Voltigene

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Venerdì 23 Novembre 2018, 21:38
Ogni volta che lei scrive qualcosa c'è sempre un grosso problema di logica: prima reclamizza ossessivamente il suo sedicente "comitato" politico/giacobino per l'abolizione di tutte le regioni e poi, colmo di gioia puerile ed euganea, saluta con il "bye bye" solo la Regione Veneto? E le altre regioni allora le vanno bene? Perché quelle a Statuto Speciale le stanno così simpatiche? Solo il Veneto le provoca l'orticaria?
Venerdì 23 Novembre 2018, 14:48
LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI CLAUDIO PROS - PARTE 2a. Qualcuno dalla folla, non più festante, timidamente prende parola: “Monsieur Général Claudio Pros… perdoni l’ardire… ma fu proprio lei a sostenere il nostro passaggio ad una regione a Statuto Speciale, ma ora che ne sarà dei privilegi e degli sconti? Io mi sono appena comprato una Hummer americana che mi fa solo 2 chilometri con un litro di benzina!”. Il generalissimo del COMITATO non batte ciglio: “Mon cher frère sappadien, io ho sempre detto che volevo abolire le regioni, lo scrivevo anche 10 volte al giorno! Dovevate tenervi ben informati leggendo i miei commenti, troppo comodo lamentarsi ora!”. E così il Generalissimo ordina alle Guardie della Rivoluzione di arrestare il pericoloso sovversivo. Ma intanto un’altra voce coraggiosamente si azzarda a dire: “Monsieur Général Claudio Pros... ma fu proprio Lei a dirci che noi siamo un’isola linguistica germanofona e pertanto non potevano e non dovevamo stare mescolati con gli assiro-venesssiani. E così ci siamo ritrovati in Friuli Venezia Giulia e scopriamo che a Trieste, il capoluogo regionale, si parla veneto-triestino: in ogni osteria si incontra sempre Lorenzo Pilat che canta “Ciribiribin paghé una bira”… E poi si parla veneto anche a Muggia, Monfalcone, in tutta la Bisiacaria, a Grado, a Marano Lagunare e in mezza provincia di Pordenone… e in tutto il resto della regione parlano furlan, ma nessuno parla come noi!”. Il Generalissimo non si scompone, e con fermezza risponde: “L’unica lingua riconosciuta dal COMITATO è quella Etrusco-Euganea che nel tempo si è evoluta diventando il “fiorentino illustre” comunemente conosciuto anche con il nome di “lingua italiana”. Tutto il resto sono orrendi dialetti inventati dalla DC e dal PC negli anni ’70, compreso quello che parlate voi!”. E così il Generalissimo ordina alle Guardie della Rivoluzione di arrestare il pericoloso sovversivo. Poi lascia il palco per ritornare di corsa nella sua Euganea a demolire le stramaledette mura ellenico-venesssiane del ‘500, vera causa dei cambiamenti climatici del globo terrestre. I sappadini invece tacciono mesti, hanno imparato a loro spese un antico proverbio euganeo che dice così: “scoltar el Cràudio Pros A ze cofà che ndar fora per teghe e tornar co fazołi”.
Venerdì 23 Novembre 2018, 14:29
E gli Euganei, con quale regione a statuto speciale li mandiamo a gioire entusiasti perché pagheranno meno tasse? Suggerisco la Sicilia
Lunedì 19 Novembre 2018, 13:29
Claudio Pros, le sue presunte “correzioni” contengono svariate imprecisioni, lacunosità e fallacie argomentative. 1) Il Doge era una carica elettiva che incarnava il supremo magistrato nell’ordinamento della Repubblica. Il termine stesso fa riferimento al “dux” dell’Impero Romano, ovvero un comandante di truppe nominato dall’autorità imperiale. Il termine Dogado indica una delle tre grandi aree amministrative in cui si divideva la Repubblica e corrispondeva al territorio metropolitano della capitale, non era quindi un feudo di proprietà personale del Doge, né della sua famiglia o eredi. Lo stesso dicasi del Palazzo Dogale che era un edificio pubblico. Se si dovesse ragionare come fa lei allora il Presidente Mattarella sarebbe il legittimo proprietario del Palazzo del Quirinale e come tale potrebbe trasferire questo suo diritto ai suoi eredi. La Serenissima Repubblica Veneta era repubblica in quanto tale, e non solo nominalmente, perché il potere del Doge era fortemente limitato da quello degli altri organi collegiali che, a tutti gli effetti, gestivano e amministravano il potere dello Stato. Il fatto che la partecipazione a questi organi politici fosse subordinata al diritto ereditario ed esclusivo delle famiglie patrizie iscritte nel Libro d'Oro della nobiltà fa della Serenissima una repubblica aristocratica. Paragonarla alle repubbliche democratiche contemporanee non ha senso, così come non avrebbe senso chiedersi se la Repubblica di Platone o le Polis greche fossero democratiche in senso moderno. Sarebbe come criticare Newton per non aver tenuto conto delle teorie di Einstein: di fatti nessuno dubita che Newton fosse stato un fisico a prescindere da come si sia evoluta la fisica dopo di lui. 2) Esiste un quantità abnorme di prove bibliografiche, cartografiche e numismatiche a dimostrazione del termine “Repubblica Veneta”. Il materiale è reperibile presso biblioteche, Archivio di Stato, musei e anche su internet. Presso gli antichi confini della Repubblica permangono ancora numerosi cippi lapidei con l’iscrizione “Stato Veneto”: con questo termine si indicava l’estensione territoriale della Repubblica che, a livello amministrativo, era divisa in Dogado, Stato da Tera e Stato da Mar. La Serenissima Repubblica di Venezia (697-1797) era veneta perché fu fondata dai Veneti nell’ambito della Venetia Maritima, ovvero un territorio dell'Impero Romano d’Oriente inquadrato nell'Esarcato d'Italia e corrispondente alla fascia costiera della ben più estesa Venetia storica. Venetia è un topònimo che ha come minimo 2000 anni di vita ed è un nome comparso ben prima che fosse fondata la città lagunare. Il nome della città di Venezia in latino non è Venetia ma Venetiae, cioè un femminile sempre al plurale e quindi è il nome della forma confederativa che presero i 13 centri della cosiddetta Civitas Venetiarum, e che INSIEME hanno costituito il Ducatus Venetus, o Ducatus Venetiarum. 3) Pavan e venesian sono due varianti della lingua veneta che, nel suo complesso, è un sistema linguistico multistandard. Significa che, nel complesso, ci sono evidenti caratteristiche di omogeneità a livello morfologico e sintattico mentre, in corrispondenza dei cosiddetti nodi di varianza, emergono differenze fonetiche e lessicali che vanno a caratterizzare gli svariati standard locali della lingua veneta tra i quali, appunto, il pavan e il venesian. Galileo Galilei pubblicò il celebre saggio scientifico intitolato “Dialogo de Checo Ronchitti da Bruzene in Perpuosito de la stella Nuova” scritto in veneto pavan e gli studiosi sono concordi nell’accreditare come co-autore dell’opera il frate benedettino Girolamo Spinelli nativo di Vicenza. Tuttavia nulla ci vieta di ritenere che lo scienziato pisano dopo la sua permanenza a Padova, che egli definiì come “li diciotto anni migliori di tutta la mia età”, non avesse assorbito, magari parzialmente, l’idioma veneto. 4) Il termine euganeo/euganea è un’invenzione letteraria degli autori umanisti e non ha alcun riscontro storico e archelogico. Pertanto definire Galileo Galilei come “euganeo” non ha nessun senso. 5) Lo stesso Galilei, ritenuto il padre del moderno metodo scientifico, non si sarebbe mai permesso di imporre le sue teorie invitando gli altri a “mettersi il cuore in pace” con motivazioni di pura ideologia politica.
Sabato 17 Novembre 2018, 23:57
Claudio Pros, mi faccia un esempio di come si coniuga il verbo essere al passato remoto indicativo nella sua "lingua pavana". Tanto per capire le differenze con la variante veneziana della lingua veneta. E poi, giusto per per essere un pochino più precisi, Galileo arrivò a Padova nel 1592 dopo che le autorità della Repubblica Veneta emanarono il decreto di nomina, con un contratto prorogabile di quattro anni e con uno stipendio di 180 fiorini l'anno. E non erano "schei euganei".
Giovedì 8 Novembre 2018, 19:31
E perché dovremmo credere a lei che si inventa le teorie per fare propaganda politica?
Mercoledì 7 Novembre 2018, 21:35
lei è fermo alle banalità un tanto al chilo
Domenica 28 Ottobre 2018, 20:13
Claudio Pros, ancora una volta lei delizia i lettori con una lectio magistralis sulla sua non-conoscenza dei fatti di cui parla: il cosiddetto "talian" (e non "taljian" come ha scritto lei) è lo standard brasiliano della lingua veneta e difatti è conosciuto scientificamente con il nome di "veneto-brasiliano". Quando lei parla di questo idioma dimostra palesemente di non aver letto neanche mezza riga di qualsiasi testo scritto in "talian" che infatti non è un miscuglio di niente: al 98% è lingua veneta con la contaminazione di alcuni lemmi in portoghese. Di tedesco non c'è nessuna traccia né tantomeno di altre lingue italiche. Ed è interessante verificare che il veneto-brasiliano, attualmente, è parlato anche da tutti i discendenti degli emigrati che all'epoca non erano veneti ma provvenivano da altre parti della penisola e dell'Europa. A proposito, l'amica Gianna Marcato, nel suo libro del 1981 "Parlarveneto" (!!), scriveva "Tanto più che gli archeologi individuano una continuità tra i tratti tipici delle più antiche necropoli di Este e quelli dei reperti più tardi, accompagnati da attestazioni che permettono di attribuirli ai Veneti. Il nome Euganei fu ripreso dagli umanisti e deve loro la sua diffusione nei nomi di luogo (Colli Euganei, Venezia Euganea...)".
Venerdì 26 Ottobre 2018, 17:12
Claudio Pros, lei ormai è votato alle pessime figuracce visto che da anni persevera nel diffondere fantasie false e infondate sulla storia della Venetia. Con l'aggravante della malafede di una persona che coscientemente se ne approfittafa per fare proselitismo a riguardo del suo fantomatico movimento politico. È perfettamente inutile che io le raccomandi di studiare, perché chi ha in testa solo l'ideologia politica si guarda bene dal cercare e diffondere la verità.
Venerdì 12 Ottobre 2018, 21:05
Lei è dottore in proctologia?
Venerdì 12 Ottobre 2018, 17:51
Secondo lei la Venetia era abitata dai Romani prima degli stessi Veneti?
Venerdì 12 Ottobre 2018, 17:48
certo... se lo dice lei che non è mai riuscito a dimostrare nulla...
Venerdì 12 Ottobre 2018, 17:29
Giusto! E l'Euganealandia sarebbe uno stato virtuoso che piacerebbe tanto a Juncker
Mercoledì 10 Ottobre 2018, 22:23
E l'Euganea dove la facciamo camminare? Meglio il Trentino, il Sud Tirolo o il Friuli Venezia Giulia?
Domenica 7 Ottobre 2018, 11:04
Claudio Pros lei è da anni che fa propaganda politica in questo blog, senza aver mai chiarito niente. Le sue tesi sono infondate e difatti non è mai riuscito a dimostrare nulla. A proposito: quanto costa la tessera del suo Comitato per l'abolizione delle regioni? Rilasciate regolare ricevuta? Dove avete la sede legale?
Domenica 16 Settembre 2018, 11:22
LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI CLAUDIO PROS - PARTE 1a. Subito dopo l’annessione ufficiale di Sappada al FVG, mentre la popolazione locale ancora festeggiava l’evento versando litri e litri di benzina a prezzo ridotto (sconto “Statuto Speciale”), il Comitato di Salute Pubblica per l’Abolizione delle Regioni, Province, Comuni e Frazioni (CSPARPCF), nella figura del suo massimo rappresentate Monsieur Général Claudio Pros, tiene nella piazza cittadina un pubblico comizio. Il leader arringa la folla festante con la sua celebre retorica magniloquente e deamicisiana: “Salutations à vous mes frères sappadiens! Je suis Claudio Pros et je viens de l'Euganeà!” - E i sappadini fanno “oh !” - “con questa mia visita sono venuto a condividere cum magno gaudio la liberazione di Sappada dalla malvagia tirannide dei patrizi venesssiani! Mai più Libri d’Oro della nobilità lagunare-ellenica-bizantina-assiro-babilonese, da oggi Liberté, Égalité, Fraternité!”. La folla è in delirio e brinda con la benzina scontata. Il leader continua: “Ed ora un futuro radioso si prospetta per voi, mes chers frères sappadiens! Il COMITATO finalmente è riuscito a cancellare per sempre dalla storia le stramaledette regioni, vero cancro dell’umanità e dell’economia mondiale! Da domani anche voi non farete più parte di una regione, e così non ci saranno più privilegi fiscali e trattamenti iniqui! Nella mia République Révolutionnaire tutti sono uguali e pertanto non contano nulla. Siete finalmente liberi da ogni responsabilità perchè le decisioni le prende solo il COMITATO !”. E i sappadini fanno ancora “oh !”.
Sabato 15 Settembre 2018, 11:59
Claudio Pros, per forza le fonti sono manipolate da lei: tutto quello che ha scritto è infondato, contradittorio e senza logica. Ma ben venga per fare propaganda politica al suo "Comitato", tutto fa brodo fintanto che trova qualche pollo che ci casca.
Venerdì 14 Settembre 2018, 17:21
Claudio Pros, ma Sappada è stata annessa solo al Friuli o anche alla Venezia Giulia? E i comuni che, secondo lei, passeranno in Trentino saranno quindi parte della Venezia Tridentina? A me risulta che la città di Venezia sia in laguna, non capisco quindi come mai ci sia anche sul Carso, nelle Dolomiti Trentine e pure sui Colli Euganei! Mah...!
Venerdì 31 Agosto 2018, 17:49
pierdevelopo_nerdoni, anche io mi sono sempre chiesto il perché di questa terminologia. Hanno stabilito che c’è un’ora “legale” che si alterna a quella “solare” che, guarda caso, corrisponde realmente ai moti della meccanica celeste. Che reato avrà mai commesso il mezzogiorno astronomico per essere illegale rispetto a quello finto e sballato dell’ora legale?
Lunedì 13 Agosto 2018, 18:03
Claudio Pros, come sempre un maestro indiscusso nell’arte di rigirare la frittata come meglio piace a lei per far quadrare i conti della sua propaganda politica. Anche in barba ai più elementari principi della logica. Secondo il suo ragionare la Situla Benvenuti sarebbe un manufatto etrusco poiché l’Arte delle Situle è stato un fenomeno che ha interessato un'ampia fascia di popolazioni italiche (e non solo italiche) preromane, tra le quali i Veneti, localizzate perlopiù nell’Alto Adriatico. E siccome Bologna è stata una città etrusco/gallica, e ivi è stata rinvenuta la Situla della Certosa, allora anche i veneti sono etruschi. Una tesi mai dimostrata e che si pone in antitesi con le più recenti teorie archeologiche che non ritengono che che l’Arte delle Situle sia un prodotto esclusivo della cultura etrusca: primo perché tali opere non hanno mai superato il crinale e il fronte appenninico nord orientale, secondo perché allora sarebbero etruschi i Veneti, i Reti, gli Illiri, gli Istri, gli Umbri, i Piceni etc.. Lei è in grado di dimostrarlo? E poi sarebbe così cortese da riportare la fonte bibliografica nella quale si spiega che il leone alato della Benvenuti rappresenta un “signore orientale”? Finora lei non è riuscito a dimostrare nulla di quanto asserisce: tutt'al più di limita a tacciare di "venetismo" chi non è d'accordo con le sue teorie. Ma questo comportamento non rappresenta una seria ricerca scientifica, è solo far politica.
Venerdì 10 Agosto 2018, 17:39
Per quanto riguarda la Situla Benvenuti mi indichi le fonti dove viene confermato che tale manufatto è stato ufficialmente riconosciuto come etrusco dalla comunità scientifica. Mi piacerebbe proprio recuperare la pubblicazioni scientifiche internazionali dell’emerito professor Claudio Pros. Io, tra le tante fonti che smentiscono la sua tesi infondata, le citerò l’opera intitolata “La Situla Benvenuti di Este: il poema figurato degli antichi Veneti”, scritto dal professore Luca Zaghetto che è archeologo, laureatosi alla Sapienza di Roma in Protostoria Europea, PhD e Post Dottorato presso l’Università di Padova e ricercatore delle culture protostoriche dell’Alto Adriatico.
Venerdì 10 Agosto 2018, 17:30
I veneziani colti e letterati, al tempo della Repubblica Serenissima, erano ben consapevoli del loro essere veneti perché loro la storia la studiavano al contrario di lei che pensa solo a far politica. Tanto per fare un esempio nel cinquecento Gasparo Contarini, che fu cardinale, vescovo e patrizio veneto di Venezia, nella sua opera “De magistratibus et Republica Venetorum” così analizza, dapprincipio, la nascita di Venezia: “al tempo che gli Hunni sotto Attila ruinavano con foco e ferro tutta la contrada di Venetia, Provincia Nobile d'Italia, la quale confina a queste paludi. Nella qual calamità i cittadini di Padova, d'Aquilea, d'Uderzo, di Concordia, d'Altino - illustri Città di Venetia - i quali et più nobili et più ricchi eran degli altri, prima co le loro famiglie si ripararono in alcune isole, o piutosto luoghi rilevati, i quali in queste lagune s'inalzavano un poco fuor del mare.” Di seguito il Contarini così commenta la creazione, nel XV secolo, dello Stato da Tera della Serenissima che andava a ricostituire la cosiddetta Venetia Historica: “Vinta finalmente dopo lungo tempo l'ostinata durezza per preghiere dei popoli convicini, ciascuno dei quali non poteva piu sopportare la tirannide del suo picciolo Re la qual lungo tempo haveva patito, il Senato rivolse il pensiero all'imperio di terraferma. Cacciati via i Tiranni, et tuttavia rendendosi i cittadini, ricuperarono tutto il paese della Venetia, come sempre fusse stato sotto il suo dominio, né mai se ne fusse partito: il qual paese di bonissima voglia ritornava ai vecchi habitatori cacciati via i Tiranni stranieri, i quali dalle reliquie dei Barbari havevano havuta lor magione in tutto il paese, et con durissima servitù molestavano que popoli vinti, et superati. Disteso dunque quell'Imperio in terraferma, oltre che que popoli, i quali poco dianzi erano venuti nella nostra società, erano da ricrearsi con le buone leggi, et con gli studi della pace, si doveva anche dar opera che potessero difendere la libertà, nella quale si erano posti in acconcio”. Due secoli più tardi Jacopo Filiasi, storico veneziano, scriveva :” Sembra essere stati i Veneti una gente particolare ne’ fasti del mondo e destinata ad aver sempre sorte diversa, dall’altre nazioni dell’Italia. In fatti può dirsi la sola dopo l’Araba, che non abbia mai perduto nome, sede, ed una onorevole esistenza. Parve sempre che il paese de’ Veneti destinato fosse ad aver sorte diversa dall’Italia e dal mondo. E in vero forse oltrepassano i trenta secoli, che essi esistono in Italia, mentre in questa, e fuori di questa nemmeno, più vive il nome di tante Nazioni e Imperi assai più possenti ed estesi ”.
Venerdì 10 Agosto 2018, 17:29
Claudio Pros lei dice il falso con la consapevolezza che sta mentendo e che tutti quelli che la leggono siano degli ignoranti sprovveduti. Le sue falsità, oltre che contraddire il dato storico, contraddicono anche le più semplici regole della logica. La Serenissima Repubblica di Venezia (697-1797) era veneta perché fu fondata dai Veneti nell’ambito della Venetia Maritima, ovvero un territorio dell'Impero Romano d’Oriente inquadrato nell'Esarcato d'Italia e corrispondente alla fascia costiera della ben più estesa Venetia storica. Venetia è un topònimo che ha come minimo 2000 anni di vita ed è un nome comparso ben prima che fosse fondata la città lagunare. La Serenissima era veneta perché tutte le cariche più importanti a Venezia si rifacevano al “Mito Veneto”, perché i Veneti erano ritenuti dagli autori classici essere una popolazione molto antica e quindi degna di superiore rispetto e considerazione (i Veneti sono citati da Omero, mentre i Latini od i Romani no, gli Etruschi nemmeno e neppure i Galli). Le famiglie aristocratiche lo sapevano bene, ed il prestigio dei Veneti veniva continuamente evocato anche nelle cariche pubbliche: ecco qui qualche esempio dell'uso aggettivale Venetus, cioè “Veneto”, ai tempi della Repubblica Veneta: “Senatus Venetus”, “Ducatus Venetus”, “Dux Venetus” (pure sulle monete, es.: Leonardus Lauredanus Dux Venetus), e nel Novissimum Statutorum ac Venetarum Legum Volumen, abbreviato in Novissima Veneta Statuta, ovvero il “Nuovissimo Volume degli Statuti e delle Leggi Venete” (breve: Nuovissimi Statuti Veneti) pubblicato nel ‘700. Nei testi di vari autori veneti e non solo, pubblicati specialmente dopo il XVI secolo, si trova sovente l’espressione “Serenissima Repubblica Veneta”, è sufficiente fare una breve ricerca su Google Books per trovarli. Il nome della città di Venezia in latino non è Venetia ma Venetiae, cioè un femminile sempre al plurale ed è il nome della forma confederativa che presero i 13 centri della cosiddetta Civitas Venetiarum, e che INSIEME hanno costituito il Ducatus Venetus, o Ducatus Venetiarum.
Venerdì 10 Agosto 2018, 15:00
Claudio Pros, nonostante l’insistenza e l’ossessività delle sue affermazioni lei non è mai riuscito a dimostrare nulla di quello che dice. Pertanto appare chiaro che questo suo tentativo di mistificare il dato storico è solo un mezzo per fare propaganda politica al suo fantomatico e sedicente “comitato”. Il leone alato è un simbolo che deriva dalla mitologia precristiana delle civiltà indoeuropee e, poiché i veneti appartengono alla grande famiglia dei popoli indoeuropei, questo simbolo era proprio dell’iconografia veneta ben prima dell’avvento della religione cristiana e, logicamente, anche della Repubblica Serenissima. Vada a riguardarsi la Situla Benvenuti custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Este. E non faccia finta di non vedere tutti i leoni alati che sono disseminati presso le città e le cittadine di tutte le province venete, presso le province di Brescia e Bergamo, Pordenone, Udine, parte del goriziano, Muggia, l’Istria veneta tra Slovenia e Croazia, la Dalmazia, le Bocche di Cattaro in Montenegro, le isole greche, Creta e via dicendo. Molti di questi leoni, soprattutto quelli sotto forma di bassorilievo, sono stati danneggiati dai suoi antenati giacobini o titini, nonostante ciò ci sono stati casi in cui le popolazioni locali hanno provveduto a ripristinarli volontariamente com’erano e dov’erano.
Martedì 31 Luglio 2018, 20:40
Ripassi la storia Claudio Pros e prenda precauzioni contro i colpi di sole: Padova è stata la prima capitale della Venetia. L'Euganea è una sua personale fantasia che non trova riscontro se non come soprannome di una parte della Venetia.
Venerdì 6 Luglio 2018, 17:18
Proprietà commutativa del fascismo: sia che si utilizzi vernice nera o sia che si utilizzi vernice rossa il risultato non cambia. Totalitarismo.
Mercoledì 27 Giugno 2018, 15:54
La confortante e rassicurante "Teoria della Terra Piatta" risolve alla radice questo fastidioso e dispendioso problema della ricerca scientifica: dal momento che, dicono, non esiste lo spazio cosmico perché in realtà sopra di noi c'è una cupola con gli oggetti del firmamento appesi con i tasselli, l'umanità può e deve concentrare il proprio impegno e le proprie risorse per piantare allori e tagliare l'erba del giardino.
Domenica 24 Giugno 2018, 15:12
Va detto che la scelta di un macrostandard veneto, da affiancare ai vari microstandard locali, essendo una scelta condivisa molto difficilmente ricadrebbe nel veneto-veneziano. Statisticamente, facendo una curva gaussiana delle varianti venete, notiamo che la media dei i parlanti venetofoni si concentra, per circa il 70%, su quello che è il cosidetto “veneto centrale”, ovvero il macrostandard già esistente nel quale c’è una rilevante uniformità fonetica e lessicale al netto delle sfumature locali. Rispetto al “veneto centrale” il veneziano lagunare si pone come un microstandard. E di fatti, storicamente, la Repubblica Serenissima si è sempre ben guardata dall’imporre il suo standard a tutte le altre varianti venete, e questo è il motivo per cui tutte queste si sono perfettamente conservate fino al giorno d’oggi.
Domenica 24 Giugno 2018, 13:24
Mistolino, lei è in grado di spiegare scientificamente la differenza tra una lingua e un dialetto?
Domenica 10 Giugno 2018, 19:34
Alda Merini (1931-2009) è stata una poetessa, scrittrice e aforista milanese. Qualche anno prima della sua scomparsa ebbe a dichiarare, riguardo la lingua veneta, che: “I veneti hanno la fortuna di avere una lingua che è poesia in se, una musica perfetta, peccato che ci siano troppi preti a usarla, quella lingua!”