Odaldelta
9 Maggio 1942

Commenti pubblicati:
Martedì 22 Gennaio 2019, 17:34
"I Paesi aderenti al Franco Africano devono versare il 50 per cento dell'export alla Francia". Giorgia Meloni, ospite di Myrta Merlino a L'aria che tira, su La7, sottolinea di essere stata la prima a denunciare questa situazione e spiega che "Gheddafi fu bombardato quando progettava di uscire". La leader di Fratelli d'Italia continua: "Emmanuel Macron ci aveva definito vomitevoli e allora forse vale la pena ricordargli come la Francia si comporta verso questi Paesi. E la sinistra che li difende pure, come oggi Merlo su Repubblica. In Burkina Faso dove ci sono bambini che lavorano nelle miniere d'oro il 50 per cento va nelle tasche dei francesi". Allora, conclude la Meloni: "Perché non facciamo la stessa cosa con la Bce?". Aggiungo io che tutta la SINISTRA ITALIANA sapeva e conosceva il giochetto eccetto quei cretinetti che ancora sventolano le bandierine rosse e arcobaleno
Martedì 22 Gennaio 2019, 17:11
La polemica sollevata da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista contro la Francia e il presunto colonialismo occulto con il franco CFA ha portato l'Italia a un passo dall'incidente diplomatico con Parigi. Prima il vicepremier, poi l'ex parlamentare nel salotto di Fabio Fazio hanno agitato la banconota franco-africana, strumento a detta loro del governo francese per impoverire i Paesi africani e quindi incentivare l'emigrazione in Europa e in Italia. Di tutto questo insieme di accuse, l'ex ministro socialista Claudio Martelli ne ha dato una definizione eloquente: "Una supercazzola, cioè una frase priva di senso composta da un insieme casuale di parole senza nesso con la realtà o esposta in modo ingannevole a interlocutori di cui si suppone l'ignoran. Quella moneta nata cinquant'anni fa, spiega Martelli, era stata adottata da 14 ex colonie francesi quando sono diventate indipendenti con uno scopo preciso: "Assicurare la stabilità finanziaria con una moneta comune, e perciò più solida, a Paesi che stavano attraversando la fase di decolonizzazione. Fu una scelta libera e volontaria ha ricordato l'ex ministro - e in qualunque momento i paesi interessati possono revocarla". Ma i grillini non la pensano come Martelli, che non si spiega come abbiano potuto scambiare una moneta per una tassa e "imbastirci sopra una provocazione a freddo nei confronti di un Paese amico e alleato è materia che esula da una discussione politica: potrebbe entrare invece nel novero dei disturbi mentali". Cercare una spiegazione politica, magari nell'eterna rincorsa tra Di Maio e Salvini, è secondo Martelli operazione abbastanza fuorviante: "Sta di fatto che l'ultima trovata del vice presidente del Consiglio, oltre al ridicolo, ci è già costata l'umiliazione di vedere la nostra ambasciatrice a Parigi convocata dal ministro degli Esteri francese. Spiegare perché il governo italiano incolpi la Francia e il franco africano delle carestie e delle ondate migratorie verso l'Europa, senza alludere alle sinapsi grilline, non sarà semplice".
Martedì 22 Gennaio 2019, 17:08
Allora speriamo che....
Martedì 22 Gennaio 2019, 17:01
Parla per la prima volta Cesare Battisti, l’ex terrorista dei “Proletari armati per il comunismo” (Pac) catturato in Bolivia dopo una latitanza prima in Francia e poi in Brasile. E lo fa attraverso due esponenti storici dei Radicali, Maurizio Turco e Irene Testa, che, lo hanno incontrato per pochi minuti nel consueto giro che i pannelliani fanno nei penitenziari italiani. I due esponenti della Rosa nel pugno, che nell’occasione erano accompagnati da due legali, hanno incontrato il terrorista rosso al termine di un’ispezione nel carcere dove detenuto, quello di Oristano, in Sardegna, regione ancora priva, secondo la denuncia fatta dagli stessi Turco e Testa di un garante dei detenuti in Sardegna. In quel carcere Battisti è in cella d’isolamento. «Lo abbiamo trovato abbastanza bene, tranquillo», hanno riferito i due esponenti radicali, che si sono intrattenuti a parlare con lui del trattamento carcerario. «Gli agenti della polizia penitenziaria di Oristano – avrebbe detto il detenuto ai due politici – mi stanno trattando bene». Circostanza scontata, ma che è stata comunque confermata da altri reclusi. Un trattamento che probabilmente neppure lo stesso Battisti si aspettava alla luce delle polemiche che hanno preceduto il suo arresto e la sua estradizione. «Sono stato umiliato al mio arrivo in Italia e ci sono rimasto tale», sono state le parole da lui consegnate a Turco e a Testa. Tanto male da «non riconoscersi nella descrizione fatta della sua persona», perché, assicurano i radicali, «ci ha detto testualmente di non essere più quella persona che era 40 anni fa» e che non ci si può accanire così e «non si può scontare una condanna due volte». L’accanimento lamentato da Battisti, che ha ucciso ben quattro persone e che è stato latitante per ben 37, coccolato e protetto dall’intellighenzia di sinistra di mezzo mondo, è in parte riferito al video del Guardasigilli Bonafede (che il terrorista del Pac non voluto commentare). «Hanno raccontato un uomo che non c’è più», ha detto. Per questo ha deciso spegnere la tv e non leggere alcun giornale. In compenso, sta scrivendo un libro. La speranza è che sia un libro di reale pentimento con tanto di nomi e di cognomi dei tanti che in questi anni ne hanno favorito lontananza e latitanza. Il titolo del libro potrebbe essere: I miei Omicidi" oppure "Sono famoso perchè ho ammazzato", un altro "Uccidere è bello". quello a cui penso...chi sarà il compagno che farà la prefazione de libro? Ne ho in mente un paio........
Martedì 22 Gennaio 2019, 16:40
Paperoni sempre più facoltosi e poveri sempre più disperatamente meno abbienti e i super-ricchi sempre più ultraricchi. Basti pensare che l’anno scorso, da soli, 26 ultramiliardari possedevano l’equivalente ricchezza della metà più povera del pianeta. È uno dei dati emersi dal rapporto Oxfam, diffuso alla vigilia del Forum di Davos, che rileva come persistente divario tra ricchi e poveri comprometta i progressi nella lotta alla povertà, danneggi le nostre economie e alimenti la rabbia sociale in tutto il mondo. Ma chi sono i 10 uomini seduti nel club dei supermiliardari? Eccoli, riassunti in una veloce classifica che ne elenca le prime 10 posizioni stilate da Forbes. Ecco chi sono i 10 supermiliardari del pianeta 1) Ai vertici della classifica delle persone più ricche del mondo stilata da Forbes c’è il patron di Amazon, Jeff Bezos con un patrimonio di 112 miliardi di dollari. 2) Segue Bill Gates, il “papà” di Microsoft con 90 miliardi dollari. 3) Il terzo gradino del podio, invece, è riservato al filantropo e imprenditore Warren Buffett, soprannominato l’“oracolo di Omaha” con una fortuna pari a 84 miliardi di dollari. 4) Al quarto posto troviamo il patron del colosso del lusso francese LVMH, Bernard Arnault, con 72 miliardi di dollari. 5) Quinto posto in classifica occupato da un altro americano, Mark Zuckerberg alias Mr Facebook, con una fortuna pari a 71 miliardi di dollari. 6) Subito dopo di lui si colloca lo spagnolo Armacio Ortega, il fondatore di Zara, con 70 miliardi di dollari. 7) Settimo posto in classifica per Carlos Slim Helu , l’uomo più ricco del Messico grazie al suo impero di telecomunicazioni America Movil con 67,1 miliardi di dollari. 8) Pari merito, con 60 miliardi di dollari, in ottava posizione, ci sono poi Charles Koch e David Koch , dirigenti delle Koch Industries. 9) Tra i “Paperoni” doc, in nona posizione, si colloca invece Larry Harrison di Oracle con 58,5 miliardi di dollari. 10) Chiude infine la classifica dei più ricchi della Terra Michael Bloomberg, ex sindaco di New York e fondatore dell’omonima società finanziaria, con 50 miliardi di dollari.
Martedì 22 Gennaio 2019, 16:33
Si scrive Unione Europea, ma si legge asse franco-tedesco. Chi non ne fosse ancora convinto può interrogarsi su quale significato abbia un trattato a due, come quello firmato ad Aquisgrana città dal nome forte evocativo dei rapporti tra le due nazioni da Emmanuel Macron e Angela Merkel. Già, a che cosa serve un patto a due se, almeno a chiacchiere, l’obiettivo comune è la completa integrazione di tutti gli Stati europei? Forse è anche per colpa di questa evidente ipocrisia se a far da colonna sonora all’incontro di Aquisgrana siano stati i fischi con cui centinaia di manifestanti hanno accolto Macron e la Merkel al loro arrivo in municipio. Contestazioni che hanno sottolineato la fase particolarmente difficile dei due statisti, con il primo in caduta libera nei sondaggi e ormai ossessionato dalla protesta dei gilet gialli, e con la seconda, sempre più insidiata dall’avanzata dell’ultradestra di Afd, che ne ha ferocemente avversato le aperture sul tema dell’immigrazione. E il nervosismo latente, almeno sul lato francese, si coglie per intero dalla reazione di Macron alle critiche che in patria ha scatenato la sua iniziativa: «Coloro che mettono in caricatura o diffondono menzogne fanno del male alla nostra storia e ai nostri popoli», ha urlato il presidente francese. Si riferisce alle voci circolate in questi giorni in Francia secondo le quali il trattato avrebbe obbligato il governo di Parigi ad una cessione di sovranità su alcuni territori e ad una condivisione del seggio all’Onu. In Italia, il trattato di Aquisgrana è stato commentato molto con toni molto duri da Silvano Moffa, portavoce di Cantiere Italia: «Questo trattato – si legge in una nota – non rafforzerà l’Europa, ma la indebolirà ulteriormente». A conferma della sua tesi, Moffa sottolinea la circostanza che il patto tra Macron e Merkel sia stato siglato «alla vigilia dei rinnovo del Parlamento europeo», sancendo così «la disgregazione della Ue». Quel che stupisce è «l’imbarazzante silenzio delle istituzioni italiane, a cominciare dalla Farnesina».
Martedì 22 Gennaio 2019, 16:21
Ahahah. viva la pappa-pappa-pa-col po-popopo dor...yehaaaaa cantava R. Pavone in questo articolo ci sta, è pertinente.
Martedì 22 Gennaio 2019, 12:11
Fratelli d’Italia entra ufficialmente a far parte della giunta comunale di Venezia. A darne l’annuncio sono stati Giorgia Meloni e il sindaco Luigi Brugnaro, in una conferenza stampa a Ca’ Farsetti, sede del Comune, in cui è stato formalizzato l’ingresso dell’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este, in FdI. Si tratta di un passo che, come è stato sottolineato, guarda anche alle comunali del 2020, con il sostegno alla ricandidatura di Brugnaro alla guida della città. «Siamo fieri di annunciare che Fratelli d’Italia farà parte della maggioranza che sostiene Brugnaro nella sua candidatura a sindaco di Venezia. Ci legano molte visioni su tanti temi, le questioni economiche e impresa italiana», ha spiegato Meloni, soffermandosi su alcuni di questi temi anche con una lettura in chiave nazionale. «I distretti produttivi del Nord sono stati traditi dai provvedimenti del governo, traditi da una manovra che fa aumentare le tasse, che costringe imprenditori a licenziare per il decreto di dignità, per investire miliardi di euro per produrre assistenzialismo che non risolverà il problema del lavoro, che non risolverà il problema di povertà ma che serve solo a comprare i voti della gente», ha detto la leader di FdI. Lo stesso Brugnaro ha parlato di «un accordo politico più forte con Fratelli D’Italia». «Giorgia è una leader politica di grande spessore, io invece sono un civico, mi ricandiderò. Venezia si propone come un luogo dove il centrodestra riesca a tornare a governare il Paese con azioni politiche ed economiche che vedano l’impresa, il lavoro e la creazione del lavoro come un tema importante», ha spiegato il primo cittadino veneziano, soffermandosi a sua volta su temi di carattere nazionale, come lavoro e immigrazione. «Il lavoro non si crea con i decreti, ma con imprenditori e rischio. La sicurezza e la giustizia sono quelle informazioni forti che servono a far andare avanti il lavoro. Il blocco navale al largo delle coste libiche serve a salvare vite umane, bisogna dividere chi ha diritto, cioè rifugiati, da quelli che sono migranti economici, persone che cercano un miglioramento del proprio benessere, legittimamente, ma noi oggi qui non possiamo garantire questo», ha ricordato Brugnaro. Ma il sindaco di Venezia si è voluto soffermare anche su riflessioni di carattere più prettamente politico sul futuro di FdI, sottolineando che «per come sta andando adesso Fratelli d’Italia può avere risultati anche molto più ambiziosi». «Questo dipenderà da quanto i cittadini riusciranno a comprendere che ci sono persone bravissime a parlare e promettere, ma poco capaci di fare i fatti», ha chiarito Brugnaro, aggiungendo poi che «siccome io sono fiducioso che i cittadini, i giovani soprattutto, prima o poi riusciranno a vedere la differenza tra il falso e il vero, credo che le proposte di Fratelli d’Italia, anche insieme alle nostre a livello nazionale, possano essere comprese». NE SONO CONTENTO.
Martedì 22 Gennaio 2019, 12:04
Tutto si può dire di questo governo, meno che non sia dinamico. Grande fermento, lo trovo giusto anche se non tutto condiviso, ma qui andiamo sul personale, avrei in proposito una domanda da porre, la seguente: al reddito di cittadinanza a cui fa seguito il ricollocamento del percipiente dopo un aggiornamento alla riqualificazione di un o del lavoro...ecc...ecc..., considerato che reddito lo può percepire anche un Rom..., di quale lavoro si intenderebbe far loro addestramento??? Chi pensa che sia una domanda retorica ha dei pregiudizi ed è razzista.
Lunedì 21 Gennaio 2019, 18:19
Il compito del giornalista dovrebbe essere, più che quello di provocare le persone per strada, inseguire i politici, disturbare le manifestazioni, tutte cose che con il giornalismo non hanno nulla a che fare, dovrebbe essere, quello di seminare dubbi su notizie che tutti danno per acclarate, quando poi tanto chiare non sono. Per farlo, dobbiamo chiarire alcuni punti fondamentali. Mi riferisco a questa ennesima “strage di migranti”, come la chiamano quelli della tv e della carta stampata, consci che queste argomentazioni toccano il cuore degli italiani e soprattutto favoriscono le vendite dei giornali e le visualizzazioni degli articoli. Per i “naufragi” in mare vale quanto già detto riguardo le manipolazioni della Siria, dove i cosiddetti volontari montarono dei veri e propri set cinematografici per far vedere l’orrore dei bambini morti o feriti per mano del “tiranno” Assad. Intendiamoci, i morti ci saranno pure stati, ma per la maggior parte dovuti ai terroristi dell’Isis,nei cui pressi non è mai stato possibile avvicinarsi per nessuno, figuriamoci poi riprenderli o fare foto. Ergo, quelle riprese e quelle foto drammatiche giungono da fonti Isis o amici dell’Isis. Ed è così che in Occidente si è divulgata la favola di Assad cattivo che bombardava il suo popolo, quando invece erano i terroristi islamici che uccidevano la gente e utilizzavano donne e bambini come scudi umani, non disdegnando di utilizzare armi chimiche, che solo loro hanno, grazie a complicità di certi ambienti turchi. Ma questa è un’altra storia, ancora da scrivere per intero. Tornando ai clandestini, i migranti, va chiarito che chiunque parta su un natante per raggiungere un’altra nazione senza documenti, viola le leggi del proprio Paese, di quello da cui parte e di quello in cui vuole arrivare illegalmente. Se questa persona reca con sé dei minori, dovrebbe essere messo direttamente in galera per aver messo a repentaglio scientemente la vita e la sicurezza di un bambino. Altro che concedergli assistenza umanitaria. In secondo luogo ci dicono i tecnici che un gommone, più propriamente canotto, come quelli su cui partono i clandestini, non riuscirebbe, coi motori che ha, a percorrere più di due o tre miglia marine, prima di affondare o comunque di fermarsi, anche perché senza l’adeguata attrezzatura non si raggiungerebbe mai la terraferma perché è impossibile orientarsi. Il Mediterraneo, d’inverno e di notte, presenta difficoltà inaudite, difficilmente sormontabili per chi non sia adeguatamente equipaggiato, e non è certo il caso dei clandestini che partono dalla Libia. Per essere trovati, in mare, occorre una radio vhf con un’antenna molto alta, una bussola, un telefono satellitare, un segnalatore di qualche tipo, dei razzi di segnalazione; e poi, per il motore, dei capaci serbatoi ingombranti, una consolle, degli strumenti… mai visto nulla di tutto questo su quei gommoni. Allora è chiaro che nessuno pensava veramente di raggiungere l’Italia così, ma sapevano che sarebbero stati “salvati” dai cosidetti “volontari” che incrociano, guarda caso, proprio quelle acque. Appare ormai evidente che c’è la combine: lo scafista, poco dopo essere stato rimorchiato col suo canotto carico di “migranti”, che però hanno pagato migliaia di euro per “sfuggire alla mseria”, da un’altra imbarcazione, di proprietà ignota, ma su cui le procure dovrebbero indagare, dà l’allarme a uno dei tanti numeri di telefono dei “volontari”, che non vedono l’ora di andare a “salvare” qualcuno, per poi portarli, chissà perché, proprio in Italia, distante centinaia di miglia marine, anziché nel porto vicino più sicuro, che non è Lampedusa o Pozzallo, ma Sfax, Tunisi, La Valletta o Tripoli. Sì, anche Tripoli, perché Ue e Onu hanno dichiarato che la Libia è normalizzata: tra un po’ faranno pure le elezioni… E poi non si capisce perché se la Libia è sicura per partire, non lo dovrebbe essere per ritornare, come stanno strillando ora le ong per il rimpatrio dei “profughi”. Il retropensiero è che le ong traggano un qualche vantaggio dal numero di persone che portano in Italia, da come insistono, ma forse sbagliamo. Per quanto riguarda i tre “salvati” dal nostro elicottero, con tutto il rispetto, ma possono dire quello che vogliono, poiché non c’è controprova o altre testimonianze. Potrebbero essere in stato confusionale per lo stress e straparlare…: hanno fornito il numero esatto degli imbarcati (ma quando e perché li hanno contati?), il numero delle donne, dei bambini, neanche avessero letto la carta di imbarco. Quelli che mancano, insomma, dicono le ong, sarebbero tutti morti in mare. Ma siamo sicuri? Non è che per impietosire e allarmare l’Europa – operazione peraltro riuscita perfettamente – si siano precedentemente accordati con qualche altro attore della commedia per raccontare una storia che fili? Ma anche se la storia chiaramente non fila, purtroppo ci saranno sempre persone pronte a raccogliere le voci e a propalarle come se fossero vere. Intendiamoci, può darsi che i morti ci siano veramente, ma dove sono i corpi, dove sono le tracce? E’ un fatto però che forniscono molto più vantaggio alle sinistre da morti che da vivi. Infatti il primo avvistamento di questo gommone in difficoltà non è avvenuto da parte di aerei militari italiani, come sembrava in un primo momento, ma da un aereo ong. Ci sarebbe poi a questo proposito da aprire una vasta parentesi sulle illimitate risorse di queste ong, che tra aerei, navi, droni, equipaggi, attrezzature sofisticatissime, mettono insieme decine di milioni di dollari. Ma da dove rientrano questi soldi? Il loro immenso patrimonio è davvero costituito solo da donazioni spontanee di cittadini europei? Ma chiudiamo pure questa parentesi.Chi aveva allertato gli aerei che i “migranti” erano in difficoltà? Evidentemente siamo di fronte a una serie di fortunati eventi davvero incredibili, come l’avvistamento casuale di un gommone: chi va per mare sa bene che questo tipo di avvistamenti è pressoché impossibile, oppure di fronte a un altro tipo di strategia e di piano che per ora non siamo ancora in grado di provare, ma solo di immaginare. C’è poi un’altra considerazione da fare: questi aeromobili che hanno avvistato i “naufraghi”, hanno lanciato le pesantissime zattere di salvataggio. Ma come mai avevano a bordo già le le zattere di salvataggio? Erano stati precedentemente allertati? Nessun ricognitore infatti parte attrezzato di tutto punto, perché sarebbe troppo pesante, a meno che non abbia la certezza di cosa troverà. E ancora: il gommone è “naufragato” a circa 50 miglia marine dalla Libia, ossia lontanissimo dall’Italia. Distanza peraltro improbabile, secondo le considerazioni fatte precedentemente. Comunque, che ci facevamo noi in quel quadrante di mare? Anche qui le procure dovrebbero indagare. L’unica soluzione è un blocco navale, che dissuada una volta per tutte i trafficanti e i loro complici dal rimorchiare i gommoni in alto mare e poi chiamare i “soccorsi” dei soliti volenterosi. E poi dovremmo anche farci delle domande su questi accuratissimi filmati hollywoodiani dei “salvataggi”, che ricordano tanto quelli dei famigerati “elmetti bianchi” siriani. Insomma, dobbiamo scoprire quale sia la verità, fin dove arriva la realtà e dove incomincia la finzione. Nella foto, che da qualche tempo è presente sul web, si vedeono operatori della ong durante un “salvataggio”. Sullo sfondo ben visibile la nave col nome.
Lunedì 21 Gennaio 2019, 16:26
Riprovo: all'epoca non c'era la "democrazia" come neppure i partiti PD compreso e l'accozzaglia di sinistroidi. la chiesa doveva rimanere nei suoi ranghi e per "certi" aiuti doveva pagare. Ora il Gesuita va a braccetto con quelli che un tempo volevano impiccarli con le loro budella. Purtroppo dalla storia s'impara poco anzi ho il sospetto che questa sia una volontà nascosta. "poche idee idiote e ben confuse"....ahahahah
Lunedì 21 Gennaio 2019, 15:43
Il mio è uno comune, probabilmente il tuo ha qualche variante, è per questo che è brevettato?
Lunedì 21 Gennaio 2019, 14:37
Leggi quello che scrivi prima di cliccare "invio". Io NON ho espresso idee. Ho fatto una constatazione, cosa ben diversa. La confusione ce l'hai te nella crapa. Al massimo mi si può accusare di aver esagerato figurativamente nella descrizione del mio disgusto, cosa di cui non mi pento, appurato che il sol dell'avenir è diventato una nana bianca e che il buonismo tumorale si è trasformato in metastasi, per fortuna ne sono immune.
Lunedì 21 Gennaio 2019, 11:37
10.000 "instabili", il caso dovrebbe riguardare il Ministero della Sanità.
Lunedì 21 Gennaio 2019, 11:26
Non giudico, constato: questa ciofeca di repubblica immancabilmente democratica ci ha portato dalla guerra politica a quella religiosa e vicerversa. Grazie ai liberatori anche quelli antifascisti e democratici, di destra, clericali e bigotti e di sinistra con i loro leccapiedi del CNL (partigiani con associate tutte le organizzazioni dell'epoca). La guerra civile non è mai finita. Hai voglia di tavole rotonde e dabbenaggini simili, riappacificazioni...ecc. Avete partorito la "Costituzione", creatura che nel'800 scorso sarebbe stata bene nel circo Barnum, o in qualche cottolengo.
Domenica 20 Gennaio 2019, 19:33
Ahahahah, io la chiamerei discriminazione e siccome ho sangue di colore rosso (ahimè) aggiungo che è una valutazione RAZZISTA. Una volta tanto anch'io do del razzismo a una certa quanto mai sconosciuta forza ormai debole politica.
Domenica 20 Gennaio 2019, 19:23
Ahahahahaahh. hai ragione, c'est la vite! Il mondo cambia. Se c'è un positivo c'è un negativo, se c'è un alto c'è un basso e via dicendo...perchè meravigliarsi? Oggi a te domani a me e viceversa, la natura esige equilibrio, quello che in questa infame repubblica ha sempre negato, o sei d'accordo e l'accetti o altrimenti verrai travolto , fattene una ragione.
Domenica 20 Gennaio 2019, 13:06
Turisti..., ma se gli italiani gli fanno ponti d'oro in quanto sono spendaccioni (beati loro!), basta leggere le cronache vip. Poi bisogna vedere che "turisti" sono questi, se sono quelli delle cronache nere, e poi perchè nere..., non potremmo chiamarle "cronache rosse o gialle, fa differenza"? Allora ritornando al discorso, se questi appartengono alla seconda categoria, che è più probabile... avranno avuto il visto turistico per poi...fare l'immigrato a sbafo.
Domenica 20 Gennaio 2019, 12:48
Ben detto.
Domenica 20 Gennaio 2019, 11:42
@GGetto, forse hanno cantato male "bella ciao" e sono stati avvertiti.....
Domenica 20 Gennaio 2019, 11:34
“Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in ARMI e DROGA, e delle Ong che non rispettano regole e ordini. Quanto a certi sindaci e governatori di PD e sinistra anziché denunciare la presunta violazione dei “diritti dei clandestini”, dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?”, così Matteo Salvini interviene, via social, sul tema che torna preponderante nell’agenda dell’Europa: il flusso di migranti dalla Libia che non si arresta e che ha provocato in pochi giorni 170 morti. L’allusione ai sindaci riguarda Leoluca Orlando che ha parlato di Salvini come del responsabile di un nuovo genocidio, arrivando a dire: ci sarà un secondo processo di Norimberga e Salvini non potrà dire che non sapeva. A me non me ne frega proprio niente se sono morti, fosse un caso capirei, questi sono dei pedoni della scacchiera inconsapevoli che fanno il gioco dei globalizzatori, ormai tutti lo sanno, chi non lo sa o è uno sprovveduto oppure il contrario un faso ipocrica che fa finta di vedere il dito ma mira alla luna, chi ben intende...
Domenica 20 Gennaio 2019, 11:22
Giovani che si "annoiano", potrebbe essere stato il titolo. Con tutte le buche che ci sono per le strade..., Sior Sindaco voemo insegnar l'educasion civica come se faseva na volta, magari incominciando... dato che i xe minoreni da chi che ga a responsabiità de cresarli?.
Domenica 20 Gennaio 2019, 11:13
Anch'io, ti ho messo un like.
Domenica 20 Gennaio 2019, 06:44
Non ha fatto in tempo a entrare nel carcere di Oristano, che già i compagni si sono mobilitati per lui. Se qualcuno ancora si domanda come mai Cesare Battisti fosse rimasto latitante per tutto questo tempo, provi a vedere che cosa sta accadendo nell’estrema sinistra italiana. Martedì 22 gennaio, a poco più di una settimana dalla cattura, volti noti dell’antagonismo romano, giovani nostalgici del comunismo duro e puro e uno dei legali di Battisti, si incontreranno per chiedere il rilascio dell’assassino venuto dal Brasile. E con questo sono serviti quanti sostengono che “Cesare Battisti libero” sia solo uno slogan per pochi esagitati. "Chiedono amnistia subito! per salvare Cesare Battisti". Il titolo del convegno è Aministia subito!. Il resto è ben spiegato dopo il titolo: “L’arresto di Cesare Battisti – si legge sul manifesto affisso a San Lorenzo e nei quartieri più rossi della città – e il suo ritorno in Italia, come trofeo di una guerra finita da decenni, devono far riaprire il dibattito sulla necessità dell’amnistia». Ma in questo caso, il delicato dibattito sull’amnistia per i protagonisti negli anni di piombo, sembra semmai la classica foglia di fico per coprire la difesa del “compagno Cesare”, senza se e senza ma. Insomma, il fatto che siano riusciti finalmente a consegnarlo alla giustizia italiana non va proprio giù ai promotori del convegno. Sigle che hanno una precisa collocazione. A cominciare da Contropiano, giornale comunista on line, i collettivi del centro sociale Magazzini popolari Casalbertone, la rete Noi restiamo, movimento studentesco vicino a Potere al Popolo. Tra i relatori i giornalisti Paolo Persichetti e Sergio Cararo (redazione di Contropiano), gli avvocati Marco Lucentini, Arturo Salerni e Francesco Romeo, Caterina Calia e Davide Steccanella avvocato difensore di Cesare Battisti. Star mediatica del convegno, Nunzio D’Erme. Leader dei centri sociali, ex componente della giunta Veltroni, già noto alle cronache per le sue battaglie (non solo politiche) contro avversari e forze dell’ordine. Anche il luogo del convegno evoca il peggio degli anni di piombo. I Magazzini popolari di Casalbertone hanno infatti sede nel quartiere romano dove negli anni ’70 le Brigate rosse fecero le prove tecniche di guerriglia e terrorismo. Una coincidenza più “sinistra” che mai.
Sabato 19 Gennaio 2019, 20:04
P.S. Per i Inna Cantina Sound, alle poste si trovanoi moduli per la richiesta ahahahahahahahah.
Sabato 19 Gennaio 2019, 19:52
Ahahah, evidentemente certa merce è richiesta. Poi se anche tu ti stupisci siamo in due, de gustibus non est disputandum, ma caro, io sto parlando di tanti decenni fa, io non me le vado a cercare non ho nulla da risentirmi e non mi risento, sei troppo legato mentalmente col sud, non te ne faccio una colpa ci mancherebbe, ognuno ha le sue debolezze e punti di forza così è, me compreso. Non sentirti pizzicato, fai un sorriso....
Sabato 19 Gennaio 2019, 19:35
ecco un altro che la butta in politica, vai avanti compagno o vai in chiesa il che è lo stesso.
Sabato 19 Gennaio 2019, 19:32
Sei ridicolo e non te ne accorgi, va dirlo in giro almeno avrai una platea più ampia, ahahahah.
Sabato 19 Gennaio 2019, 19:29
Basta il titolo dell'articolo..., troppo forte, vai Salvini è divertente prenderli in giro e sganasciarsi di risate.