Genova, truffe on line: per avviare inchieste non sarà necessaria la querela delle vittime

Truffe online: inchiesta anche senza querela delle vittime
Applicare l'aggravante della minorata difesa nel caso delle truffe on line, in modo da evitare che, con l'introduzione della querela di parte obbligatoria, il truffatore venga prosciolto se la vittima non fa una denuncia. È la nuova linea adottata dalla procura di Genova che in queste ultime settimane ha iniziato a «riformulare» i fascicoli. Si tratta di una tra le prime decisioni in Italia. Secondo il ragionamento del gruppo specializzato in reati informatici, le operazioni on line pongono l'acquirente in una condizione di «inferiorità» perché non è possibile fare controlli preventivi sul venditore che potrebbe avere una diversa identità da quella dichiarata, vendere una merce diversa e scadente rispetto a quella pubblicizzata o non averla affatto. Il caso si pone soprattutto per le vendite proposte su piattaforme non autorizzate e dunque certificate.

LA VICENDA
Lo spunto viene dal rinvio a giudizio, da parte del giudice per l'udienza preliminare Massimo Cusatti, di un genovese di 45 anni accusato di avere truffato una donna dopo la pubblicazione di un annuncio della vendita di una macchina. L'uomo aveva pubblicato l'inserzione, con tanto di foto. La donna lo aveva contattato e dopo la trattativa aveva mandato al venditore circa seimila euro. L'uomo aveva intascato i soldi ma non aveva consegnato la macchina. Erano scattate le indagini e il venditore era stato identificato e denunciato.
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Venerdì 22 Giugno 2018, 22:19






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