ruzante

Commenti pubblicati:
Giovedì 19 Ottobre 2017, 10:49
Braccio di ferro tra fascismo travestito da democrazia e autentica democrazia. Vedremo se a vincere sarà la prepotenza di un governo o il diritto alla libertà di un popolo.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 21:29
La comunità internazionale si pronunci a favore della libertà del popolo catalano, l'Europa si pronunci, la Chiesa, il Papa... Possibile che siano tutti asserviti alla dittatura delle banche e delle multinazionali?
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 19:15
Ci avete... Non noi veneti. Siamo stati pure noi depredati.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 18:41
Forza Rajoy, fai vedere al mondo cosa può fare democraticamente un popolo, e che le prepotenze fasciste e franchiste appartengono a un'altra epoca.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 16:43
Sull'onda del risultato clamoroso del referendum d'indipendenza in Veneto del marzo 2014, Demos fece due sondaggi, uno contemporaneo in Veneto che confermò i risultati del referendum on line, un altro, rivolto a campione a tutti gli italiani, nell'Ottobre dello stesso anno, con questa domanda: "Lei si direbbe favorevole o contrario all'indipendenza della sua regione dall'Italia?". Indipendenza, si badi bene, non autonomia. Ebbene, in Veneto favorevole si dichiarò il 53 per cento della poplazione, in Sicilia e in Sardegna il 45 per cento, in Lombardia il 35 per cento, in Piemonte e nel Lazio il 37 per cento, solo in Campania, Calabria, Emilia Romagna e Marche meno del 20 per cento. Come si vede, questo stato centralista mangiapane a tradimento sono in molti a non sopportarlo più.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 14:33
Bene, dal momento che ciascuno è libero di circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, è da ritenersi incostituzionale pure la tassa di soggiorno.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 14:00
Brava, una santa donna, sul serio. Però non si risolve il problema della fame dei bambini africani in questo modo. Nell'immediato ci si mette a posto la coscienza ma guardando oltre bisogna adoperarsi perché ne nascano di meno.
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 12:49
Bravissimo, è ciò che penso pure io. Il Comune in tal modo guadagnerebbe una montagna di soldi e ci sarebbe maggiore equità.
Martedì 17 Ottobre 2017, 18:34
Una semplice considerazione: se la tassa sarà proporzionale al prestigio dell'immobile, si verificherà il paradosso che pagheranno di più coloro che soggiorneranno a Venezia, già spendendo di più, rispetto a coloro che soggiorneranno in terraferma risparmiando. Paradosso perché chi soggiorna a Venezia porta denaro alla città, non solo pagando l'affitto dell'appartamento, ma servendosi pure maggiormente dei negozi in loco, delle trattorie eccetera, rispetto ai turisti pendolari provenienti dalla terraferma, che intasano vie e mezzi pubblici facendo confusione, sporcando e basta. Molto più equa sarebbe una tassa d'ingresso eguale per tutti, anche per i questuanti, i venditori di rose e ombrellini e le borseggiatrici.
Martedì 17 Ottobre 2017, 17:04
Tanto per rendere sempre tutto più complicato, e per questa ragione mettere nelle condizioni gente impreparata, o che non ha voglia di rompersi le scatole, ad affidarsi ad agenzie o albergatori (che si stanno impadronendo della città), se non addirittura a far nero. Mica uno che affitta un immobile può avere le competenze di un albergatore che fa quello per mestiere, o ha sempre tempo da perdere a fare il contabile per conto del Comune. In ogni caso, non è affatto vero che le locazioni brevi sono solo a fini turistici. Soprattutto ma non solo. A Venezia ci sono anche impresari e operai specializzati a richiederle, studiosi, professori universitari e studenti, artisti, musicisti. Però per il Comune sono comunque tutti turisti. Sono qui per lavoro o per studio ma debbono versare l'obolo. Che poi non si capisce perché un turista che soggiorna a Venezia debba pagare, oltre al prezzo per il soggiorno, anche una tassa. Sarà più giusto che la paghi chi viene in visita senza soggiornare, no? O chi pernotta fuori Venezia, in terraferma, per risparmiare, e poi di giorno gira per calli, campi e campielli senza spendere un soldo, mangiando al sacco e lasciando cartocci e lattine ovunque. Quelli dovrebbero pagare un bel biglietto d'ingresso, e pure salato.
Lunedì 16 Ottobre 2017, 17:45
Un tempo a San Marco c'erano i chioschi dei venditori di grano per nutrire i colombi, che, come i gatti, si vedevano in ogni cartolina. Poi ci si è resi conto che colombi e gatti, lasciati prolificare liberamente, diventavano un problema. Con i gatti si è fatto presto a farli sparire, tra sterilizzazioni sistematiche ed altri... sistemi; con i colombi, avendo le ali, è stato più difficile. Si è tentato di tutto, dalle reti alle taccole. Ora è vietato dar loro becchime. Il loro destino, per preservare i monumenti, è morire di fame. Credo che noi esseri umani dovremmo fare un sforzo mentale per uscire dal nostro egocentrismo e renderci conto che con il nostro soprannumero stiamo non solo distruggendo i preziosi monumenti del passato (vedi turismo selvaggio) ma anche stiamo portando al collasso la Terra. Se non ci pensiamo noi a darci una regolata, ci penserà la Terra, come il Comune sta facendo ora con i colombi.
Lunedì 16 Ottobre 2017, 14:38
L'unico modo per debellare la fame nel mondo è smetterla di procreare laddove si prolifica troppo, non ve ne sono altri. In qualsiasi parco naturale, quando aumenta a dismisura il numero di una specie rispetto ad altre, tanto da compromettere l'equilibrio tra gli animali e minacciare l'habitat, si interviene opportunamente. Non si capisce perché ciò non debba valere anche per la specie umana, che sta diffondendosi in modo virulento, mettendo a rischio la sopravvivenza non solo degli altri viventi ma il pianeta Terra. Se si vuole che gli esseri umani campino a lungo e in salute, bisogna che non ne nascano altri prima che non ne muoiano altrettanti. Non c'è alternativa.
Lunedì 16 Ottobre 2017, 14:13
La comunità internazionale, che dovrebbe farsi garante del diritto dei popoli all'autodeterminazione, non ha ancora formalmente condannato la violenta repressione in perfetto stile fascista di Rajoy contro il pacifico popolo catalano che reclama nel pieno diritto la propria indipendenza? Cosa si aspetta? Che scoppi una guerra civile?
Venerdì 13 Ottobre 2017, 10:33
Non solo, per aver quello basta l'autonomia. C'è un popolo con la sua storia, le sue tradizioni, la sua lingua che vuole gli venga riconosciuta l'identità, che vuole la sua sovranità. Per questo l'autonomia fiscale non basta.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 18:41
Anche questa volta la risposta del direttore è stata chiara ed esaustiva. Non tutti a quanto pare hanno compreso che la dichiarazione d'indipendenza c'è stata, e quindi non c'è stata alcuna retromarcia, ma ne sono stati temporaneamente sospesi gli effetti, altrimenti immediati, per dar tempo di effettuare una transizione politica possibilmente non traumatica.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15:32
Raggirate, non aggirate...
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15:30
Ha pure trovato le risorse per farlo funzionare? No, perché altrimenti sarebbe come indebitarsi per comprare una bella macchina (ammesso e non concesso che il Mose sia una bella macchina) e non aver i soldi per metterla in moto.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 21:51
E che si disgreghi. Non abbiamo bisogno di un'Europa di lupi travestiti da pecorelle.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 17:36
«Nessuna Costituzione democratica contempla il diritto all’autodeterminazione. Lo ripeto: nessuna» afferma Rajoi. Lo credo bene! Ciascuna Costituzione ha lo scopo precipuo di preservare l'integrità dello Stato. Però è contemplata dal diritto interazionale, che è sovracostituzionale. Neppure la Costituzione italiana ovviamente contempla l'autodeterminazione, ma L'art.10 afferma: “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. E anche se ciò non fosse specificato, le norme del diritto internazionale sarebbero comunque cogenti. Non so poi con quale faccia tosta parli di democrazia un capo di stato che fa prendere a manganellate la gente che va pacificamente a votare. Sono sconcertato dal silenzio della comunità internazionale.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 16:24
Fuori tema. Stiamo parlando di autonomia non di indipendenza. Questo referendum con il Veneto indipendentista non c'entra manco per nulla. Men che meno con quanto sta accadendo in Catalogna.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 13:39
E' scandaloso che il fascista Rajoy non sia condannato dalla comunità internazionale. L'Italia si dichiara antifascista, l'Europa idem, ma non una parola di condanna. Sono sconcertato.
Martedì 10 Ottobre 2017, 22:20
Ancora! Il prossimo referendum popolare non sarà per ottenere l'indipendenza- quello, incostituzionale, è stato già fatto con successo, anche se è stato artatamente ignorato- ma per chiedere a Sua Maestà lo Stato italiano, con molto garbo e nel pieno rispetto della Costituzione, un po' di maggiore autonomia. Il minimo che poteva fare Zaia per dare un contentino al popolo veneto, cercando pure di confondergli le idee, col parlare di autonomia e indipendenza come se fossero la stessa cosa. E gli effetti si vedono.
Martedì 10 Ottobre 2017, 20:27
Veramente la dichiarazione d'indipendenza c'è stata. Viva la Repubblica di Catalogna! Con temporanea sospensione degli effetti per permettere un distacco morbido da Madrid. Adesso è da vedere come reagirà il governo spagnolo, tutt'altro che disposto al dialogo.
Martedì 10 Ottobre 2017, 17:42
Qualcuno non ha ancora capito che il referendum sarà consultivo e costituzionale per una maggiore autonomia, non per l'indipendenza. Quindi potranno votare SI anche gli alpini più affezionati al tricolore senza venir meno al loro giuramento di fedeltà. Il referendum d'indipendenza, incostituzionale, è già stato fatto on line e un altro analogo regionale, appunto perché incostituzionale, non si farà mai, con buona pace dei nostalgici della grande guerra e dei suoi inutili massacri. Questo è ciò che passa il convento, prendere o lasciare.
Martedì 10 Ottobre 2017, 16:18
Magari. Prima però deve andarsene in pensione il vecchio Stato italiano (pensione meritata o meno ai posteri l'ardua sentenza) per dar vita a giovani stati nazionali indipendenti confederati. Le vecchie nazioni ottocentesche, nate per la brama di potere di dinastie colonialiste, per le quali tanto sangue fu inutilmente versato, e che ancor oggi costano lacrime e sangue ai loro cittadini-contribuenti, spremuti come limoni per permettere a loro inutile quanto dannosa sopravvivenza, non hanno più ragione di esistere oggigiorno.
Martedì 10 Ottobre 2017, 14:22
Nel marzo 2014, Zaia non sprecò una sola parola per commentare l'esito clamoroso del referendum on line d'indipendenza, quando ne parlarono testate giornalistiche ed emittenti televisive estere, e persino un importante quotidiano nazionale vi dedicò una pagina intera. In compenso poi ha versato fiumi di parole facendo una gran confusione- non si sa se consapevolmente o meno- tra indipendenza e autonomia, dichiarandosi a favore dell'una o dell'altra o di entrambe, salvo poi dire chiaro e tondo che lui vuole l'autonomia, e per questo suo equilibrismo mediatico non mi sta particolarmente simpatico, ma non vedo cosa c'entri la sua foto con simili buffonate.
Lunedì 9 Ottobre 2017, 16:20
Il voto non dev'essere pro o contro Zia, ma pro o contro una visione progressista e federalista o vetero-centralista dello Stato italiano. Personalmente il vetusto Stato italiano post-sabaudo lo preferirei ricordato nei libri di storia, dopo la sua frammentazione in diversi Stati nazionali indipendenti confederati al passo con i tempi, ma voterò comunque SI, anche se nel 2014 votai SI alla formazione di uno Stato Veneto indipendente e sovrano. In effetti non lo farò con entusiasmo come allora, ma è quello che oggi passa il convento. Probabilmente non sortirà alcun effetto neppure questa volta, trattandosi ancora di un referendum consultivo, sia pur costituzionale, e consapevole dell'arroccamento romano-centrico delle istituzioni, ma costituirà comunque un ulteriore segnale di malcontento nei confronti dell'anacronistico baraccone politico attuale.
Lunedì 9 Ottobre 2017, 11:17
L'ultima osservazione merita una riflessione, perché è proprio questo il punto: troppi soldi in poche mani creano corruzione e fanno danni. Perciò l'ideale sarebbe una Repubblica federale di contenute dimensioni che permettesse ai cittadini di decidere tramite referendum di volta in volta cosa fa loro comodo o meno, riducendo il potere decisionale dei politici, di fatto dei semplici amministratori.
Domenica 8 Ottobre 2017, 23:28
Non mi risulta che noi veneti ci appellino il popolo bue e che ci manchino coraggio e dignità. E neppure che stiamo troppo bene. Mi risulta invece che diamo troppa fiducia a ci governa, stando seduto così comodamente nella poltrona italiana da non voler rischiare di perderla facendosi interprete delle nostre istanze.