App per pedinare, i rischi: previsto il carcere. La vittima può denunciare

App per pedinare, i rischi: previsto il carcere. La vittima può denunciare

di (A.Cap.)

Ricorrere a programmi per controllare lo smartphone di qualcuno, che non presta il consenso all'azione, può costare fino a due anni e due mesi di reclusione, come già stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione per la violazione del diritto di riservatezza.

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La diatriba che può nascere tra moglie e marito, inconsapevole del controllo altrui, è un reato penale. Ma quando si scopre di esser stato monitorato cosa bisogna fare? «La prima cosa da fare è presentare una denuncia alla polizia postale, anche se spesso è un atto che non porta a ottenere risultati concreti in breve tempo», dichiara l'Avvocato Antonino Polimeni, specializzato in diritto del web e internet.
Tutto cambia, però, qualora la vittima sia in grado di individuare il colpevole: «In tal caso e solo se c'è la certezza su chi sia la persona responsabile, per esempio il partner in una vicenda di coppa, allora si deve querelare entro 90 giorni l'autore del reato, su cui graverebbe l'accusa di violazione della privacy per l'attività di localizzazione e il monitoraggio». (A.Cap.)
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Mercoledì 23 Maggio 2018, 05:01






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