ruzante

Commenti pubblicati:
Giovedì 17 Agosto 2017, 20:48
Dubito fortemente che se non si fosse celebrato quel referendum farsa per l'indipendenza, come lo chiama lei, si farebbe ora quest'altro per l'autonomia. A questo, se non altro, è servito.
Mercoledì 16 Agosto 2017, 17:50
Si parla di referendum autonomista di Zaia, ma si dimentica che il tutto si originò dopo il clamoroso successo del Referendum d'Indipendenza on line di Plebiscito.eu del 2014 (“Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”), avvalorato da un contemporaneo sondaggio Demos commissionato da “La Repubblica”, e la forte pressione esercitata da Indipendenza Veneta, che spinse il Consiglio Regionale del Veneto ad approvare due Leggi per l’indizione di due referendum consultivi al fine, l'uno di conoscere la volontà degli elettori della Regione circa la possibilità che il Veneto possa per l'appunto ridiventare una Repubblica indipendente e sovrana (legge regionale n. 16/2014) e, l'altro, per il conseguimento di maggiori forme e condizioni particolari di autonomia (Legge Regionale n. 15/2014).
Sabato 12 Agosto 2017, 14:33
Un tempo, fare l'insegnante era l'aspirazione delle "signorine", un'attività part time comunque dignitosa anche per le signore e gli uomini che non avevano grandi ambizioni di carriera ma tenevano particolarmente al tempo libero. Anche se poco remunerata, c'erano pur sempre le lezioni private con le quali si poteva arrotondare. Poi, da occupazione part time, si è un poco alla volta trasformata in full time, le lunghe vacanze estive e invernali si sono trasformate in normalissime ferie e sono sparite le lezioni private. La retribuzione è però sempre rimasta da miseria. Poi c'è da dire che un tempo i discenti si alzavano in piedi quando entrava in classe il docente, mentre oggi la scuola è un girone dantesco. Prevedo che tra non molto non vi sarà più nessuno a fregiarsi del titolo non più neppure dignitoso di professore e i ragazzi volenterosi impareranno da soli a casa propria con il computer. Le scuole ci saranno ancora, ma senza insegnanti e solo per ospitare i figli degli immigrati.
Giovedì 10 Agosto 2017, 18:36
Non ho nulla a che fare con le case popolari e non so neppure come vengano assegnate. Il Comune ha ragione a intervenire nei confronti degli illeciti, ma ribadisco che le locazioni temporanee- quelle legittime- sono spesso l'unica opportunità offerta a chi vive in una città turistica per occupare gli immobili e non esser costretto ad alienarli. Venezia è una città turistica, e una città d'arte e di cultura. E' solo in parte una città residenziale, non perché vi sono troppi turisti, ma perché le istituzioni non fanno nulla per incentivare la residenzialità.
Giovedì 10 Agosto 2017, 18:17
Sono pienamente d'accordo: chi non rispetta le regole e affitta a turisti o a chicchessia in nero va scovato e sanzionato. Anche nell'interesse di chi lo fa invece nel pieno rispetto delle regole. Quello che non digerisco è il fatto che si tenda a far di tutta l'erba un fascio, e che per colpa dei truffaldini ci rimetta la gente per bene.
Giovedì 10 Agosto 2017, 16:09
Francamente non capisco cosa vi sia di così scandaloso nell'affittare a turisti, o a gente di passaggio, come studiosi, artisti, musicisti, imprenditori, operai specializzati, che hanno spesso esigenza di soggiornare temporaneamente a Venezia per lavoro o per interessi culturali. Forse sarebbe etico affittare solo a famiglie di bengalesi, cinesi, indiani, arabi o rumeni che hanno le loro attività in loco? Se si tratta si subaffitto, se non è contrattualmente autorizzato, è legittimo contestarlo, ma se Pinco Pallino affitta un appartamento di proprietà, può benissimo affittarlo a chi vuole, come vuole e per quanto vuole, se lo fa con tutti i crismi, ci mancherebbe altro! Non è di certo scovando i cosiddetti furbetti delle locazioni turistiche che si può sperare di contrastare l'esodo dei veneziani, che anzi in molti casi vi trovano l'unico espediente per non esser costretti a svendere a stranieri o ad albergatori e a trasferirsi in terraferma. E poi non capisco perché chi affitta a turisti sia comunque incolpato di farlo in nero. Ve ne saranno di sicuro che lo fanno, a loro rischio e pericolo, ma non credo proprio che lo facciano tutti, e neppure la maggioranza. Se si vuole salvare la residenzialità, bisogna prima di tutto aiutare i residenti a pagare le tasse inique, le bollette esose e i costosissimi lavori di manutenzione, e a non prendersela sistematicamente con loro, anzi a dar loro dei concreti incentivi, vedi un posto macchina o un posto barca a prezzo calmierato, ad aiutare chi ha negozi e attività utili, e a non portare in terraferma tutti gli uffici. E basta botteghette di souvenir! Venezia è devastata dai turisti pendolari che vi arrivano in giornata dai sempre più numerosi alberghi low cost della terraferma, non da quelli che vi pernottano.
Mercoledì 9 Agosto 2017, 21:51
Ma si tratta di case Ater, o che Ater ha venduto a privati? Non è la stessa cosa. Leggendo l'articolo non è chiaro.
Mercoledì 9 Agosto 2017, 08:43
Va anche detto che la qualità del turismo è strettamente in relazione alla qualità delle attrazioni. Nel periodo della Biennale vengono artisti e amanti dell'arte, nel periodo della Mostra del Cinema vengono attori e amanti del cinema, in occasione di concerti e opere liriche vengono musicisti, cantanti e appassionati di musica, come per la Vogalonga e la Su e zo per i ponti vengono sportivi. Se si vuole alzare il livello del turismo, occorre quindi elevare la qualità delle attrazioni. Si vedono turisti in maschera anche in periodo non di Carnevale, però non dipende da loro ma dal fatto che persino le edicole a Venezia, oltre ai giornali, traboccano di mascherine e ventagli tutto l'anno, e questo non fa di certo bene all'immagine della città, un'immagine distorta che attira masse di gitanti in vena di sollazzi e trasgressioni, come ubriacarsi e tuffarsi dai ponti.
Martedì 8 Agosto 2017, 18:13
Da qualche tempo si fa un gran parlare dell'affluenza dei turisti a Venezia, causa di degrado, quasi fosse un fenomeno nuovo. Venezia è sempre stata frequentatissima. Un tempo era meta di mercanti, e da quando è nato il turismo, anche di turisti. Turisti d'ogni provenienza, attratti dalla sua storia, dalla sua unicità, dalle sue meraviglie, turisti anche illustri, innamorati della città, come per esempio Stravinskij, sul quale c'è un bell'articolo in queste pagine. Quindi non è una novità. Venezia è una città a vocazione turistica e non la si può neppure immaginare senza turisti. La novità è che da un po' di tempo in qua anche Mestre e dintorni si sono scoperte a vocazione turistica. Non che abbiano creato attrazioni turistiche proprie, ma hanno capito che usando Venezia come esca, possono attirare nella rete alberghiera ed extra alberghiera una gran quantità di turisti per lo più sprovveduti, invogliati dal prezzo conveniente, forse talora pure convinti che Mestre faccia parte di Venezia, ma con strutture moderne, dotate di garage e ascensore. Pagano meno, pagano persino la metà dell'imposta di soggiorno, e ogni mattina si riversano in città, meta San Marco, con bibite e panini per il pic nic. Sono questi turisti, spesso irrispettosi e maleducati, sempre più numerosi, la causa del gran parlare dell'odierno degrado.
Lunedì 7 Agosto 2017, 11:53
Il fenomeno del plateatico selvaggio interessa tutta Venezia. E' mai possibile che da ogni botteghetta dei bangla fuoriesca all'esterno l'orribile paccottiglia, appesa agli stipiti, in espositori, in barba ai regolamenti, a intralciare il passaggio pedonale?
Lunedì 7 Agosto 2017, 11:47
I primi nemici di Venezia sono i mestrini, tra i quali gli ex veneziani, e il sindaco miranese, che come i precedenti vede Venezia solo come fonte di business.
Lunedì 7 Agosto 2017, 08:47
Primo è sbagliato far di tutta l'erba un fascio, secondo arricchirsi è una parola grossa. Ci sono di sicuro tanti faccendieri ma c'è anche chi fa i salti mortali pur di restare a Venezia, e uno dei modi è locare a turisti una o due camere inutilizzate dell'appartamento di famiglia, dove un tempo convivevano più generazioni e ora si e no una coppia, oppure locare una seconda casa, altrimenti sfitta. Così non ci si arricchisce di sicuro ma almeno si pagano le tasse e qualche, carissimo, lavoretto di manutenzione. E' ovvio che ci si lamenti, della scomparsa delle tradizionali botteghe di vicinato, dei negozi di qualità, degli uffici, e del proliferare di orribili botteghette di paccottiglia cinese. Venezia non merita questo. E ci si lamenta, giustamente, dell'invasione dei turisti pendolari che ogni giorno si riversano in città dopo aver pernottato nei sempre più numerosi hotel e appartamenti di Mestre e dintorni. Si ha davanti agli occhi una Venezia sfruttata sino allo sfinimento, devastata, umiliata. Venezia è piccola, preziosa, delicata, antica, e dovrebbe essere trattata con ogni riguardo, con amore. Non può vivere alle sue spalle tutta la terraferma. Certo anche i veneziani avranno le loro colpe, ma è la politica responsabile della devastazione.
Sabato 5 Agosto 2017, 21:25
Speriamo mai! Come riusciremo a tirar fuori i soldi per la sua manutenzione? E poi, quale acqua alta? Quella che lambisce di tanto in tanto la Piazza per la felicità dei turisti?
Venerdì 4 Agosto 2017, 14:06
Poco potrà fare un sindaco, ma Brugnaro mi pare che per Venezia non stia facendo un bel niente, anzi che stia facendo abbastanza per darla in pasto- quel che resta dopo le precedenti sciagurate amministrazioni- alla terraferma. Mi pare che, se avesse voluto, avrebbe forse potuto almeno ostacolare l'apertura di nuove attività ricettive low cost a Mestre e dintorni, causa di quotidiane ondate anomale di turisti pendolari, altro che acqua alta; invece mi risulta che faccia il possibile per incentivarle e per ostacolare, al contrario, i B&B e le locazioni turistiche in città, l'unica, anzi l'ultima carta che hanno da giocare molti veneziani per rimanere nella loro Venezia. Tolta anche questa, rimane la svendita degli immobili centenari agli stranieri, agli albergatori, o la locazione agli extracomunitari. Fine.
Venerdì 4 Agosto 2017, 13:42
Struca struca ti ga dito tuto.
Giovedì 3 Agosto 2017, 19:13
Ti sbagli, sono per metà veneziano e per metà ladino. Nato, cresciuto e invecchiato veneziano. La mia lingua madre è quella veneta, ma mia nonna materna parlava ladino, come i parenti dai quali andavo in vacanza da piccolo. Quindi un po' bilingue, diciamo. Poi, a scuola, ho studiato l'italiano, impegnandomi. E ho sempre letto, e anche scritto, molto. Venezia la conosco bene, so quel che dico.
Giovedì 3 Agosto 2017, 14:26
Paragonare Venezia a una Disneyland sull'acqua è facile, come è facile dare la colpa del suo spopolamento ai veneziani che preferiscono affittare gli appartamenti per andare in terraferma. Non è che lo preferiscano, ma vi sono costretti. In terraferma, quando una casa ha quarant'anni è già considerata vecchia, mentre a Venezia le case hanno di solito qualche centinaio d'anni. La mia, per esempio, è del 1500, ma le fondazioni di sicuro sono assai più antiche. Sono case che a mantenerle hanno costi spropositati, perché, una volta che si è aggiustato un danno se ne manifesta un altro, e chi interviene presenta conti ben più salati che in terraferma. Per questioni oggettive, dato che a Venezia tutto è rallentato e reso più difficile dalla necessità di muoversi o a piedi o in barca, e per questioni fantasiose, dato il veneziano è per definizione ritenuto un gran signore. Inoltre, appunto perché d'altri tempi, sono case progettate e costruite per famiglie d'altri tempi, quando nonni, genitori, figli, nuore, nipoti, la classica zia zitella e la donna di servizio convivevano, non sempre pacificamente. Case che ora sono invece abitate da coppie, spesso di anziani, se non da single, quindi con diverse stanze chiuse, sulle quali comunque si pagano tasse. Molti riescono a evitare di andare in terraferma locandole a turisti, o locando a turisti una seconda casa sfitta. Un tempo le avrebbero locate a veneziani. Io, per esempio, nacqui nel dopoguerra in una camera in affitto, a casa di un vedovo. Ma ora a chiedere stanze o appartamenti in affitto sono i turisti, appunto. La ragione è semplice: Venezia, per le ragioni che ho esposto, è per ricchi, ed è pure stata svuotata dei negozi e degli uffici, sostituiti da botteghe di souvenir, gestite da extracomunitari, in pratica gli unici interessati a risiedere a Venezia, oramai. Comunque, questo non fa notizia, mentre i media parlano del sovraffollamento di turisti. Si badi bene, non sono quelli che risiedono a Venezia la causa del sovraffollamento, ma quelli che pernottano in terraferma, nei sempre più numerosi hotel a basso prezzo, e poi, la mattina seguente, si riversano in massa a San Marco.
Lunedì 31 Luglio 2017, 14:23
E' arte. De Chirico trasse ispirazione da un simile assembramento di mobili per una famosa serie di quadri metafisici.
Domenica 30 Luglio 2017, 16:14
Ha ragione riguardo alla tratta degli esseri umani, ma allora perché andò a Lampedusa? Dovrebbe mettersi d'accordo con se stesso.
Domenica 30 Luglio 2017, 10:05
Da notare che mentre si incentiva l'apertura di nuove strutture ricettive a Mestre e circondario, si ostacolano in ogni modo quelle di Venezia, ritenute maliziosamente responsabili del sovraffollamento di turisti. Chi aveva un B&B, ovvero ospitava turisti in una fino a tre camere di casa sua, si è trovato costretto ad aprire partita Iva, con conseguente obbligo di avere la fossa settica; a Venezia dico! Scavando una buca sotto la sua casa centenaria e mettendone a repentaglio la stabilità. E chi non ha potuto farlo per mancanza di spazio o ostacoli burocratici ha dovuto chiudere. Venezia, al contrario delle terraferma, non ha mai avuto fosse settiche, ma un sistema fognario naturale, costituito dai canali, che una volta e ora non più, venivano prosciugati e ripuliti regolarmente. Perciò i B&B della terraferma non hanno avuto problemi, quelli di Venezia hanno dovuto sobbarcarsi oneri spesso insormontabili. Ora c'è il progetto di estendere l'obbligo di partita Iva persino alle locazioni turistiche! Vorrebbe dire ridurre il delicatissimo tessuto urbano di Venezia a una groviera, oppure consegnare Venezia a extracomunitari- ormai gli unici a cercare appartamenti in affitto, essendo quasi solo loro ad avere attività in città- o ad albergatori. Da notare anche anche il paradosso che il turista che pernotta in terraferma, paga la metà di imposta di soggiorno rispetto a quello che pernotta a Venezia. Paga la metà e sporca il doppio, il triplo! Fiumane di gente che pagano una miseria, distruggono la città e rendono la vita impossibile ai veneziani, che devono subire i turisti senza poter trarne alcun vantaggio. A Mestre e circondario i guadagni, a noi veneziani l'invasione delle cavallette.
Sabato 29 Luglio 2017, 21:39
Non direi i veneziani di Venezia, piuttosto i miranesi di Mirano, che hanno più dimestichezza con i campi che con il mare.
Sabato 29 Luglio 2017, 16:46
E quei turisti cosa andranno a vedere subito dopo il check in? Piazza Ferretto, piazza Barche immagino...
Sabato 29 Luglio 2017, 16:42
Questo significa fregarsene altamente di Venezia e di chi vi abita! Significa solo usarla, sfruttarla fino al disfacimento delle sue meraviglie architettoniche (vedi ponti che minacciano di crollare) e allo sfinimento dei veneziani! Le nuove strutture ricettive attorno alla stazione ferroviaria di Mestre sono un attentato alla città e ai suoi abitanti! Anche una linea ferroviaria dedicata ai distruttori, ma robe da matti!
Venerdì 28 Luglio 2017, 14:28
Per quale ragione specificare che era marocchino? Fosse stato rom sarebbe stata una notizia, effettivamente, ma non mi risulta che i marocchini siano disonesti. E se ad aver restituito i 600 Euro fosse stato un operaio veneto, avrebbe fatto egualmente notizia? Avreste scritto: "Operaio veneto trova 600 euro nel bancomat e li restituisce"?
Giovedì 27 Luglio 2017, 17:22
Sbaglia chi dà la colpa ai B&B, ad Airbnb e a chi a Venezia ospita turisti in case semivuote o vuote. Se anche tutte le camere a Venezia fossero occupate, come lo erano una volta, non vi sarebbe sovraffollamento. A casa mia, vivi i miei nonni, erano in dieci, mentre ora ci abito solo io con mia moglie e il gatto. Dunque sette persone in meno. Se ospitassi sette persone, la casa sarebbe vissuta esattamente come lo era un tempo. Chi se la sente di ospitare turisti a casa sua per riempire stanze vuote, arrotondando lo stipendio o la pensione e pagandosi così un po' di tasse e bollette, o ha tempo e voglia di locare una seconda casa altrimenti disabitata che rappresenta solo un costo, non crea sovraffollamento. Il problema sono i gitanti che vengono in giornata dalla terraferma, o che pernottano negli alberghi della terraferma e poi la mattina si riversano a San Marco in massa. E' per arginare questo fenomeno che occorre intervenire.
Domenica 23 Luglio 2017, 15:56
Il desiderio di separare Venezia da Mestre deriva principalmente dal fatto che noi veneziani abbiamo sotto gli occhi una Venezia abbandonata a se stessa, volgarmente sfruttata e presa d'assalto ogni giorno dalle orde dei gitanti che pernottano negli alberghi della terraferma, che nascono come funghi. Con il progetto di un Veneto finalmente di nuovo indipendente proprio non c'entra. Venezia non vuole l'indipendenza dalla terraferma ma di essere amministrata diversamente dalla terraferma, perché è un mondo a parte, che richiede competenze e attenzioni particolari. Quanto all'ultima osservazione, dati alla mano (vedansi sondaggi vari e risultati del referendum on line) gli indipendentisti risultano essere "de facto" in maggioranza, e non vedo come potrebbe essere diversamente.
Domenica 23 Luglio 2017, 08:31
“Se fosse indipendente, il Veneto crescerebbe più della Cina, con un più 12 percento del Pil da un anno all’altro. Secondo le nostre proiezioni economiche, elaborate in tre anni di lavoro, l’indipendenza non avrebbe alcun aspetto negativo”. Queste parole le pronunciò Gian Angelo Bellati, direttore di Unioncamere Veneto, tre anni fa. Ora, a quanto pare, la situazione economica è anche migliorata. Se lo Stato Italiano, ovvero quel pesante convoglio di vagoni arrugginiti stipati di nullafacenti e bengodi che avrebbero la pretesa di dettar legge, siamo noi a trainarlo, cosa aspettiamo a dire la nostra e a decidere noi le regole del gioco?
Sabato 22 Luglio 2017, 23:11
E' stata svenduta al turismo pendolare di chi pernotta negli alberghi della terraferma e poi la mattina l'invade. Io le vedo con i miei occhi le mandrie dei gitanti che mi passano sotto casa sia all'andata che al ritorno. Lo scandalo è che se la prendono con i veneziani che locano a turisti (che spesso sono artisti o studiosi) appartamenti altrimenti destinati e restare vuoti, mentre aumentano a dismisura le camere a Mestre e dintorni.
Sabato 22 Luglio 2017, 15:36
Se Roma e Venezia, che il mondo ci invidia, al pari di altre città antiche, invece di essere trattate con i guanti come si trattano le opere d'arte più preziose, oggetto di costanti, scrupolosi e specialistici interventi di manutenzione, sono sfruttate dai più squallidi affaristi, politici inclusi, anzi soprattutto da loro, dipende solo dal fatto che fanno parte dello Stato Italiano. E' evidente l'impossibilità di ben amministrare territori estremamente diversificati e popoli storicamente, culturalmente lontanissimi l'uno dall'altro. L'Italia in balia dello Stato Italiano unitario solo sulla carta, talmente caotico che chi si macchia di colpe trova sempre qualcun altro su cui scaricarle, non può aver futuro. Il futuro dell'italia dev'essere riconsegnato in mano ai popoli italiani.
Venerdì 21 Luglio 2017, 14:26
A conforto delle mie affermazioni, ho appena letto di una proposta da parte della Regione Veneto di modificare la Legge Nazionale sulle locazioni turistiche, stabilendo dei limiti temporali alle stesse. Non credo di sbagliarmi nel ritenere che a suggerirla sia stata Federalberghi. Se dovesse andare in porto, è chiaro che saranno tantissimi i veneziani che si vedranno costretti a svendere (ad albergatori o a stranieri, mi pare ovvio) i loro appartamenti, per impossibilità di locarli a scopo residenziale, vuoi per le dimensioni o la conformazione, non compatibili con le esigenze abitative odierne, vuoi per la loro scomodità (scale, lontananza da negozi essenziali...), vuoi perché dispendiosi- in quanto anacronistici se non antichi- sotto il profilo energetico, vuoi perché le richieste di locazione di immobili sono oggettivamente poche, e riguardano principalmente extracomunitari. Sarebbe un altro colpo, durissimo, probabilmente letale, inferto alla città e ai suoi ormai pochi e salassati nativi, per accontentare la potente lobby degli albergatori.