ruzante

Commenti pubblicati:
Giovedì 23 Febbraio 2017, 14:39
Ma chissà che abolisca anche la differenza tra bagni per uomini e per donne. Basta discriminare!
Martedì 21 Febbraio 2017, 08:19
Il messaggio che viene diffuso è appunto che l'Islam sia una religione come un'altra, una religione pacifica come le religioni cristiane. Ma basterebbe considerare un particolare: che se un cristiano uccide, per qualsiasi ragione, va dritto all'inferno, se un musulmano uccide per proteggere o espandere l'Islam va dritto in paradiso. Non è una differenza di poco conto.
Lunedì 20 Febbraio 2017, 15:17
scettico 2017-02-20 13:50:21 - Mi spieghi lei allora come penserebbe di ridurre il flusso del turismo pendolare. Dove pensa che vadano le centinaia di turisti alloggiati in terraferma dopo un viaggio in aereo da chissà dove, in piazza Ferretto o in piazza Barche? Vanno tutti in piazza San Marco. Ovvio che non ci stanno.
Lunedì 20 Febbraio 2017, 09:23
Il discorso è molto semplice: non può vivere del turismo veneziano tutto l'entroterra. Venezia è una città unica al mondo, e con le sue meraviglie architettoniche e i suoi musei dovrebbe essere meta di un turismo colto e rispettoso. E danaroso. Purtroppo oggi è invece presa d'assalto da orde di turisti pendolari squattrinati che dopo aver pernottato in terraferma vi portano solo confusione e degrado. Bisognerebbe che la terraferma vivesse di altre risorse o venisse valorizzata in funzione di un turismo proprio. E' impensabile riempire Mestre, Marghera, Marcon eccetera di turisti interessati solo a farsi un selfie in piazza San Marco.
Sabato 18 Febbraio 2017, 16:21
Ho capito come evitare di sbagliar strada: basta ascoltare le indicazioni della Merkel e andare dalla parte opposta.
Sabato 18 Febbraio 2017, 08:42
Il licenziamento della professoressa Pontini è un manifesto all'ipocrisia, all'imbelle, masochista perbenismo di facciata di chi ci governa, spingendoci come un branco di pecore verso il baratro.
Venerdì 17 Febbraio 2017, 11:20
DANGRIG 2017-02-17 10:17:28 - Beh, se tiriamo in ballo gli antenati (artisti a parte), c'è poco da vantarsi di essere italiani. E anche senza tirare in ballo gli antenati. Se questo giovane marocchino ha già lavoro e famiglia qui in Veneto può solo sperare che diventi presto indipendente, se no gli conviene tornare al più presto in Marocco, che è messo di sicuro meglio dell'Italia.
Giovedì 16 Febbraio 2017, 16:40
Qual è la legge che impedisce al giovane di richiedere la cittadinanza italiana? Comunque, se fossi nei suoi panni, ci penserei due volte prima di richiederla, considerando che il futuro dell'Italia è inquietante mentre quello del Marocco appare roseo. Qui non c'è lavoro mentre in Marocco mi pare che oggi vi siano buone opportunità, tanto che attira stranieri, anche imprese italiane. Tra l'altro è un bellissimo Paese. Dico la verità che se fossi giovane e non avessi profonde radici in Veneto, non esiterei a lasciare l'Italia e tra i Paesi che prenderei in considerazione ci sarebbe anche il Marocco.
Mercoledì 15 Febbraio 2017, 21:35
Mio padre, partigiano, medaglia d'oro, il 25 aprile esponeva sempre la bandiera di San Marco e non festeggiava la Liberazione, dicendo che era stata una mezza liberazione, dal fascismo ma non dall'Italia. Io dico che aveva pienamente ragione.
Mercoledì 15 Febbraio 2017, 13:33
Bravo direttore, concordo pienamente con lei. Gli zero virgola non vengono avvertiti dalla gente e ci vorrebbe un drastico, non modesto, alleggerimento fiscale per poter dar fiato all'economia. Purtroppo credo che si tratti solo di una flessione positiva temporanea perché lo Stato italiano centralista, eredità della monarchia sabauda, è un baraccone antiquato e bulimico, e l'UE, che di fatto altro non è che un dittatura finanziaria, peggiora ulteriormente le cose.
Martedì 14 Febbraio 2017, 09:53
Le forze dell'ordine vadano a cercare e colpire chi spaccia droga e soprattutto chi la importa, non i ragazzini che che ne fanno uso, senza rendersi conto del male che si fanno. Facile prendere un ragazzino all'uscita di scuola, troppo rischioso prendere i delinquenti.
Martedì 14 Febbraio 2017, 08:58
Non vedo dove sia la notizia. Un'impresa sarà pur libera di assumere chi vuole, o no?
Lunedì 13 Febbraio 2017, 11:02
claudio pros 2017-02-13 09:01:28 - Io non so quanti anni abbia lei, ma io il dopoguerra l'ho vissuto, e ho vissuto il periodo del miracolo economico, e con il miracolo economico le Regioni non c'entrano. C'era voglia di vivere e di ricostruire, c'era fiducia nel progresso. Si vedeva il mondo proiettato verso il futuro, e quel futuro entrava anche nelle case: la TV, il frigo, la lavatrice, poi la Vespa o la Labretta, la Topolino o la Millecento potevano essere una realtà oppure un sogno, da acquistare facendo risparmi. E i risparmi si potevano fare, perché le tasse si pagavano anche allora ma il fisco non era ancora come oggi con il fiato sul collo della gente. Oggi è il passato a far sognare persino i giovani: i magici anni Sessanta! Mentre il presente è opprimente e il futuro oscuro. E tutto questo grazie a una politica economica da dittatura finanziaria, fatta per favorire le banche e le multinazionali, altro che Regioni.
Domenica 12 Febbraio 2017, 10:34
Una cosa è certa: lo Stato italiano non è come il Regno Unito, che permise il referendum per la secessione della Scozia, salvo poi manipolarne i risultati, a quanto si disse. In Italia democrazia è un termine astratto e mi stupisce che Zaia non lo sappia. Ottenere concessioni da una élite con la puzza sotto il naso che definisce, sprezzante, populiste le sacrosante istanze del popolo, è un'impresa donchisciottesca. Prima di Zaia se n'era accorto Alessio Morosin quando era andato a Roma a perorare la causa dell'indipendenza. Lui chiedeva di fare un referendum d'indipendenza, meramente consultivo, mica come quello scozzese, mentre Zaia si accontenterebbe perfino di un referendum per l'autonomia, anch'esso consultivo, quindi privo di effetto. Insomma a Roma hanno paura solo che si venga a sapere che noi veneti non ne possiamo più di loro. E dopo dicono di essere democratici! Dei se e dei ma son piene le fosse, ma se Zaia invece di combattere contro i mulini a vento avesse già tre anni fa cavalcato l'onda indipendentista prendendo atto della volontà popolare emersa chiaramente dal referendum on line e avesse cercato, forte del suo ruolo e del suo carisma, di unire i vari movimenti indipendentisti allo sbando, invece di darsi da fare per confondere le idee dei veneti parlando di autonomia e indipendenza come se fossero la stessa cosa, forse avrebbe messo a rischio la propria posizione istituzionale ma avrebbe fatto il suo dovere di politico eletto dal popolo.
Sabato 11 Febbraio 2017, 18:41
fioraio 2017-02-11 17:56:17 - E chi vuole l'Austria? Per pagare tasse agli austriaci invece che agli italiani? Chi fa da sé fa per tre.
Sabato 11 Febbraio 2017, 17:41
Dutchmann 2017-02-11 15:48:49 - I dati di Unioncamere Veneto non sono reali ma delle proiezioni economiche elaborate in tre anni di lavoro. Il Veneto sarà così una volta ottenuta l'indipendenza, mentre ora è come dice lei. Come dire dopo la cura, prima della cura.
Sabato 11 Febbraio 2017, 14:34
Dutchmann 2017-02-11 11:12:06 - Se avessi sposato tutte le donne con le quali ho avuto un rapporto d'amore avrei un harem! Il matrimonio non può essere condizionato solo dai sentimenti ma deve passare al vaglio della ragione. Se no sono cavoli.
Sabato 11 Febbraio 2017, 14:21
cydonia 2017-02-11 13:32:23 - Ecco i numeri dell’indipendenza, a seguito di uno studio triennale di Unioncamere Veneto, riferiti nel 2014 dal direttore Gianangelo Bellati: «Il Veneto crescerebbe più della Cina – dichiarò il direttore di Unioncamere – ha un Pil pro capite inferiore solo a nove Paesi europei. Ogni anno risparmia 14 miliardi di Euro e qui il costo della pubblica amministrazione è di molto inferiore rispetto alle altre Regioni. Risparmiando sulle spese di funzionamento dello Stato Veneto, il risparmio complessivo sarebbe di 35,4 miliardi di euro. Capitali che permetterebbero all’amministrazione di liberare risorse per investimenti pubblici, con anche una riduzione delle tasse. In un anno il Pil del Veneto volerebbe a più 12 per cento». Bellati si riferiva agli effetti che avrebbe l'indipendenza, non l'autonomia, tanto meno il riconoscimento dei veneti come minoranza nazionale.
Sabato 11 Febbraio 2017, 10:55
de-senectute 2017-02-11 09:21:28 - Che tutti gli italiani abbiano antenati comuni non è affatto vero; il cosiddetto popolo italiano esiste per decisione politica dal 1861 e noi veneti vi facciamo parte obtorto collo dal 1866. Ma è proprio la varietà di popoli che la abita, ognuno con la sua storia, la sua cultura, la sua lingua, che costituisce la principale ricchezza dell'Italia. La storia dei veneti è diversa dalla storia dei romani, come l'arte veneta è diversa dall'arte toscana, come la lingua veneta è diversa dalla lingua sarda... Anche la cucina veneta ha le sue peculiarità. E tutto questo, ripeto, è meraviglioso, ed è anche per questo che gli stranieri amano tanto l'Italia. Ostacolare anziché esaltare le differenze è pura ottusità politica, e un sacrilegio come voler trasformare a colpi di falce un prato fiorito dai mille colori e profumi in un campo da calcio.
Sabato 11 Febbraio 2017, 09:38
Dallo Stato italiano non ci si poteva aspettare niente di diverso. Comunque per piacere basta con questa storia del veneto definito dialetto, vernacolo. Tutti subiamo quotidianamente i diversi vernacoli italiani, dal romanesco al toscano, al partenopeo, al calabro, spacciati per lingua nazionale attraverso le emittenti TV e nessuno se ne lamenta. Soprattutto il romanesco è il principale colpevole dell'inquinamento delle lingue popolari, della fine del congiuntivo e dell'analfabetismo di ritorno. Che lo parlino loro, convinti di parlare italiano, ma non pretendano che lo parliamo anche noi.
Giovedì 9 Febbraio 2017, 17:46
I due pericoli principali che mettono a rischio la sopravvivenza dell'umanità: l'incontrollata crescita demografica e il nucleare.
Mercoledì 8 Febbraio 2017, 15:39
La definizione "lavoro socialmente utile" è incredibile. Vorrebbe dire che vi sono lavori socialmente inutili. Un lavoro dev'essere socialmente utile altrimenti non è un lavoro, è un passatempo. E se non c'è lavoro per noi, a maggior ragione non ci può essere per degli stranieri.
Mercoledì 8 Febbraio 2017, 13:27
Papa Francesco mi sconcerta. E mi incute paura, perché non riesco a capire cosa abbia in mente. Assecondando, anzi esortando le migrazioni in atto rischia, anche senza voler scomodare San Giovanni, la Madonna di Fatima, Malachia o Nostradamus, di diventare veramente il Papa della fine del mondo. E non del mondo come lo conosciamo ma proprio del mondo inteso come pianeta. E' pacifico che la Terra, ormai sovrappopolata non possa sopportare di essere ulteriormente stressata da un'umanità di consumatori e inquinatori, quali i prolifici migranti sono destinati a diventare. Mi sembra che vi sia una sorta di follia suicida a dirigere il nostro destino.
Martedì 7 Febbraio 2017, 17:35
franco 505 2017-02-07 16:06:39 - Per realizzare la sua idea occorrerà prima mandare in pensione lo Stato unitario post savoiardo e quindi riprogettare tutto da capo. Ovviamente a quel punto non si parlerà più di Regioni come le intendiamo oggi, ma di Stati confederati. Il primo a nascere potrà essere proprio lo Stato veneto.
Martedì 7 Febbraio 2017, 15:18
Jucques de Molay 2017-02-07 13:25:29 - Purtroppo è così, ma oggi il Mondo, con l'elezione di Trump, si può affermare che abbia cambiato rotta. Per fortuna la globalizzazione sta mostrando il suo vero volto, più simile alla "livella" del grande Totò che alla panacea dell'umanità. Se l'UE non saprà mettersi sulla scia e si ostinerà a navigare da sola peggio per lei. Il futuro è nel recupero delle identità, delle autonomie, delle nazioni. Che non vuol dire dei nazionalismi, s'intende, quelli sono fantasmi del secolo scorso.
Martedì 7 Febbraio 2017, 14:20
Era ora!!!
Martedì 7 Febbraio 2017, 12:00
5ivano5 2017-02-07 09:48:01 - E io vorrei anche un'Italia nella quale delinquenti e morti di fame fossero delle mosche bianche, in cui politici e cittadini si rendessero conto della fortuna di esser nati in Italia e del ben di Dio che hanno ricevuto in eredità dal passato, lo conservassero gelosamente, con amore, e l'amministrassero con oculatezza. Sogni irrealizzabili, molto di più di un Veneto di nuovo libero, indipendente e sovrano.
Martedì 7 Febbraio 2017, 11:00
5ivano5 2017-02-07 09:48:01 - I veneti nominati hanno imparato così bene dalla scuola italiana da poter essere considerati a tutti gli effetti italiani modello.
Martedì 7 Febbraio 2017, 10:19
EnricoDandolo 2017-02-07 03:32:22 - Cioè?
Martedì 7 Febbraio 2017, 09:55
Un sistema ingegnoso come idea ma all'atto pratico un marchingegno che al momento di dover funzionare mi sa che non resterà altro che recitar novene. Non so come e chi potrà trovare i soldi per tenerlo sempre libero dalle incrostazioni, oliato e ingrassato, pronto per l'uso. Ammesso che funzioni, perché non è affatto detto.