franco-o

Commenti pubblicati:
Martedì 10 Luglio 2018, 12:22
Io comunque sarei per la libertà di decisione. ognuno sia libero di vaccinarsi o no; In caso di malattia ai genitori dei non vaccinati dovrebbe essere addebitata la differenza di spesa fra la vaccinazione e la cura sostenuta e in caso di terze persone contagiate da non vaccinati addebitare a questi ultimi la differenza di costi sostenuti dalla società (solo la differenza) e gli eventuali danni ai terzi contagiati; questo perchè nella società civile oggi è obbligatorio comportarsi in modo responsabile per non provocare danni ad altri.
Martedì 10 Luglio 2018, 12:15
Da bambino ricordo una "mobilitazione" per i vaccini anti TBC (che fino a pochi decenni fa era una tragedia, ricordo parenti in "sanatorio"). Il risultato è stato che la TBC era sparita e non mi pare sia sta seguita da "reazioni" di qualche gravità, anzi sembrerebbe "nessuna reazione". Adesso sta tornando sia perchè qualche anno fa gli immigrati non erano vaccinati (adesso a volte lo sono più di noi) sia per l'intensificarsi esponenziale del turismo fuori dall'europa. Spero che per tenere sotto controllo la cosa non si aspetti che un ventenne di oggi arrivi a 70 anni per controllare se può avere qualche reazione nella procreazione a lungo termine.
Martedì 10 Luglio 2018, 12:07
Esatto. anzi, una leggera febbricola è la prova che l'organismo ha reagito e si è preparato in caso di malattia "vera".
Martedì 10 Luglio 2018, 12:06
Negli anni passati si vaccinavano tutti per le profilassi usuali (nessun preside o docente ha 15-16 anni); nessuno predicava "più bacini, meno vaccini". Si può verificare per malattie per le quali qualche tempo fa non ci si vaccinava. Io ho 63 anni e mi sono vaccinato per l'epatite B l'anno scorso.
Martedì 10 Luglio 2018, 10:51
nel numero dei casi segnalati rientrano solo quelli nei quali la reazione, in qualche modo, anche minimo, è stata accertata o anche quelli che nei quali è stato accertato che non c'era niente e quindi potevano essere strumentali?
Venerdì 6 Luglio 2018, 16:59
C'è del vero, parecchio, ma fra banche venete, Mose, autostrade e sanità in project financing e adesso anche partiti arraffoni (ma stavolta, per la verità, sono principalmente lombardi) non credo proprio che noi veneti possiamo esibire medaglie di onestà. E ancora peggio: quello che è stato rubato nelle operazioni di cui sopra non appare fra nessun debito, in parte è sparito direttamente dal conto in banca e in parte sarà pagato in 25 anni, quando, spento il fuoco, la pentola non bollirà più e Pantalone si sarà rassegnato.
Venerdì 6 Luglio 2018, 09:28
Ma gli puoi pignorare la casa, i mobili, la macchina, parte dello stipendio o della pensione....(proviamo a pignorare gli stipendi dei parlamentari leghisti e in un pò di tempo è tutto ripianato.
Venerdì 6 Luglio 2018, 09:18
neppure al mercato dei polli fanno discorsi così stupidi. L'unico argomento che potrebbe avere senso è "i soldi erano dovuti" e se si dimostra che erano dovuti la faccenda si chiude. Se non erano dovuti devono essere restituiti: punto. Non ha nessun senso dire che non ci sono più, che sono già stati spesi, che sono indispensabili per far funzionare il partito, che il partito è stato votato dal popolo. Se non erano dovuti devono essere restituiti, come qualsiasi ladro deve restituire la refurtiva. Un ladro non può dire che non restitituisce perchè ha speso tutto, sarebbe comodo, si fa una colletta, un mutuo, si "vende la casa". Quindi non vanno restituiti solo se erano dovuti. Tutti gli altri argomenti sono scemenze: un partito votato dal popolo non è stato votato per rubare, anzi è stato votato perchè ha promesso di non rubare. Un partito non può sostenere di dover rubare per svolgere la sua funzione altrimenti diventa una organizzazione criminale, il Presidente della Repubblica non può "perdonare" un ladro se la Cassazione ha emesso la sentenza, dovrebbe farlo anche con gli altri ladri altrimenti per un solo soggetto si inventa un quarto grado di giudizio che non esiste. Il fatto che siano cambiati i quadri del partito non ha significato perchè la sentenza non si rivolge alle persone ma al partito, quindi chi lo ha ereditato provvede alla restituzione (con i soldi del partito, non con i suoi) come un Sindaco che liquida anche eventuali spese deliberate dal Sindaco precedente. Quindi, ripeto, l'unico argomento sarebbe "non sono un ladro perchè quei soldi erano dovuti"; in quel caso non si restituisce. La Cassazione però ha detto che sono stati percepiti illegittimamente: uno dei due sbaglia.
Giovedì 5 Luglio 2018, 18:54
Figurati che a volte gli italiani partono in macchina per portarli a scuola e poi vanno da qualche altra parte e se li dimenticano in un parcheggio sotto il sole.....
Giovedì 5 Luglio 2018, 12:40
Quando insultano sono esattamente uguali; dal punto di vista scientifico vincono 1000 ad 1 i pro vax perchè qualche effetto collaterale, anche grave, c'è ma numericamente è infinitesimo rispetto ai vantaggi. Basta vedere che certe malattie sono proprio sparite (e forse per quello i no vax gridano al vaccino inutile, ma tornerebbero a breve).
Mercoledì 4 Luglio 2018, 16:28
Siamo alla farsa: è allucinante. Se un governo dicesse che per una questione di diritto di libera scelta non obbliga a vaccinarsi sarebbe irresponsabile nei confronti di chi eventualmente si ammala per colpa di altri (e per non aver tutelato quindi la salute pubblica) ma avrebbe una logica. Dire che siccome chi non si vaccina non può esibire un certificato ma può presentare una autocertificazione falsa (perchè se uno fosse vaccinato è disponibile il certificato vero) è veramente pazzesco. Io spero intervenga l'Europa, visto che poi la gente viaggia e contagia anche gli altri, ma al di la di questo è il principio che è pazzesco. Penso a quel malato di aids che ha contagiato un sacco di donne e che potrebbe autocertificare di essere stato sano. non ci sono parole.
Mercoledì 4 Luglio 2018, 16:17
C'è chi ragiona con "ragionamenti" e numeri e chi non riesce ad andare al di la dello slogan. Se uno si rende conto che le sue motivazioni sono slogan per "menti semplici" non si siederà mai ad un tavolo dove la massa sensibile agli slogan non c'è e i ragionamenti seri ti danno torto marcio. La società della comunicazione facile porterà anche in futuro ad accentuare queste problematiche.
Mercoledì 4 Luglio 2018, 15:34
Il principio ci sta anche, ma i soldi che hai versato per la tua pensione sono stati usati per pagare le pensioni facili di lavoratori italiani, non stranieri; gli stranieri per ora sono solo giovani e, se regolari, possono solo pagare. Se il discorso invece si allarga e non si parla solo della pensione ma anche dell'assistenza agli irregolari, questo è evidentemente solo un capitolo in passivo, ma non grava sull'INPS bensì sullo stato, lo stesso stato che ha consentito ad un partito di arraffare 49 milioni da investire in diamanti, titoli in Tanzania ecc.
Mercoledì 4 Luglio 2018, 15:24
E' assolutamente ovvio quello che dice Boeri. E, seguendo la raccomandazione di Salvini, Boeri sta pensando all'INPS. E' evidente che i lavoratori regolari che arrivano ora sono tutti giovani e, proprio perchè regolari, pagano i contributi come qualsiasi altro lavoratore, anche se hanno moglie e figli (come gli altri lavoratori); fra trent'anni anche loro, avendo pagato i contributi, chiederanno la pensione e, siccome i contributi da loro pagati sono già stati spesi da anni per pagare i già pensionati, toccherà ai giovani di domani versare i contributi anche per gli immigrati; e la ruota gira. Si tratta di scegliere: lasciamo senza soldi l'INPS adesso o fra trent'anni? Molto diverso è il discorso sugli irregolari: questi evidentemente non pagano nulla (non potrebbero neppure farlo, ma comunque non lo fanno) e per loro lo stato spende dei denari in salvataggi ed assistenza, ma non sono a carico dell'INPS per cui non tocca all'INPS tenere conto di questo. Quindi Boeri dice una verità sacrosanta, anche senza studiare i numeri anche un deficiente (forse non Salvini?)capirebbe che se arriva improvvisamente una generazione di tutti giovani e regolari l'INPS ne ha solo vantaggi almeno fino a quando cominceranno ad andare in pensione, poi non fa più differenza perchè ad un versamento fatto corrisponde una pensione erogata. E' anche altrettanto vero che certi lavori gli italiani non vogliono farli: basta andare nelle concerie, nei centri di selezione dei rifiuti da incenerire, nelle segherie di marmo, nelle stalle dell'Emilia ecc. Mi pare che sia Salvini che finge a tutti i costi di vivere su Marte.
Lunedì 2 Luglio 2018, 18:25
Non sono un sognatore, semplicemente mi fanno abbastanza schifo quelli che si professano adepti di una religione senza crederci per niente. Io ho una mia opinione che non mi metto a spiegare, ma non credo minimamente che ci sia un aldilà, credo che la religione sia una professione di appartenenza ideologica e culturale e che la ritualità sia un modo per consolidare lo spirito di appartenenza a questo modello. Se un modello religioso non è conforme alle mie idee non faccio finta di osservarlo, non ha alcun senso, diventa un penoso teatrino, visto che da noi c'è piena libertà religiosa. Mi viene da pensare che quelli che si arrabbiano per le posizioni cristiane sono quelli che sotto sotto un po' di paura dell'inferno ce l'hanno per cui vorrebbero che tutti avessero la loro stessa posizione in modo che "tuuti colpevoli = nessun colpevole". Tranquilli: l'inferno nell'aldilà non c'è, quello che può esserci è tutto nell'aldiqua. E comunque, per chi ci crede, se ci fosse un Dio nell'aldilà non sarebbe così "piccolo" da farsi prendere in giro da chi fa finta....
Lunedì 2 Luglio 2018, 17:36
No. lo pensavo anch'io una volta ma è una palese ipocrisia. Se uno si ritiene cristiano e frequenta la chiesa deve credere nei principi cristiani, altrimenti ne stia fuori, non è ne un crimine ne una vergogna. La chiesa si riunisce attorno ai principi di Cristo, anche se qualche prete non li rispetta (non cambia la bontà dei principi). Chi non si riconosce in tali principi non deve pretendere di farne parte; chi invece in tali principi si riconosce ha pieno diritto di farlo pubblicamente e il prete ha fra i suoi compiti anche quello di indicare i comportamenti coerenti con lo spirito cristiano, senza paure, senza ipocrisie, senza far finta di non conoscere nomi e comportamenti. Poi un cittadino può frequentare questa "associazione" o non farlo, liberamente. Però se certi comportamenti, anche dei politici o della politica, sono contrari allo spirito cristiano, il prete ha pieno diritto, anzi esplicito compito e dovere di dirlo. Se uno non condivide questo "spirito cristiano" alla cui base c'è l'aiuto, l'accoglienza, il rispetto per tutti, cosa ci va a fare in chiesa? Probabilmente la stessa cosa che un tifoso accanito della juve andrebbe a fare ad una riunione del club Milan.
Lunedì 2 Luglio 2018, 17:23
Veramente il prete ha predicato in chiesa, in un luogo aperto a tutti ma dedicato a chi esercita l'insegnamento di Cristo, quindi quel che ha fatto è pienamente legittimo. avrebbe fatto male a predicare in piazza, dove possono stare anche persone che non condividono le sue idee (per es. musulmani, buddisti, atei ecc.) Chi non vuol sentire predicare gli insegnamenti cristiani non dovrebbe andare a messa, potrebbe entrare in chiesa quando non ci sono funzioni ad ammirare l'arte, ma non a messa.
Lunedì 2 Luglio 2018, 17:13
E invece il parroco ha ragione: essere cristiani vuol dire seguire l'insegnamento di un tal Cristo; non è obbligatorio, non è un crimine non essere cristiani, io non credo in nessuna forma di aldilà, ritengo che l'insegnamenti di Cristo sia "buono" nel senso che è finalizzato ad una società migliore. Ognuno è libero di seguire o meno l'insegnamento cristiano, per fortuna non siamo in uno di quei paesi dove la religione è obbligatoria. Però se uno ritiene di scegliere il "modello" cristiano non può rifiutare inorridito la parte che adesso non gli piace: allora rifiuti quel modello, si dichiari apertamente ateo (ripeto non è ne un crimine ne una cosa di cui vergognarsi) o segua una religione che è più coerente con le sue idee. E il prete ha fatto bene anche a fare nome e cognome, perchè Salvini le sue opinioni le esprime pubblicamente, non lo ha fatto "nel confessionale", quindi è ipocrita far finta di non sapere chi e cosa. Allo stesso modo i fedeli che non condividevano le posizioni cristiane (perchè l'accoglienza, l'aiuto ecc. sono alla base del cristianesimo, anche se non sempre praticate) hanno fatto bene a lasciare la chiesa perchè in quel luogo si praticano (o si dovrebbero praticare) idee e comportamenti per loro sbagliati; per tal motivo non dovrebbero più metter piede in una chiesa, se non per turismo, cioè per ammirarne le opere d'arte, ma non per identificarsi come cristiani. E' una semplice questione di coerenza. Non si può dire "sono cristiano" (perchè suppongo che quelli che erano a messa si ritengano tali) e contemporaneamente rifiutare i principi che sono alla base del cristianesimo.
Venerdì 1 Giugno 2018, 17:24
Potrebbe essere. Nel ns caso la mamma sta provando con le cattive a dire all'obeso che deve mettersi a dieta mentre l'obeso chiede continuamente al vicino (tutto atletico e in forma) di piluccare nel suo piatto: prima o dopo si incazzano sia la mamma che il vicino. è vero che ci vorrebbero le stesse regole fiscali e assistenziali per tutti per poter vivere serenamente con una moneta unica ma l'italia sarebbe la prima ad opporsi. Avere le stesse regole significherebbe avere la stessa severità, lo stesso numero di auto blu, gli stessi stipendi per i barbieri dei parlamentari, la stessa età pensionabile (a questa ci siamo forse arrivati adesso) lo stesso numero di uscieri, fattorini, portaborse ecc. quando mai!!!!
Venerdì 1 Giugno 2018, 17:17
I tedeschi lavorano effettivamente meno di noi (meno ore lavorate intendo) ma producono molto di più. quindi il problema non dovrebbe (almeno in teoria) essere l'operaio ma il sistema che è inefficiente. E' un pò come avere un acquedotto che non perde e con poca acqua soddisfi tutti mentre se è pieno di buchi puoi immetterne continuamente e l'ultimo della rete sarà sempre a secco.
Venerdì 1 Giugno 2018, 09:32
Non ha tutti i torti, prima l'europa era la speranza che qualcuno metta freno al disastro, ora è la scusa per non provarci neppure e se ci provano loro si grida all'ingerenza. E' vero che l'Europa potrebbe essere migliore, ma è anche ovvio se vedi continuamente uno sulla porta con il cappello in mano ti domandi se non ha altro da fare. Poi se merita è giusto aiutarlo, se vedi che ne approfitta gli dai un calcio nel sedere. E a proposito di frasi razziste Salvini non dovrebbe mai neppure sfiorare l'argomento perchè è abbastanza evidente che noi siamo per l'europa esattamente quello che gli immigrati sono per noi.
Giovedì 17 Maggio 2018, 15:50
Concordo su tutto, sulla lettera e sulla risposta. C'era un'occasione unica (e probabilmente irripetibile) di andare avanti; non è stata persa per caso, si è scelta l'altra strada, consapevolmente. E' stato fatto perchè Renzi era antipatico? ma Renzi bastava non rieleggerlo mentre il 33% dei parlamentari in più (con relativi autisti, portaborse segretari e altri accessori) ce li terremo per molti anni ancora, in'altra occasione simile non si presenterà presto. Certo: la maggioranza può sbagliare (ma è uno sbaglio?). io sostengo sempre che se si facesse un seggio elettorale dentro una prigione probabilmente verrebbe eletto il più ladro di tutti e se si facesse dentro un manicomio sarebbe eletto uno che si crede Napoleone: è la legge della democrazia e dell'uguaglianza. Si basa sul presupposto che ladri e pazzi siano una minoranza della popolazione (speriamo sia vero). Le alternative alla democrazia sono tutte peggiori (o più rischiose). Chi vivrà vedrà. Certo che si dice "una bella soddisfazione non è mai pagata" ma la soddisfazione di bocciare Renzi la stiamo già pagando cara: forse si dovrebbe dire "una bella soddisfazione va sempre pagata cara ma sono disposto a farlo", sarebbe più sensato.
Giovedì 10 Maggio 2018, 11:55
Ma un sistema di governo democratico non è una corsa in bicicletta: al giro d'italia vince uno solo anche se i partecipanti fossero 1000 ma nel governare uno stato, un sistema dove uno comanda anche se ci sono 1000 cittadini si chiama dittatura. La democrazia prevede la maggioranza forse anche partendo dal principio (non so se perfetto) che se in una comunità ci sono dei pazzi, questi "dovrebbero" (in teoria) essere relativamente pochi e quindi il potere alla maggioranza dovrebbe essere la garanzia che un pazzo non dovrebbe mai poter governare da solo o con pochi compari. Altrimenti siamo come in Corea del Nord, dove non c'è dubbio che chi comanda è uno e gli altri sono nessuno, anche se sono tanti.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 14:52
Io direi il contrario: se Salvini si presenta come leader della sola lega sarà necessariamente la stampella di DiMaio, i numeri non sono interpretabili (ne ha metà). Se invece Salvini si presenta come leader della destra è lui a disporre di più voti e quindi sarà DiMaio la stampella di un governo di destra. Poi però nessuno dei due dovrebbe essere impotente perchè nessuno dei due può fare a meno dell'altro e piuttosto che rischiare di perdere tutto (dopo tutta la bramosia dimostrata per la sedia)entrambi scenderanno a patti. Non vedo nessuno dei due tanto fedele alla linea annunciata in campagna elettorale da rinunciare alla sedia per una questione di principio: al diavolo i principi.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 14:42
Si, si metteranno d'accordo in qualche modo, ci mancherebbe che dopo tutta la battaglia all'ultimo sangue per avere la poltrona più alta adesso uno dei due rinunci anche allo sgabello, non sia mai......troveranno un modo per suddividersi la torta, il voto comporta comunque dei rischi.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 12:45
Oppure i politici (si fa per dire) smettono di comportarsi da bambini capricciosi e si metto a fare i Politici, cioè a trattare fra tutti alla ricerca della migliore soluzione ad ogni problematica per tutto il paese. Adesso stiamo assistendo ad un vergognoso teatrino dove ognuno dice "tocca a me più che a te e lui non lo vogliamo perchè è cattivo" come facevano anche quelli della mia generazione, per la verità, ma hanno smesso finito l'asilo. Adesso mi tocca sentire dei personaggi che per tutta la campagna elettorale urlano che il governo precedente ha fatto porcate (arrivando proprio a dare del maiale -più precisamente della scrofa- all'avversario politico, cosa mai sentita da quando è nata la repubblica)e che la prima cosa che si farà sarà fare tabula rasa di quanto fatto precedentemente, poi a risultato elettorale ottenuto, vanno dal PD a chiedere "ci date una mano a cancellare quel che avete fatto voi?". Ma ha senso? Io credo che prima che una persona possa candidarsi alle politiche gli si dovrebbe fare un test per vedere se è in grado di intendere e volere o se è completamente scemo e in quest'ultimo caso non consentirgli di candidarsi.
Martedì 8 Maggio 2018, 16:37
Un primo passo perchè una delle camere fosse su base esclusivamente regionale era sto fatto ma non è piaciuto...
Martedì 8 Maggio 2018, 15:45
Il fatto è che con la destra unita Salvini è leader e DiMaio è stampella, con la destra divisa DiMaio è leader e Salvini è stampella. Personalmente credo che DiMaio non possa permettersi di scegliere il mezzo avversario che più gli piace. Certo si sono comportati entrambi in maniera squallida, ma avevano cominciato così in campagna elettorale e nessuno dei due aveva molta scelta: entrambi hanno sputato in aria a più non posso e adesso lo sputo gli ricade miseramente addosso. Anche accordandosi ormai la figura è ben meschina.
Martedì 8 Maggio 2018, 15:30
L'attuale legge elettorale non mira all'instabilità ma alla democrazia. Perchè un sistema possa dirsi democratico deve essere retto da un "gruppo" (chiamiamolo come vogliamo) che risulti portavoce di almeno il 51% dell'elettorato. Diversamente non si può parlare di democrazia. Un premio di maggioranza può essere "tollerato" per limare decimali, ma anche così vende il voto dei cittadini disuguale. Il fatto è che la classe "politica" (si fa per dire) di oggi non è composta da Politici ma da bambini capricciosi (e se uno a 30-40 anni è un bambino capriccioso ha qualcosa che non va) che bisticciano "tocca a me, no tocca a me, tocca a me più che a te, lui è brutto e cattivo" ecc. Il compito di un politico degno di questo nome dovrebbe essere quello di mettere insieme una squadra che, anche a costo di ingoiare qualche rospo (se non ha la maggioranza assoluta è doveroso), rispetti il volere della maggioranza degli italiani, non di una o l'altra minoranza. Democrazia è necessariamente mediazione, altrimenti bisognerebbe che i cervelli della gente fossero fatti in serie e tutti pensassero in uno o due modi ben codificati (sopprimiamo gli altri? anni fa si faceva ma non è rimasto un bel ricordo). Purtroppo rimpiango la prima repubblica, a suo tempo ci ho sputato addosso anch'io ma sbagliavo. mai avrei immaginato che in quella successiva il livello dei "politici" (uso le virgolette perchè è chiaramente un eufemismo) sarebbe sceso a questo squallido livello.