Francesca e le nozze con Stefano Rosso: «Un concetto superato»

Francesca Chillemi, niente nozze con Stefano Rosso: «Matrimonio? Un concetto superato»

di Elena Ferrarese

BASSANO - È andata in onda ieri la prima puntata della quarta stagione della fiction di Rai1 “Che Dio Ci Aiuti” che vede tra le protagoniste, oltre a Suor Angela (Elena Sofia Ricci), l’ormai bassanese Francesca Chillemi. L’ex Miss Italia, 31 anni, si sta dividendo tra Bassano del Grappa - dove si è trasferita per amore, essendo legata da anni a Stefano Rosso, con il quale lo scorso 22 febbraio ha avuto una bambina, Rania - e Roma, alternando il lavoro di attrice a quello di mamma. Nella prima puntata i riflettori sono accesi soprattutto sul suo personaggio (Azzurra) che finalmente, dopo una storia travagliata, convola a nozze con Guido (l’attore Lino Guanciale). 

I giornali di gossip hanno approfittato allora per indagare se anche nella vita reale ci sono possibilità che indossi il vestito da sposa. Ma per Francesca - già “sposata” in televisione anche con Ugo (l’attore Daniele Pecci) nella commedia romantica “Sposami” andata in onda nel 2012 - la fede al dito non è una priorità: «Penso sia un concetto ormai superato in quasi tutto il mondo, - ha dichiarato a Gente - quello che conta sono i principi. Se Stefano ed io non avessimo in comune quelli non avremmo fatto un figlio. Il mio sogno romantico era quello di avere una famiglia, non una bella festa di nozze». Ma mai dire mai.
 
 
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Lunedì 9 Gennaio 2017, 10:24






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5 di 22 commenti presenti
2017-01-12 17:47:11
RedFoxy 2017-01-12 10:20:31... Volevo solo ringraziarti per il tempo che hai speso e l'impegno che mi hai dedicato. Grazie :-)
2017-01-12 10:20:31
Fiocchi buongiorno. Rilevo un errore di fondo che poi ,forse stringando troppo lo ammetto, è quello che rilevai e addebitai ieri ad altri commentatori. Ovvero : in nome di cosa una persona credente che contrae matrimonio ritiene forzatamente che coloro i quali dicono invece "no al matrimonio" stiano dicendo in verità "no all'impegno"?. Non funziona così Fiocchi. A unire due persone non è un rito una firma o considerazioni sulla coppia espresse dal di fuori cioè da coloro i quali gravitano intorno alla coppia. A unire due persone è la fusione di due anime,di due mondi,di due personalità,di due modus vivendi. È un incastro perfetto che non viene sostenuto dall'idea del trascendentale ma dalla realtà dei fatti. Sai perchè Fiocchi dico questo? Perchè per quanto si arrabbi uno a dire "per sempre in salute e in malattia" dal dire al fare c'è di mezzo il mare. O l'oceano direttamente. Perchè ci sono partners fisicamente presenti ma che nella tua vita in verità non esistono e non hanno peso e non fanno la differenza.Perchè pensi che chi dice no alla formula per forza voglia una porta aperta? Questo è il vostro errore di fondo,e a mio parere è un errore arbitrario perchè se non pensassero così dovrebbero chiedersi quanta verità c'è nel loro rapporto rispetto ad jna coppia di fatto. Ho visto matrimoni fasulli fondati sul disinteresse con detonanti mancanze anche di fronte alla grave malattia e ho visto coppie di fatto immettere nella relazione quel senso di appartenenza che il matrimonio sacro va promettendo. Ho visto msriti credenti intestare anche le mutande alle nuove conviventi pur di non aiutare la ex moglie e ho visto ex compagni continuare jmperterriti ad essere presenti nonostante la fine.Conta quanto sai rispettare l'essere umano che scegliesti non quanto ti impone una morale socialmente accettata a rispettare chi hai tradito e non parlo solo di tradimento fisico. Allora ti dico che a gente come IlariaT che sostiene a gran voce che noi non vogliamo impegni rispondo nel modo più congruo possibile,ovvero che noi,io, non vogliamo essere accuditi amati seguiti o scelti perchè così fan tutti e questa è la cosa giusta da fare. Io voglio di più per me,voglio vedere che il mio compagno non sia obbligato a seguirmi nella malattia o nel bisogno ma che lo VOGLIA fare e voglio questo perchè io ho rispetto di me stessa. Non accetterò mai alla fine della mia vita una presenza che il sociale mi impone attraverso un senso di colpa e del dovere che non riconosco se non quando nasce dall'amore stesso.Chi ho al fianco voglio scelga oggi domani dopodomani contro tutto e contro tutti me, non che si senta obbligato. Non intendo improntare la mia vita facendo i conti in tasca a chi amo e non intendo che chi amo provi la pietà o avverta la costrinzione di stare con me. Sbagli Fiocchi credimi,non volersi sposare non significa non volersi impegnare ma voler essere certi che se stai con me a vita nulla ti ha costretto se non ciò che provi tu. Un'ultima cosa molto importante : i figli soffrono molto di più la mancanza di amore,tenerezza,complicità fra i genitori chenon una separazione. I figli imparano adaccontentarsi,ad accettare incondizionatamente l altro anche se è sbagliato vedendo due genitori muti,stanchi spenti,che non hanno più nulla da dirsi ma siedono allo stesso silenzioso tavolo. Questo io non l ho voluto per i miei. L'amore non è sofferenza,sforzo,pesantezza,sopportazione scusa tanto ma no. La malattia,la difficoltà economica lo sono,ma l amore non porta sofferenza ma benessere,crescita,sviluppo personale,senso di appartenenza,coesione, la sensazione che nelle difficoltà lui/lei ci sono. L'unico travaglio dell'amore è dettato da ciò che dici tu,sofferenza sopportazione abnegazione difficoltà,cose cristiane dove se non soffri e non ti dilani l'animanon sei degno di avere. Non ècosì,l'amore non ha il prezzo che dite voi e non va scontato,ma rispettato e onorato al punto da riconoscerne onestamente la fine quando arrivasse. Il resto è l'antica tribolazione che i cristiani sono chiamati a vivere anche per andare a fare la spesa o non sono cristiani abbastanza.
2017-01-11 17:15:01
Premessa...parlo in generale, ma è chiaro che lo faccio da un punto di vista strettamente personale... Mi sembrava di essere stato chiaro Acqua, "godo veramente quando affermi che il matrimonio basato in forma contrattuale è quanto di peggio." l'ho scritto a Red come ho pure evidenziato tutte le difficoltà e le incongruenze "reali" del per sempre, almeno per noi poveri "umani". C'è un passaggio che evidentemente è sfuggito. Io ho posto l'accento, e un accento molto forte sul matrimonio cristiano e non ripeto ciò che è scritto qualche commento sopra, un valore che per forza di cose è aggiunto rispetto ad una coppia che non crede e che posso comprendere che dal vostro punto di vista non sia chiara sta cosa... non lo è nemmeno per la stragrande maggioranza che si sposa in chiesa. Ciò rende migliore il matrimonio cristiano da una unione civile? E chi lo scritto? "che può durare anche tutta la vita ed essere vissuto molto meglio di tanti matrimoni cristiani" Anzi, casomai ho parlato di una considerevolissima percentuale di credenti che lo sono solo di nome.... Veniamo all'indissolubilità. Ma lo avete detto voi, le cose possono cambiare, gli eventi della vita, i caratteri, per non parlare di una malattia, di una sofferenza ecc... e queste, cari amici, potete chiamarle col nome che volete, ma sono condizioni... tradotto, mi sta bene finchè è così...se le cose cambiano io faccio il passo indietro, tradotto ancora, e certamente su questo siete coerenti, il matrimonio NON è un valore. Che poi ci sia di mezzo la sofferenza dell'altro, dei figli (parlo in generale, sia chiaro) ciò è assolutamente irrilevante perchè sono io che ho diritto a.... Nel matrimonio sparisce l'io e diventa noi "sarete una carne sola" (e qui entra il cristiano). Mai sostenuto che il matrimonio è e deve essere bello....anzi, il matrimonio è impegno, progetto, sofferenza, dedizione, fatica, affidamento, lealtà fino alle estreme conseguenze... anche soddisfazioni, ci mancherebbe....e senso del dovere certamente caro Acqua. Io so che qualsiasi cosa succeda, QUALSIASI e lo sa anche il mio partner nei miei confronti, il sostegno non mancherà....e qui, quando si fa il passo bisogna essere chiari e non a caso almeno la chiesa cerca di preparare le persone per una scelta così importante (certe separazioni sono dolorosissime, fanno veramente male)...e mi pare l'unica che lo faccia. E il valore dell'impegno, quella promessa che ti impegna per tutta la vita (scusate se lo ribadisco, parlo per mia esperienza, una esperienza fortunata, ma che ha avuto anche il suo prezzo) questo vale anche in altri ambiti, mica solo quello matrimoniale...vale anche in ambito civile. Il giuramento rende sacro quel patto che è slegato da ogni coercizione ed influenza esterna... E' il sentimento, il sentire che è ondivago. Senti caldo? è vero che senti caldo, ma se esci di casa senti freddo....il solo sentimento va e viene (spero e ritengo che anche nelle unioni civili non si fonda tutto sul sentimento, sia chiaro che non escludo questo). Il valore, ed io parlo del matrimonio come Valore, non è e non può essere sentimento..il valore rimane inalterato nel tempo, non è modificabile, non è di mio controllo, non mi appartiene e vale sempre....La giustizia, l'onestà, l'onore, non è che cambiano a seconda del mio comodo o del tempo... la giustizia valeva 2000 anni fa e vale adesso...a volte mi torna conto a volte mi penalizza....E' sufficiente questo? No, sarebbe troppo semplice, c'è da lottare, come per ogni questione della vita. Per queste ragioni, che a me stanno bene e non le rinnego assolutamente, io ho fatto la mia scelta e in assoluta libertà. Voi avete fatto altre scelte...ma benedetti voi, siete adulti e vaccinati e come dice il mio capo "chi sono io per giudicare?"
2017-01-11 14:58:57
Fiocchi su Acqua :mi soffermo su un passaggio,dici "se non ho un legame indissolubile non mi se to libero di esprimermi" (stringo,concedimelo) e il punto è proprio questo... Perchè è un concetto che volto al negativo non lascia scampo,ovvero "sono libero/a di essere tutto ciò che voglio compreso ciò che di negativo posso essere perchè tanto è indissolubile..." Non dirmi fiocchi che dobbiamo partire da una presunzione di buona fede pensando che ci si senta liberi perchè indissolubile,perchè allora la stessa buona fede andrebbe prima esercitata nella fiducia della parola che riceviamo. Di indissolubile non c'è nulla nel matrimonio,puoi partire da 8000 buoni propositi e poi gli eventi,la vita o i mutamenti caratteriali dei componenti ti trasformano tutto. Mi sta bene come dici tu " io faccio così per questa ragione e così per me è bene" non mi sta invece bene un discorso come quello di copppertone binariciuto o ilaria dove sembrano indicare che l unica unione è il matrimonio e che solo loro sanno come farlo funzionare. Con la più totale buona fede vorrei sentireanche le rispettive altre campane e capire chi in una coppia ha ceduto il passo all altro e quante volte. Nel tuo a me rivolto definisci il magrimonio come una tutela...ma di questi tempi è l uomo che andrebbe tutelato non la donna e se cosi accadesse...tranquillo che le donne non vorrebbero più sposarsi tanto.
2017-01-11 14:57:50
Si Fiocchi, ho capito. Ma se mi permetti l'errore di voi umani è quello di pensare che se non c'è un contratto non c'è legame (e da qui innanzi parlo di tutte le sfaccettature del legame di relazione che hai dettagliato tu). Per voi umani, le coppie di fatto (attenzione, sempre maschio femmina parlo eh) è un gradino sotto quella della coppia sposata con tutti i crismi. A me frega nulla, perché di indole sono immune dal pensiero collettivo, ma volendomici calare per un secondo chiedo: se io sto insieme da una vita con una donna, perché mi dovrei sentir dire da voi che nella realtà lo faccio per sentirmi meno impegnato? E' il contrario perché io, sto insieme nonostante possa legalmente andarmene dall'oggi al domani. Per voi umani invece, sposati e contrattualizzati sine die, quando vi guardo, questa certezza non ce l'ho. Ma il bello è che nemmeno voi potete darla. Perché il dubbio che stiate insieme per gli alimenti, per senso del dovere, perché non avete i soldi-coraggio-voglia di separarvi, per bella vernice societaria, perché chissà cosa dice la gente ecc ecc. E mi spiace Fiocchi ma, effettivamente ne conosco tante di coppie così. E continuando a parlare per me: ma che senso ha una coppia che non desidera stare insieme ed anzilo fanno per qualsivoglia motivo che non sia un progetto comune? Nessuno. La dura verità è che non il matrimonio on se ma il contratto matrimoniale è come la panna in cucina. Più che a dare sapore serve a coprire glie errori.