Cina, primo tentativo di criogenizzazione: «Vogliamo far tornare i corpi in vita»

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Cina, primo tentativo di criogenizzazione per sperare di poter tornare alla vita

di Marta Ferraro

Una fondazione cinese ha annunciato di aver prodotto con esito positivo il primo esperimento di criogenizzazione, ossia la conservazione a bassissime temperature di un intero corpo, con la speranza che in futuro possa tornare alla vita, quando le conquiste della medicina lo permetteranno.

Secondo il giornale China Daily, il primo procedimento è stato realizzato in Cina nel distretto di Shandong, dalla Fondazione Yinfeng. Il trattamento è cominciato l'8 maggio, pochi minuti dopo che il cuore di una donna, Zhan Wenlian, ha smesso di battere e i medici l'hanno dichiarata morta.

Aaron Drake, specialista nord americana dell'Alcor Life Extension Foundation e alcuni medici dell'Hospital Qilu dell'Università di Shandong hanno immediatamente trasportato il corpo della donna in un laboratorio di un istituto affiliato alla Fondazione Yinfeng, dove hanno iniettato nel corpo senza vita dei prodotti chimici, con lo scopo di proteggere le cellule dai danni che potrebbero subire durante il processo di congelamento. Successivamente il corpo è stato messo in un recipiente con 2.000 litri di azoto liquido, a una temperatura di 190 gradi sotto lo zero.
Zhan, che aveva 49 anni e lavorava presso una banca statale a Jinan, la capitale della provincia di Shandong, è morta in seguito a un cancro ai polmoni e suo marito ha chiesto alla Yinfeng di realizzare la criogenizzazione del corpo della donna per poter sperare di poterla tenere ancora con sè.

Con sede a Jinan, il gruppo Yinfeng Biological é un'impresa privata specializzata nello studio e nello sviluppo delle cellule umane. Kong Fei, membro della fondazione, ha raccontato al China Daily che Gui ha detto di voler tentare di riavere sua moglie, pur sapendo che questo non succederà in un "prossimo futuro". «Credo che l'amore per sua moglie sia stato il fattore più importante che lo ha spinto a prendere questa decisione», ha detto. La fondazione si farà carico di tutte le spese per il procedimento, ha affermato Kong, rivelando che al contrario il costo per questa tecnica sarebbe molto elevato. «Terremo sotto controllo il corpo per alcuni decenni e poi valuteremo le sue condizioni di conservazione», ha detto. Kong ha affermato che la fondazione continuerà ad accettare richieste per la realizzazione di criogenizzazione anche se non per molti corpi a causa degli alti costi. 
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Giovedì 17 Agosto 2017, 15:24






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3 di 3 commenti presenti
2017-08-21 17:02:37
........ «Vogliamo far tornare i corpi in vita»........la cosa piu' difficile......!
2017-08-20 22:10:54
.... condannato a vivere già una volta. non ripetete lo stesso errore.. può anche darsi che non vi ringrazi.. morire è un dovere ecologico e la via migliore per tornare a casa...
2017-08-19 16:12:49
Capitali cinesi ma tecnologia haitiana.