ruzante

Commenti pubblicati:
Mercoledì 19 Settembre 2018, 16:40
Nella società di oggigiorno- ma in fondo è sempre stato così- il valore delle cose è dato dal prezzo. E questo spiega come mai vi siano mercanti d'arte senza scrupoli che si arricchiscono vendendo per arte a dei citrulli convinti di fare un buon investimento delle orribili croste, mentre delle vere opere d'arte siano considerate roba dozzinale. Spiega come mai subrette e calciatori godano di maggior fama e siano tenuti più in considerazione di dotti ma squattrinati studiosi. I problemi di Venezia legati al turismo sono iniziati col boom del turismo low cost. Basterebbe alzare i prezzi, far sparire le botteghe piene di ciarpame, a partire da quelle dei bangla, i venditori di grano, di rose, razzetti e ombrellini, gli accattoni, far pagare un costoso biglietto d'ingresso alla città, che probabilmente sarebbe subito rivalutata, sarebbe rispettata e non vi sarebbe alcun bisogno di regole severe e divieti.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 13:58
E' un pensiero ingenuo considerare un museo qualcosa di morto. Un museo che si rispetti deve anzi essere quanto mai vivo e attivo nel recupero, nella conservazione e nella valorizzazione di ciò che che contiene. Magari Venezia fosse considerata alla stregua di un museo, quale di fatto è. Mentre è abbandonata in balia di approfittatori senza scrupoli e ignoranti, sfruttatori, distruttori, saccheggiatori.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 13:37
L'Unione Africana si avvale evidentemente di interpreti incapaci.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 10:58
Io ho visto turisti persino pranzare in piedi in un campo attorno a una vera da pozzo antica usandola come tavola imbandita. Con pietanze acquistate in vaschette da asporto nel vicino supermercato, bicchieri e stoviglie di plastica. Non erano seduti ma la visione non era di certo edificante.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 10:38
Mi rendo perfettamente conto che ciò che sto per dire è indimostrabile, ma a volte mi sfiora l'idea che l'aumento dell'omosessualità (sempre che sia in aumento) possa addirittura essere uno strumento di autocontrollo demografico messo in atto dalla Natura, che alcuni sostengono sia dotata d'intelligenza, della quale l'umanità fa parte. Sempre che ne faccia parte e non sia stata invece "calata" sulla Terra da un altro pianeta a opera di alieni, come altri sostengono. Tale seconda ipotesi, per quanto possa sembrare fantasiosa, giustificherebbe in realtà il comportamento anomalo dell'essere umano rispetto agli animali, i quali si autoregolano numericamente in modo che vi sia armonia tra le varie specie e razze e nessuna prenda il sopravvento sulle altre. Cosa che l'uomo sta facendo da sempre con effetti disastrosi a livello planetario.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 08:20
Bisogna saper leggere, interpretare, ma anche tradurre correttamente i testi antichi, tra i quali la Bibbia. Chi la traduce senza pregiudizi religiosi, come Mauro Biglino, ne dà una lettura radicalmente diversa da quella canonica.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 08:06
Non oso pensare alla fine che farebbe buona parte delle nostre opere d'arte se si consolidasse l'ingerenza mussulmana in Europa.
Martedì 18 Settembre 2018, 22:17
"Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu" sosteneva Tommaso D'Aquino: Non possiamo avere niente in testa se prima non l'abbiamo sperimentato. Io credo che papa Francesco farebbe meglio a parlare di cose che conosce, che sperimenta di persona. Cosa ne sa di sesso? Sarebbe meglio che invece di parlare di sesso, parlasse piuttosto delle sue conseguenze nefaste. Quelle sì che può ben vedere e sperimentare. Parli finalmente della spaventosa proliferazione del genere umano, e quindi della necessità del controllo delle nascite, parli di anticoncezionali invece che di sesso e di passione. Raccomandi a chi lo ascolta di smetterla di prolificare senza ritegno, perché al mondo siamo già in troppi. E, visto che ama rapportarsi con i leader di altre religioni, si faccia paladino di codesto messaggio. Un mondo sovraffollato non potrà mai essere un mondo in pace.
Martedì 18 Settembre 2018, 21:35
Detta così sembrerebbe una cosa da niente. Se bastasse un referendum per rispettare la volontà popolare, e soprattutto se fosse possibile fare dei referendum che non fossero all'atto pratico dei semplici sondaggi, sarebbe già risorta da tempo la Repubblica di Venezia.
Martedì 18 Settembre 2018, 08:08
C'è turismo e turismo. Quello che abbiamo ora è distruttivo e porta soldi essenzialmente alle multinazionali, ai cinesi, ai bangla e ad alcune lobby di faccendieri.
Lunedì 17 Settembre 2018, 10:32
Non ho visto finora tentativi seri di regolamentazione del flusso turistico ma solo risibili palliativi. Non si può pensare di fermare o dirottare delle persone al momento di raggiungere la meta agognata dopo che hanno prenotato il soggiorno, l'hanno pagato, hanno viaggiato per ore in aereo, in treno o in automobile. Non si invita a cena qualcuno e poi, una volta arrivato, tenerlo fuori della porta di casa. I blocchi andrebbero messi prima, al momento stesso di effettuare la prenotazione, che potrebbe essere effettuata contestualmente sia della camera (o dell'appartamento o dell'hotel) che dell'ingresso in città, con l'aggiunta a discrezione di varie opzioni, tra le quali i biglietti prepagati per i vaporetti, per la visita a musei e quant'altro. Non credo che ci vorrebbero grandi sforzi per organizzare visite guidate perché di solito chi ama Venezia sa già dove andare. E chi viene con l'idea che sia una località balneare dove sia lecito fare i tuffi in Canal Grande è meglio che se ne stia a casa sua o che vada appunto in una località balneare.
Domenica 16 Settembre 2018, 19:35
Ho tirato in ballo i negozietti dei bangla perché sono la più evidente rappresentazione visiva del degrado della città, della perdita del buon gusto e direi della dignità. Il paragone visivo tra l'eleganza, l'armonia estetica che contraddistingue Venezia, espressione di antichi splendori, e la sciatteria kitsch di quell'accozzaglia di cineserie è come un pugno in un occhio. Sono negozietti a misura del turismo attuale, un turismo di massa irrispettoso e per lo più ignorante che non si addice a Venezia, e che la sta distruggendo. A veder gente arrivare da Mestre frastornata con tanto di mascherina e parrucca come se fosse sempre carnevale- ne ho vista anche stamane- mi rattrista. Ma il problema più grosso non è tanto costituito dalla qualità quanto dalla quantità dei turisti. Fiumane di turisti che invadono le strade e intasano il passaggio sui ponti. Quanto potrà durare integra la città sottoposta a un tale stress?
Domenica 16 Settembre 2018, 14:09
L'Europa Unita sarebbe una gran cosa, ma senza quel genere di personaggi come il ministro Asselborn e la sua combriccola di globalisti. Comunque can che abbaia non morde. Non avranno vita lunga. Politicamente intendo.
Domenica 16 Settembre 2018, 10:53
Mestre, famosa meta del turismo internazionale. Ma per carità! Questa mattina sono uscito di casa presto per far due passi prima dell'arrivo della masnada dalla terraferma che inizia verso le nove. E ora sono barricato in casa. E' vita questa? Stanno distruggendo Venezia. Ormai sotto casa ho solo botteghe di bengalesi e bar. Ma è così dappertutto.
Sabato 15 Settembre 2018, 14:38
Però Elise, te lo dico col cuore (anzi t'è l'ho dicco col quore, così capisci meglio), hai stancato!
Sabato 15 Settembre 2018, 12:06
Noi li consideriamo animali da compagnia ma c'è chi li considera invece da carne. Vanno a finire in pentola, mi pare ovvio. Chi ama il proprio gatto deve tenerselo a casa. Siamo arrivati a questo, neanche fossimo in tempo di guerra.
Sabato 15 Settembre 2018, 11:45
Non lo penso proprio. A rimanere isolati anzi esclusi saranno a breve quei politici del'UE al servizio delle oligarchie mondialiste finanziarie e industriali.
Sabato 15 Settembre 2018, 08:58
Ah beh allora, se lo dice lei...
Sabato 15 Settembre 2018, 08:57
In ogni caso il paragone non regge. Gli italiani emigrati in Lussemburgo erano europei che si spostavano in un altro stato europeo. Altra lingua ma comune matrice culturale e religiosa.
Venerdì 14 Settembre 2018, 16:58
Mi ha tolto la parola di bocca. I veneti hanno sempre portato con sé le loro tradizioni e le loro conoscenze, rispettando però le altrui.
Venerdì 14 Settembre 2018, 16:48
Dipende dalla retribuzione. Se calassero le tasse, alberghi e ristoranti potrebbero permettersi di pagare il personale di più, anzi il giusto, e potrebbero offrire un servizio migliore senza rischiare il fallimento.
Venerdì 14 Settembre 2018, 16:28
Non vedo da tempo a Venezia camerieri, cuochi o commessi che non siano rumeni, moldavi, indiani, eccetera. Sono comunque d'accordo, prima di tutto bisogna far sì che si creino posti di lavoro. Solo chi lavora a Venezia può aver interesse a risiedervi.
Venerdì 14 Settembre 2018, 16:24
Ora come ora a far business col turismo veneziano sono più i mestrini che i veneziani stessi. Ci sono appartamenti messi in pubblicità ovunque in terraferma, persino a Mogliano, a prezzi ovviamente concorrenziali. Per i veneziani, data la tipologia di moltissime case, anacronistiche, inadatte ad essere abitate stabilmente a scopo residenziale perché scomode e troppo dispendiose, è spesso l'unico modo per occuparle e mantenerle. Ma non si pensi che a conti fatti gli introiti per i privati con le seconde case locate a turisti siano chissà che business. A guadagnare sono gli intermediari, le agenzie che si occupano appunto di locazioni turistiche e che gestiscono decine di appartamenti, che non pagano né IMU né TASI né TARI né bollette, non devono pagare i danni fatti dai turisti né sostenere i costi di manutenzione degli immobili sottoposti a un logoramento decisamente superiore alla norma.
Venerdì 14 Settembre 2018, 16:01
Effettivamente è un discorso, come lui stesso ha ammesso, da anziano. Non credo che possano riemergere nazionalismi sul tipo di quelli del passato e che possano scatenarsi ancora guerre combattute con le armi tra i paesi europei. Ciò non toglie che vi possano essere guerre travisate, combattute non con armi convenzionali ma con quelle della finanza. Ed è quello che in effetti sta accadendo, e quello a cui, se ho ben inteso, ha alluso a conclusione del suo ragionamento.
Venerdì 14 Settembre 2018, 11:04
Al contrario. Venezia è una città talmente singolare, che richiede da parte di chi vi abita e vi lavora non solo attitudini particolari e disponibilità al sacrificio ben superiori a quelle richieste altrove ma anche un impegno economico ben maggiore, che per tali ragioni dovrebbe essere zona franca.
Venerdì 14 Settembre 2018, 10:42
Parole sante. Difficile e aggiungo cara e faticosa. E per gente particolare, che può permettersi di vivere senza fretta, e che per carattere e cultura è disposta a sacrifici non da poco pur di stare in mezzo alla bellezza e all'arte. Certo che non è da tutti capirla e amarla, e lo vediamo.
Venerdì 14 Settembre 2018, 09:41
Stanno sparando le ultime cartucce.
Venerdì 14 Settembre 2018, 08:41
I veneti non hanno bisogno di messaggi contro il razzismo, perché se c'è un popolo storicamente disponibile alle aperture, agli scambi commerciali e culturali, ai rinnovamenti, questo è il popolo veneto. Ma è anche un popolo che, nonostante questo, e nonostante abbia perduto la sua sovranità millenaria, ha saputo mantenere integra la sua identità. Persino i veneti espatriati hanno portato con sé la laboriosità e l'inventiva che li contraddistingue mantenendo inalterate la loro natura, le proprie tradizioni, la propria lingua, il loro attaccamento alla terra d'origine. Difendere la propria terra e la propria identità non si chiama razzismo.
Giovedì 13 Settembre 2018, 16:46
I cinesi si sa che sono una potenza. Zitti zitti stanno impadronendosi di tutto, anche dell'Africa. I bengalesi sono un mistero, a meno che non siano pure loro manovrati dai cinesi.
Giovedì 13 Settembre 2018, 13:06
Mi auguro che molti giovani bengalesi, una volta divenuti medici, professori e politici, facciano ritorno alla loro terra per renderla migliore. Anche il Bangladesh potrebbe diventare un paese straordinario con uomini maggiormente dediti alla cultura che alla riproduzione.