giornalista sportivo più famoso del secolo scorso: chiamato anche "Gioann del Po", "Poeta degli stadi" (cit. Giorgio Lago, direttore del Gazzettino di cui era grande amico), GranGiuan (cit. Andrea Maietti), Il libero della Bassa o l'Arcimatto (dal titolo di una sua celeberrima rubrica sul Guerin Sportivo) ha coniato millanta neologismi oggetto anche di tesi di laurea e scritto un libro anche per il Gazzettino ("Petrarca Padova, una sfida all'Italia", 1988) . 

L'associazione internazionale Slow Food, attraverso l'omonima casa editrice, ha appena pubblicato "Dalla Bassa" la raccolta dei 4 racconti inediti, scritti in gioventù (fine anni Trenta da un Gianni Brera non ancora ventenne).  Il volumetto di 90 pagine (costo 10 euro) è frutto del lavoro di archivista di Dario Borso e di Paolo Brera, figlio di Gianni, che ha scritto la postfazione. Le pagine raccontano i luoghi di nascita, della Bassa padana. Con la semplicità dei 19 anni - ma da cui traspare già l'arte che lo porterà ad essere il padre della letteratura sportiva - e con l'immediatezza dello scrittore in erba rivela già la sua passione per il cibo, per la tavola e l'umanità che vi ruota attorno.  Ecco spiegato perchè Slow Food l'ha inserito nella collana "Piccola biblioteca di cucina letteraria". Da ricordare che una Bibbia dell'enogastronomia italiana resta tuttora "La Pacciada" scritta nel 1973 da Brera insieme al grande enologo Gino Veronelli

IL CURATORE - Dario Borso, 69 anni, bassanese di Cartigliano, docente di filosofia alla Statale di Milano neopensionato,  racconta che «la dedizione per Brera affonda le sue radici nei primi anni 60 quando sulla corriera che mi portava a scuola in quel di Bassano divoravo gli scritti del giornalista che poi ho seguito attraverso le sue cronache, le rubriche, i  passaggi tv, ovviamente i libri (la bibliografia è molto amplia, ndr) e che spero di poter seguire ancora visto che ci sono altri racconti, di tema non eno-gastronomico,  ritrovati grazie alla mia passione per gli archivi e le ricerche storiche». Borso è uno storico della filosofia, traduttore e curatore editoriale, e ha recuperato i 4 racconti dalla galleria “Quadri di casa nostra”, pubblicata tra febbraio e giugno di 80 anni fa (era il 1939) su “Il popolo di Pavia”.

I 4 racconti inediti sono: Budapest, Tobia, Due amici e Serenate ai polli.

 
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Mercoledì 23 Gennaio 2019, 19:43






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