Odaldelta
9 Maggio 1942

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Domenica 23 Settembre 2018, 11:13
È prevista per lunedì la presentazione, in Consiglio dei ministri, del decreto legislativo in tema di sicurezza ed immigrazione che per Matteo Salvini sarà una sorta di fiore all’occhiello delle nuove politiche sui migranti di cui si è fatto garante con i suoi elettori e con il popolo di seguaci che lo incoraggia ad andare avanti. Ma c’è un ostacolo da sperare, e cioè la contrarietà di Sergio Mattarella che avrebbe mosso delle obiezioni al testo. Le criticità rilevate dal Quirinale riguardano in particolare il diritto della richiesta d’asilo garantita dall’articolo 10 terzo comma della Costituzione, la lista dei reati che d’ora in poi potrebbero farlo decadere, i nuovi criteri adottati per negare la cittadinanza agli stranieri o per revocarla. Nel caso in cui il ministro dell’Interno rifiutasse di fare un passo indietro, Mattarella potrebbe non firmare il decreto. Ma c’è di più: il decreto potrebbe finire davanti alla Corte costituzionale per il ricorso di un qualunque giudice. Una eventualità di cui Salvini ha parlato nel corso del suo intervento alla festa di Atreju: se la Consulta dovesse porre dei rilievi al decreto legge sull’immigrazione e a quello sulla sicurezza, ora all’esame del governo, “io, vuol dire, che ne discuterò amabilmente con la Corte Costituzionale…”. Per poi aggiungere: “Ci saranno ricorsi e controricorsi, ma io me ne frego”. Così si fa! Me ne frego.
Sabato 22 Settembre 2018, 18:28
La versione di Casapound Italia Bari è diametralmente opposta e si basa anche sulla pubblicazione di una foto che dimostra l’assedio dei militanti di ultrasinistra alla sede del movimento. «A Bari un corteo di “Mai con Salvini”, dopo la fine della manifestazione ha assaltato la nostra sede in via Eritrea – spiega Simone Di Stefano, leader di CasaPound – Fortunatamente sono stati respinti dai nostri militanti, che presidiavano per evitare vandalismi. Dopo le aggressioni recenti a Lega e FDI continua il clima violenza di questi poveri imbecilli dei centri sociali che sognano di appendere a testa in giù tutti quelli che non vogliono più immigrazione», CasaPound Bari spiega che, “dopo le promesse di assalto già preannunciate nel corso della settimana sui vari social network, un gruppo sostenuto di persone che avevano preso parte allo stesso, a corteo terminato da tempo ha aggirato i controlli delle forze dell’ordine sbucando nella via dove è ubicata la sede di CasaPound Italia Bari, con il chiaro intento di assaltare la sede ed i suoi militanti”, non come raccontato in queste ore da altre fonti d’informazione. «Come mostrano chiaramente le foto che abbiamo diffuso, il corteo era finito da tempo in un’altra zona della città ma gli antifascisti invece di disperdersi hanno cercato di arrivare in via Eritrea, dov’è la nostra sede, per assaltarla. Non stupisce che in mezzo a loro ci fosse l’europarlamentare Eleonora Forenza, da sempre vicina ai centri sociali. Quello di cui possono accusarci – conclude CasaPound- è solo di aver difeso il nostro diritto a esistere di fronte a chi ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra’». Io sto con CasaPound, non c'era da dubitare... vero? Sieg Heils Viva il nazionalismo a morte il globalismo, ahahahahahah
Giovedì 20 Settembre 2018, 14:45
L'ovazione dello studio di Giovanni Floris a Matteo Salvini ha detto molto, ma non tutto. La verità è che il leader della Lega, ospite di DiMartedì su La7, ha stracciato gli ascolti e il suo collega vicepremier Luigi Di Maio, presente pochi minuti prima di lui. I dati sono impressionanti e vanno letti uno per uno. Innanzitutto, la media di telespettatori che ha seguito Salvini è stata del 9%, contro il 6,8% del grillino. Ma è la progressione a lasciare di stucco. Quando Di Maio arriva in studio, dopo 5 minuti, lo share è del 3%. Dopo altri 5 minuti si passa al 6% e si arriva a toccare il 7,2% in chiusura di intervista. Dopo la copertina comica di Gene Gnocchi è la volta di Salvini e qui esplode tutto: il leghista raccoglie uno share del 7% e lo porta al 9,5% in 20 minuti. Dopo 40 minuti di intervista, Salvini lascia lo studio e istantaneamente lo share crolla al 5 per cento. Più chiaro di così..., CHE GODURIA!!!
Giovedì 20 Settembre 2018, 14:40
Oliviero Toscani vergognoso. Intervistato da Radio Radicale ha nuovamente insultato Matteo Salvini. Il fotografo commentando la copertina del Time che ritrae il ministro dell’Interno in un primo piano in bianco e nero, col titolo La nuova faccia dell’Europa l’ha sparata grossa: «È uno sbaglio giornalistico dire che quella è la nuova faccia dell’Europa Giornalisticamente è una grande bufala, un grande imbroglio. Però, allo stesso tempo, sono contento che venga fuori con questa faccia da lupo mannaro. Uno che fa uno stupro ha quella faccia lì quando si stacca dalla vittima. Guardate che compiacimento sadico, io sono rimasto a bocca aperta». Salvini: «Se questi sono gli intelletuali di sinistra…» La replica di Salvini non si è fatta attendere. «Uno che ha fatto uno “stupro ha quella faccia lì” dice il ricco “fotografo dei vip – ha scritto il ministro dell’Interno su Facebook – Che schifo, mi viene voglia di querelarlo ancora. Se questi sono gli “intellettuali” della sinistra». Un post che ha provocato contro Toscani l’ira del web. «Querela immediata per chi usa terminologie così improprie», scrive Marco. E un altro: «Oltraggio a una carica dello Stato… o funziona solo per gli altri?»
Mercoledì 19 Settembre 2018, 15:57
C'è un elemento in più, che contribuisce ad aggravare la crisi (forse senza ritorno) del Pd. l'annuncio di Matteo Renzi di voler tornare in gioco, in vista del congresso del partito, dopo che aveva giurato di fare solo il "semplice senatore". Troppi gli errori commessi prima e dopo il famoso referendum del 4 dicembre 2016, perchè lo si possa rivedere in una qualche posizione che conti. Più di tutti, Renzi sta pagando la sua incapacità di portare fino in fondo la sua idea di fondare un nuovo asse della politica, il Partito della Nazione, ovvero una forza centripeta, inclusiva, nazionale, che potesse superare la sinistra e drenare i voti moderati in uscita da Forza Italia. Invece, preferì arretrare a sinistra sposando la peggiore sinistra politically correct e così finì in un cantuccio. Le vicende famigliari e bancarie fecero il resto. Il suo ritorno, è del tutto impossibile perchè a sinistra non lo reggono e altrove non lo sopportano.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 15:47
Matteo Salvini annuncia il Decreto Immigrazione: "Vieni a casa nostra? Rispetta gli italiani" In arrivo, c'è il Decreto immigrazione. E Matteo Salvini lo annuncia così sui social. Il ministro dell'Interno ripropone un breve estratto della sua intervista a Domenica Live di Barbara D'Urso, dove affermava: "Io penso che gli italiani mi abbiano chiesto di andare al governo e di far rispettare le regole in questo Paese. Io questo sto facendo. In Italia arriva gente che porta rispetto. Se arrivi a far casino ti rimetto sul primo barcone e ti rimando a casa tua, di gente che fa casino ne abbiamo abbastanza". A corredo del video, la scritta: "Se vieni in Italia, porta rispetto per gli italiani!", oltre al consueto hashtag #èfinitalapacchia.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 15:40
A proposito di telecamere, video, e televisione: "MARCELLO FOA ELETTO".Loro protestano, l’Italia ride. E perciò dicono: mercimonio Rai. Dicono ancora: occupazione militare in Rai. Dicono così perchè per loro è così. È una tragedia. Per i nipotini del Pci-Pds-Ds finiti raggianti e festanti nel Pd veltroniano e, adesso, dopo la cura Renzi destinati mestamente all’estinzione la Rai è stata davvero la loro casa. Più che una mamma, una certezza. Ci spiegarono, allora, che la Rai era lo specchio del Paese. E siccome loro rappresentavano la cultura, l’intelligenza, l’élite, anche nei momenti in cui a governare erano altri, su quella superfice solo loro avrebbero avuto diritto a specchiarsi. Testa e cuore di sinistra con pancione centrista: questa era la Rai. Questa è sempre stata l’azienda di Viale Mazzini per la sinistra italiana: terreno di caccia quasi esclusivo. Ecco perchè adesso ululano dolenti alla luna. È pur vero che in alcuni frangenti si tentò di irrorarne le vene con linfa nuova, diversa e a tratti migliore. Ma senza mai riuscire ad intaccare -e perciò rigenerare davvero- i gangli vitali. Un’opportunita che invece sembra aprirsi da oggi, con la nomina di Marcello Foa alla presidenza. Una possibilità che manda ogni sinistro nostrano in fibrillazione. E che lo rende ridicolo agli occhi di ogni italiano. Non c’è niente da fare: più urlano di scippo, più inveiscono contro l’occupazione, più gridano allo scandalo delle nomine, più si gettano la zappa sui piedi. Dovrebbero stare zitti. Farebbero meglio a tacere. Per tutto quello che hanno fatto e disfatto in Rai sin da quando se ne spartirono, sessant’anni fa, coi democristiani posti e posizioni. Invece protestano. Vanno fuori di testa. Perchè sanno che la maggioranza cambierà i vertici da loro imposti. Perchè sostituirà i loro uomini. Loro protestano, l’Italia ride.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 15:35
Ci dispiace, ma il sior Renzi non c'è più, come il PD!
Mercoledì 19 Settembre 2018, 15:20
Poco tempo fa partecipai ad un convegno sulle unioni civili, non tanto perché l’argomento mi interessasse, bensì per solidarietà con gli organizzatori insultati e minacciati, risultando essi non in linea col pensiero unico del momento. Ebbene, così facendo, mi sono guadagnato parecchi paroloni in libertà da parte di quanti sostano pigramente nel giardinetto del politicamente corretto. Mi hanno dato, di passaggio, anche del fascista, la qualcosa se da un lato non mi sfiora, dall’altro, però, mi fornisce il grado della scala Mercalli dell’ignoranza di un certo antifascismo. Nell’Italia fascista, infatti, non c’è traccia di forsennate repressioni degli omosessuali – a parte la città di Catania – tant’è che nel codice Rocco nulla si dice a proposito di questo che, invece, in Stati liberaldemocratici costituiva grave fattispecie di reato. Per i pochi omosessuali oggetto di repressione – in 20 anni, 80 in tutto, di cui 42 a Catania – ma non puniti col carcere, bensì destinati al confino, scatta l’articolo sugli atti contrari alla pubblica decenza. Certo, il fascismo tende a nascondere l’omosessualità e, per non dover ammetterne l’esistenza anche fra i suoi ranghi, evitò di considerarla fenomeno sociale degno di specifica menzione nel codice. Del fascismo, insomma, tutto si può dire salvo che si distinse in maniera particolare nella discriminazione dell’altra sponda. L’equazione di Togliatti: pederasta uguale antisovietico. I miei detrattori avrebbero, invece, denotato maggiore cultura, se mi avessero tacciato di comunismo o, meglio, di stalinismo-togliattismo. La distinzione è d’obbligo, giacché il bolscevismo, non ancora del tutto stalinizzato, non contempla il reato di omosessualità. E’ solo all’inizio degli anni Trenta che al Cremlino si comincia ad indicare l’omosessualità come pericolo sociale. Il presidente del Presidium, Mikhail I Ivanovič Kalinin inaugura il nuovo corso denunciando tra i peggiori criminali, insieme ai kulaki ed ai controrivoluzionari, i corruttori della sessualità secondo natura. In attesa di un apposito articolo del codice si arrestano e si deportano i pederasti, allineati ai“corruttori ideologici”, tant’è che nei lager la cura è a base di pillole di Marx ed Engels. In sincronia col decreto Kalinin (1934) che commina fino ad 8 anni di carcere, serve, però, l’utile idiota, che giustifichi la durezza repressiva, equiparando fascismo e pederastia. Chi meglio di Gorkij per dare un tono alto alla guerra al pederasta come imperativo antifascista? «Nei paesi fascisti – scrive il già grande libertario, ormai piegatosi a Stalin -, l’omosessualità, rovina dei giovani, fiorisce impunemente; nel paese dove il proletariato ha audacemente conquistato il potere, l’omosessualità è stata dichiarata crimine sociale e severamente punita. C’è un aforisma in Germania: Eliminate gli omosessuali ed il fascismo scomparirà». Togliatti, stalinista creativo, importò in Italia, sfottendo Gide, l’altra equazione: pederasta uguale antisovietico.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 14:44
AFRICAAAAA...., i vostri "migranti" potete tenerveli, non ne abbiamo bisogno, anzi ve ne spediremo a casa un pochi. Ma cosa credete, che ci facciamo mettere i piedi in testa da voi? Quelli che abbiamo qui, li abbiamo sopportati anche troppo.(ti vedarà che nol passa per ovvi motivi).
Mercoledì 19 Settembre 2018, 12:57
Sta ancora facendo sbellicare dalla risate la notizia. La sinistra lancia l’allarme anche per il cane fascista. Ci rendiamo conto? La follia durante il consiglio comunale cittadino di Monza, quando l’assessore del Pd Marco Lamperti, all’opposizione, ha chiesto delucidazioni sul nome del cane poliziotto. Narco della Decima Mas, questo il nome per esteso dell’animale, sarebbe un chiaro riferimento alla Decima Flottiglia Mas, unità della marina italiana che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fece parte del corpo militare della Repubblica di Salò. «Trovo di poco gusto – dice l’assessore – il riferimento alla Decima Mas: forse non tutti sanno o si ricordano cosa è stato». Pena. Il cane collabora da tempo con l’unità cinofila della Poliza locale di Monza, con supporto alle attività di contrasto dello spaccio di stupefacenti. Sembra che l’origine del nome derivi semplicemente dall’allevamento di provenienza del cane, Decima Mas di Agugliano. Nel pedigree va specificato per intero il nome. Le beffe non sono mancate, come quella delle opposizioni che dall’altra parte del banco hanno stigmatizzato la gaffe. «Comunque ho un goniometro e posso assicurare che in ogni movimento della sua zampa, Narco non fa il saluto romano. Abbiamo fatto poi dei controlli nella sua cuccia e non abbiamo trovato busti di Mussolini». Fiano può stare tranquillo. Che figura. È assolutamente ridicolo che la sinistra italiana si sia ridotta a questo, con la complicità della legge Fiano che ha reso ridicolo quello che era nell normalità delle cose e che non ha mai suscitato polveroni nè pericoli di sorta. I nomi di cane “Dux”, ad esempio, ce ne sono a migliaia ma nessuno ha mai pensato di fare politica parlando di cani. Neanche nel dopoguerra si è assistito a questa caccia alle streghe. C’erano stati casi “umani”, il bagnino di Chioggia, il barista di Modica, che poi ha avuto ragione. Ma mai ci si era spinti a dare la caccia ai nomi di animali. Un salto di qualità preoccupante. Forse ha ragione Calenda quando dice che il Pd sta diventando un caso da psichiatria. Certamente la sindrome maniaco-ossessiva in tema di fascismo potrebbe essere una diagnosi plausibile. No, il povero Narco non è un “fascistone”, tranquilli tutti!
Martedì 18 Settembre 2018, 16:41
"Innanzitutto devo dire che siamo molto felici per i risultati raggiunti dall'Italia sul fronte delle migrazioni, con una riduzione dell'80 per cento degli sbarchi dallo scorso anno". Queste le parole di Sebastian Kurz, cancelliere dell'Austria, durante la conferenza stampa al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte. Bene molto bene, saluto alla vittoria.
Martedì 18 Settembre 2018, 16:34
La Chiesa fa politica anche quando non dovrebbe. A Como, infatti, domenica 16 settembre alcuni preti, consigliati dalla Caritas, hanno letto una lettera contro Matteo Salvini proprio durante l'omelia. Il motivo è datato: già da tempo la Lega e la Chiesa Cattolica sono ai ferri corti a causa della decisione del governo gialloverde di chiudere il centro migranti di via Regina. "Non ho mai messo in discussione il ruolo della Diocesi, dei volontari e dalla Caritas, anzi rispetto il loro impegno - riferisce il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni - Ma non è possibile accettare ingerenze nella politica". Molteni mette subito in chiaro che "il campo è nato per una situazione di emergenza" e passata la fase critica, che ha comunque comportato la proroga di un anno nell'apertura, "è stato giusto, viste le condizioni attuali, procedere con lo sgombero e la chiusura della struttura. Per mantenere in funzione il campo ci volevano delle motivazioni che nessuno ha presentato, e inoltre ha dei costi non indifferenti". Il giorno prima della Messa, la Caritas ha diffuso una nota firmata da don Fabio Fornera, vicario episcopale per la pastorale: "Sappiamo bene che i migranti e i poveri non spariranno dall'oggi al domani, essendo la nostra città un luogo di frontiera, ma i migranti continuano ad arrivare e senza un reale impegno globale all'accompagnamento umano dei flussi, in un luogo di frontiera come il nostro, è logico che i passaggi non siano destinati a esaurirsi". Ma la nota non si conclude qui, perché il prete manda un'esplicita frecciatina al governo Conte: "Riteniamo ipocrita sfruttare le competenze di cittadini, associazioni e volontari quando serve. Per poi invece ignorarli, non interpellarli e non ascoltarli prima di operare scelte che intaccano la vivibilità della stessa città". Nel frattempo Molteni e la Lega hanno chiesto urgentemente un incontro al vescovo di Como.
Martedì 18 Settembre 2018, 16:22
«Abbiamo investito in sicurezza con circa due milioni e mezzo di euro destinati al rafforzamento della vigilanza fuori dalle scuole: è solo il primo passo della guerra che faremo a chi vende morte ai nostri figli». È quanto sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando i primi arresti di spacciatori nei dintorni delle scuole, «così come auspicato dal Viminale che per la prima volta finanzia l’operazione Scuole sicure». A Macerata, si riferisce, «la polizia ha ammanettato un gambiano di 39 anni, che ha una richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari, in possesso di eroina, e un nigeriano 27enne, pregiudicato per spaccio di droga e con un permesso di soggiorno. Proprio quest’ultimo ha colpito i poliziotti con calci e pugni, provocando lesioni guaribili in 15 giorni. I due extracomunitari sono accusati di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale». Salvini poi chiede al Guardasigilli Alfonso Bonafede, che il taser sia esteso anche alla polizia penitenziaria, alla polizia ferroviaria e alla polizia locale. La richiesta arriva dopo il primo utilizzo del taser, avvenuto a Reggio Emilia, quando «la polizia di Stato è intervenuta per una lite domestica. Gli agenti sono stati aggrediti da un senegalese 45enne, regolare in Italia, e sono stati costretti a utilizzare lo strumento esplodendo i dardi. L’uomo non ha subito alcuna lesione, è stato immobilizzato e arrestato». Dal titolare del Viminale arrivano i «complimenti alle forze dell’ordine» e la «conferma della volontà di estendere la sperimentazione del taser anche per la polizia ferroviaria e per la polizia locale. E parlerò con il Guardasigilli – anticipa Salvini – per dare lo strumento anche alla polizia penitenziaria». Salvini, annunciando una lettera al ministro Bonafede poi afferma: «Masturbarsi in pubblico non è più reato, come deciso dal governo di centrosinistra nel 2015. Risultato: un 28enne albanese che si era esibito davanti a una ragazzina non avrà conseguenze penali ma solo una multa, come riportato dal Gazzettino di Venezia pochi giorni fa. È un altro regalo del Pd agli italiani a cui cercheremo di rimediare: scriverò subito in questo senso al ministro della Giustizia: giù le mani dalle donne e dai bambini!».
Martedì 18 Settembre 2018, 16:16
Tra una cenetta convocata e disdetta, tra un richiamo agli “psichiatri” e uno scambio di veleni, l’ultima puntata del film “Psyco Pd” fa registrare una proposta “gandhiana” di Roberto Giachetti: «Amici cari, visto che voi vi dedicate alle cene e continuate a prendere tempo mentre il Pd scivola sempre più in basso, io smetto di mangiare. Dalla mezzanotte di ieri sciopero della fame per chiedere che sia fissata subito la data del congresso. Da registrare anche un piccolo giallo proprio sulle parole pronunciate da Carlo Calenda in mattinata a Radio Capital. «Non ho mai pronunciato la parola estinzione per il Pd. È una constatazione del conduttore della trasmissione radio “Circo Massimo” Massimo Giannini, non mia. Quello che ho detto è che sono convinto che alle prossime elezioni europee il Pd non ci debba essere ma debba esserci un fronte repubblicano-progressista che recuperi del Pd la parte di classe dirigente locale e nazionale capace”, puntualizza Carlo Calenda. Nessuna smentita, invece, sulla frase relativa alla necessità di chiamare gli psichiatri per venire a capo del Pd…, ma smettetela e siate uomini e questi sarebbero gli eletti del PD che vogliono governare l'Italia? Per questo ne senti pochi che dichiarano di aver votato Pd e se potessero tornare indietro col cavolo che lo rifarebbero, come dar loro torto! Se questi rappresentanti esprimono il loro elettorato come non farsi una sonora risata! AHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Martedì 18 Settembre 2018, 13:51
La cena dei cretini, era il titolo di un film..., al ristorante "psichiatria" sarebbe andata in scena l'ultima puntata della telenovella "Tutti insieme dal dottore". Ahahahahahahahahahahahahahah
Martedì 18 Settembre 2018, 12:32
Eccellente commento.
Martedì 18 Settembre 2018, 12:12
Lo aveva detto, Luca Traini: «Mi pento di aver sparato alle donne ma quel posto era pieno di spacciatori». In effetti, a qualche mese di distanza da quel blitz xenofobo realizzato da Traini per “vendicare” lo stupro e l’uccisione di Pamela Mastropietro da parte di un gruppo di nigeriani, uno degli immigrati che era andato in televisione a denunciare la violenza razzista è stato arrestato dalla polizia. Il nigeriano Gideon Azeke ha reagito in modo violento a un controllo, botte e insulti ai poliziotti, poi ha ingoiato un involucro probabilmente contenente droga, come riferiscono i giornali locali. Azeke al momento è accusato al momento di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, non di spaccio. Alla questura di Macerata risultava già più volte segnalato, con precedenti proprio per spaccio. Un altro africano, un 40enne del Gambia, è stato invece fermato mentre si aggirava in zona Pace: anche lui ha dato in escandesi è ribellato al controllo. Dopo averlo immobilizzato, gli agenti gli hanno trovato addosso dosi di eroina. Anche lui è stato arrestato per spaccio e per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Martedì 18 Settembre 2018, 12:09
La denuncia arriva da un quotidiano, che avrebbe scoperto una condanna per spaccio di droga a carico del prete eritreo Yosef Mussie Zerai, noto per la sua militanza pro-immigrazione accanto a Laura Boldrini, meglio noto come il Mosè dei migranti. Dal 2011 don Zerai vive tra Roma e la Svizzera, dove segue 14 comunità eritree sparse in vari centri. Nel 2015 è stato persino candidato al premio Nobel per la pace. Alcuni mesi fa era finito nel registro degli indagati della procura di Trapani per «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». La condanna per spaccio di droga risale al 1994 Secondo quanto pubblicato dal quotidiano padre Zerai, prima di prendere voti e abito talare, sarebbe finito in carcere a Roma, nel 1994. Il capo d’imputazione? Concorso in detenzione ai fini di spaccio di 2,2 chilogrammi di hashish. Se la sarebbe cavata, grazie al rito abbreviato, con una condanna a due anni e con una multa a dieci milioni di lire. Di quel “peccato” di gioventù, all’epoca aveva appena 19 anni, il prete africano non ha mai fatto menzione nella sua biografia. Eppure di peccatori trasformati in santi è piena la storia del cattolicesimo e uno degli eroi della letteratura è quel Fra Cristoforo di cui Manzoni racconta addirittura un omicidio, prima del cammino esemplare. Una storia di redenzione che poteva rendere forse più simpatico don Zerai, tanto mite verso i migranti quanto intollerante contro tutti coloro che non la pensano come lui. Ma la storia finora non era mai venuta fuori. Un caso di omonimia? Padre Zerai è irreperibile Contattato dai giornalisti, padre Zerai ha negato di essere lui la persona condannata. Quindi si è reso irrintracciabile. A lasciare il beneficio del dubbio, un’incongruenza nei documenti citati dal quotidiano. «Ci sono impressi il numero del registro generale delle notizie di reato (il fascicolo di Zerai è il 6939 del 1994) e quello del registro dell’ufficio del gip (7307/94)». La data di nascita di Zerai è diversa: (in un atto risulta nato il 26 febbraio 1975) in un altro il 25 giugno 1975. Padre Zerai è nato nel 1975, quindi l’anno di nascita corrisponde. Forse un caso di omonimia? Al momento, il silenzio e l’irreperibilità del sacerdote eritreo non aiutano a fare luce sull’imbarazzante vicenda.
Martedì 18 Settembre 2018, 11:59
E di questo dici niente? “Ci siamo noi, e siamo pronti ad andare fino alla guerra contro Salvini e Di Maio“. Una protesta di alcuni rifugiati contro il governo, il razzismo e per i diritti dei migranti, ripresa da uno smartphone e condivisa dal ministro dell’Interno. Questo l’ultimo post di Matteo Salvini, che decide di ‘postare’ sui social un estratto dal video dove un migrante, microfono alla mano, parla di immigrazione come “soluzione per l’Italia” perché “prima dell’immigrazione l’Italia non era così, il governo non aveva quasi nulla, con l’immigrazione – afferma – è riuscita a competere coi Paesi europei. Ma oggi vogliono scambiare la soluzione con il problema”. Parole alle quali il titolare del Viminale – fra gli applausi dei sostenitori che parlano di “facinorosi da rispedire al loro Paese” – ha deciso di replicare via social: “Io – scrive Salvini – non faccio nessuna guerra, invece. Applico solo il buonsenso: un’immigrazione con regole, controlli e integrazione è un fattore positivo, l’invasione di centinaia di migliaia di presunti profughi, consentita da chi ci ha preceduto, NO”.
Martedì 18 Settembre 2018, 11:52
Per la prima puntata del suo talk d’inchiesta, “Quarta Repubblica“, Nicola Porro, su Rete 4, sceglie la più amata delle renziane, Maria Elena Boschi, da tempo impegnata in un’operazione-simpatia per provare a risalire la china dopo le disastrose vicende del Pd degli ultimi anni. La Boschi, sempre sorridente, non rinuncia a quella sua aria un po’ infastidita quando si tratta di dover dare conto agli elettori degli errori dei governi che lei aveva condiviso e anche della frantumazione del partito nel quale ancora milita. Per la Boschi, la causa di tutto sono le campagne mediatiche di manipolazione del consenso: «Dopo i miei impegni di governo passati, ho impiegato tempo per riabituarmi alla vita di tutti i giorni. Una delle cause di un fallimento politico, sono le campagne mediatiche contro una persona e le fake news». E il governo giallo-verde? «Ogni giorno si perdono posti di lavoro per colpa di questo ultimo governo. L’unico provvedimento è stato il degreto dignità che rientregherà soli 80.000 posti». E allora perché il governo è così popolare nei sondaggi? «È normale avere consensi agli inizi di nuovi percorsi politici». E il Pd? Un po’ di autocritica? «Con la sconfitta al referendum abbiamo perso un pò di consenso, forse…» Nessun mea culpa neanche sul tema dell’immigrazione: «Gli sbarchi sono in calo grazie all’ex Ministro Minniti del Pd. Per ottenere il risultati promessi da Salvini sull’immigrazione ci vorranno ottanta anni…». Poi la domanda su Etruria, sulla quale la Boschi ripete la stessa versione da disco “incantato”: “«Me ne sono occupata solo per motivi istituzionali…». Sipario, pubblicità.
Martedì 18 Settembre 2018, 11:43
Lega e Movimento 5 stelle volano insieme al 60,3 per cento. La Lega, secondo il sondaggio Swg per il TgLa7, cala leggermente (31,5 per cento) mentre sale il M5s che guadagna quasi un punto e si porta al 28,7 per cento. Crolla il Pd che paga la litigiosità e scende al 17 per cento. Male anche Forza Italia, ora al 7 per cento, mentre cresce Fratelli d'Italia che passa dal 3,9 al 4,3 per cento.
Martedì 18 Settembre 2018, 11:01
Se è vero che torna il fascismo di Mussolini e Hitler è ugualmente vero che torna il comunismo di Lenin, quello che vede nei migranti il proletariato da riscattare. Bisogna demolire quel cinema, quella letteratura e quella politica troppo spesso impegnati in inutili allarmismi. La storia ci insegna che il fascismo nacque proprio dal comunismo, per contrastare quella rivoluzione che minacciava la nostra società. La controrivoluzione fascista fu il tentativo di fondare una nuova modernità e di sposare la rivoluzione con la tradizione, che va dal Risorgimento alla Romanità. Non si potrebbe capire il fascismo senza la guerra, senza la disfatta della classe liberale e senza il biennio rosso, tra violenze, odio contro i borghesi e i reduci di guerra. Ora chiediamoci se l'attuale crisi dell'Europa e la minaccia di aprire le frontiere per far entrare i migranti, possano ripetere le condizioni per la nascita di un nuovo fascismo, quella del comunismo è un'immigrazione che non ha concorso a costruire il nostro habitat ma che può concorrere a sfasciarlo. Dico concorrere perché a sfasciarlo ci pensiamo già da noi stessi. Basta questo per chiamarlo comunismo? Certo, ma per molto meno si evoca il fascismo. Se esiste l' Ur-fascismo, cioè un fascismo eterno, esiste l' Ur-comunismo cioè un comunismo eterno. Mutano le forme, icone, testi, perfino i colori, perché il rosso si fa nero e il nero si fa verde; ma si rigenerano i fratelli coltelli del Novecento. Se credete ai fantasmi, allora ci sono pure a casa vostra. Dovete scegliere, agli scemi e concesso il suicidio.
Martedì 18 Settembre 2018, 08:13
Il sesso, più forte della fede!?
Lunedì 17 Settembre 2018, 11:51
Metà Europa insulta Matteo Salvini. Ma a microfoni spenti, cambia la musica. "Nove volte su dieci - rivela Matteo Salvini secondo un indiscreto quotidiano - si avvicinano parlamentari, ministri, presidenti, commissari europei e dicono... Finalmente c'è stato uno scossone, magari l'Europa si sveglia". È questo a infondere coraggio al vicepremier, insieme ai sondaggi che danno la Lega oltre il 30% e l'appoggio popolare sulle misure più contestate (dalla Diciotti e lo stop all'immigrazione irregolare, fino al braccio di ferro con la magistratura sui fondi del Carroccio e a quello con l'Europa sui margini di manovra. "Più mi indagano e più mi attaccano e più mi danno forza", ripete. E in fondo, dal vergognoso siparietto del ministro lussemburghese Joan Asselborn che venerdì a Vienna lo ha interrotto per sputare veleno sui migranti italiani e la nostra storia, a uscire vincitore è stato ancora una volta il furbo, pacatissimo Salvini.
Domenica 16 Settembre 2018, 12:53
Orfini, PD "Sciogliamo il partito e rifondiamolo". Se si fermava al "Sciogliamo il partito" riusciva finalmente anche lui a dire una cosa sensata.
Domenica 16 Settembre 2018, 12:32
Niente, niente, il difensore appartiene a qualche associazione antirazzista, alle femmine democratiche: "volete o non volete integrarvi, è il momento di decidere, non vi pare?" Odaldelta. (Date un appoggio morale alla Boldrini).
Sabato 15 Settembre 2018, 17:48
Salvini , hai tutte le ragioni di questo mondo, tira dritto fregatene di quello che dicono i giudici, quelli ti sono sempre contro, come lo siamo noi nei loro confronti, la devono smettere di fare politica e di impicciarsi in affari che a loro non competano, ne abbiamo le mongolfiere piene di certi personaggi che assolvono i colpevoli e condannano gli innocenti, SI DEVONO ASSOGGETTARE ALLE DECISIONI POLITICHE. Punto e basta.
Sabato 15 Settembre 2018, 15:20
Niente charter per rimpatriare i migranti sbarcati a Lampedusa giovedì 13 settembre. A discapito di quanto detto da Matteo Salvini, contrario all'accoglienza dei 184 fuggiti da Tunisi, rifiutati da Malta e arrivati in Italia, è la stessa Tunisia a richiedere la procedura ordinaria. Questa prevede il trasferimento di 80 stranieri a settimana con due voli, uno programmato per lunedì e uno per giovedì. A stabilirlo un vecchio accordo, che non verrà modificato - riferiscono i tunisini - prima di una trattativa informale. "Ricordiamo che ogni settimana - è la risposta del Viminale in una nota - partono due voli charter per rimpatriare cittadini tunisini, nel rispetto degli accordi con le autorità locali. L'intento del governo è rimpatriare velocemente le persone arrivate in Italia nelle ultime ore".
Sabato 15 Settembre 2018, 15:17
Mattarella non rispetta a fondo la terzietà e l'imparzialità che la Costituzione prevede per il suo delicato ruolo di Capo dello Stato. Non perde mai occasione per entrare a gamba tesa nelle vicende della politica. Il caso recente si è palesato al vertice del gruppo Arraiolos a Riga - che riunisce i presidenti di tredici Paesi Ue - dove il Presidente della Repubblica ha ricordato che "l'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti", lanciando alla fine il monito: "Non c'è movimento che possa mettere in discussione questo valore storico". Di quali valori storici della Ue parla il Presidente? I Trattati europei, nel delineare gli obiettivi dell'Unione, fanno riferimento alla pace, al progresso e al benessere dei popoli, ma all'interno della cornice della stabilità dei prezzi e di una economia di mercato fortemente competitiva. E come c*** si può essere competitivi in un regime di cambi fissi (cioè con l'euro)? Non potendo scaricare il peso della competitività sulla moneta, siamo stati costretti a scaricarla sul lavoro riducendo i salari, quindi sui diritti fondamentali costituzionalmente garantiti! E ancora, per “valori” il Capo dello Stato si riferisce per caso al Fiscal compact, cioè quel trattato capestro che impone zero spesa a deficit e riduzione a ritmi serrati del rapporto debito pubblico/Pil? O si riferisce al pareggio di bilancio vigliaccamente inserito in Costituzione nel 2012 che impedisce ogni tipo di politica economica espansiva? In fondo i “valori” della Ue questi sono, se non di peggio. Nella Ue non c’ è democrazia ma eurocrazia. Ricordiamo a Mattarella che gli unici valori ch'egli deve richiamare sono quelli della Costituzione, l'unica Carta sulla quale ha prestato solenne giuramento. E non deve entrare nell'agone politico sentenziando ogni volta contro il "sovranismo" e i “sovranisti”.