Agenzia spaziale italiana, 30 anni di primati: alla pari nel club delle grandi potenze

Exomars Tgo

di Paolo Ricci Bitti

Trent'anni da celebrare ricordando che, di primato in primato, grazie all'Agenzia spaziale italiana il nostro paese tratta alla pari con Usa, Russia, Germania, Giappone e Cina quando si parla di razzi, satelliti, astronauti e missioni per cercare tracce di vita su comete e su Marte. E a volte può pure permettersi di primeggiare in questo ristretto club di grandi potenze. Non accade in tanti altri scenari.

Senza (mai) dimenticare che nel 1964 l'Asi ancora non era nata, ma già allora ne vennero poste le basi quando l'Italia mandò in orbita il satellite San Marco 1 dello scienziato Luigi Broglio, al quale oggi è stato dedicato l'auditorium della sede di Tor Vergata. Fino ad allora solo Usa e (allora) Urss ci erano riuscite.  E che oggi oltre 8mila persone altamente qualificate lavorano nel crescente comparto dell'aerospazio che vale quasi 2 miliardi di euro, fonte di continue innovazioni per le nostre attività di tutti i giorni.

L'obbiettivo finale può essere Marte ma durante il lungo cammino per arrivarci vanno risolte tante di quelle questioni che nel frattempo rendono migliore la nostra vita.

L'Agenzia Spaziale Italiana ha celebrato i suoi 30 anni tra importanti conquiste scientifiche e tecnologiche ed il consolidamento dell'economia generata dalle attività spaziali che ha toccato il record, proprio quest'anno, di un fatturato globale da 350 miliardi di dollari. Nell'auditorium dell'Asi, nel quartier generale dell'Agenzia di Tor Vergata, il presidente Roberto Battiston e il Dg Anna Sirica hanno ripercorso questi primi 30 anni di successi tricolori. Era il 30 maggio del 1988 quando con la legge n.186 veniva istituito formalmente l'ente governativo nazionale che, sotto la responsabilità del ministero dell'Istruzione, ha iniziato a dare corpo a interessi e competenze italiane nel settore aerospaziale. Ecco percé a brindare a Tor Vergata ci sarà anche  il nuovo titolare del Miur, Marco Bussetti. 

BATTISTON
«Una casa robusta si costruisce con le fondamenta solide. I 30 anni di esperienza dell'Asi rappresentano proprio questo: le fondamenta solide di qualcosa che ci proietta verso il futuro». Così il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston Oggi, ha sottolineato lo scienziato trentino al secondo mandato a Tor Vergata, «lo spazio ha aggiunto ai traguardi scientifici anche obiettivi solidi di carattere economico. È una nuova dimensione che stiamo ancora imparando a sfruttare». Battiston ha quindi rimarcato che nel periodo 2014-2016 l'Asi ha contato 650 nuovi occupati, incluso il turnover, e di questi «il 66% sono laureati, il 7% ha un dottorato di ricerca, il 3% ha conseguito un master». Le attività spaziali, ha riferito inoltre il numero uno dell'Asi, hanno portato importanti ritorni economici al Paese. Secondo le stime della Commissione Europea, infatti, per ogni euro investito nello spazio si contano 7 euro in ricadute economiche.

IL FUTURO
Il primo sbarco di un rover europeo su Marte con Exomars 2020, dotata di un trapano italiano per la ricerca di vita, la prima missione europea su Mercurio, BepiColombo, che sarà lanciata nell'autunno 2018 e un nuovo osservatorio per la caccia alle onde gravitazionali dallo spazio, Lisa, programmato nei prossimi 20 anni. Sono alcuni dei progetti futuri cui guarda l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) nel giorno in cui festeggia i suoi primi 30 anni. 

AVIO
«Il ritorno per l'Italia nel settore spazio tra il 2014 e il 2017 è del 4%, pari a 276 milioni di euro», ha detto Roberto Battiston, presidente dell'Asi. «A 30 anni dalla sua fondazione, l'Asi si è ritagliata un ruolo da protagonista nelle scienze spaziali, nelle tecnologie satellitari con Cosmo SkyMed e nell'esplorazione dell'universo», ha aggiunto. «Basti pensare ai 7 astronauti italiani (l'anno prossimo Luca Parmitano tornerà sull'Iss), alla missione Cassini su Saturno, con cui l'Asi ha operato alla pari con la Nasa e l'Agenzia Spaziale Europea (Esa), alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), per metà made in Italy, o al lanciatore Vega e alla quotazione in borsa dell'azienda che lo realizza, l'Avio».


PROFUMO
L'industria italiana ha un ruolo centrale nella 'space economy', «uno dei settori che cresce di più - ha concluso Alessandro Profumo, ad di Leonardo, che compie 70 anni - grazie a un bagaglio di competenze d'eccellenza in Europa».

IL PRIMO FONDO "SPAZIALE"
Un Fondo Venture Capital per sostenere le attività spaziali italiane. Lo ha annunciato  Battiston. «In un settore così di sviluppo rapido, pieno di idee e di iniziative, di tecnologie e innovazione, uno strumento per attirare investimenti è quello del capitale venture, uno strumento finanziario che in Europa è meno utilizzato rispetto agli Usa dove invece è lo strumento base per il progresso dell'attività industriale». Il nuovo Fondo di Venture Capital italiano dedicato allo spazio ha una dotazione di circa 80 milioni di euro, il 30% sarà sulla base di capitale privati« ha spiegato Battiston. Con questi strumenti di carattere finanziario vogliamo intercettare le nuove idee e i nuovi progetti, ha aggiunto Battiston.

LA FIERA DELLO SPAZIO
Si terrà a novembre 2019 alla Fiera di Roma, e sarà la prima grande mostra sul mercato della Space economy .«Non pensiamo a grandi mostre come quelle già esistenti sull'aerospazio ma a qualcosa di caratterizzante relativo alla Space economy e con contributi anche di economisti», ha spiegato Battiston ricordando l'avvio del SEE lab della Bocconi cui partecipa l'Asi.

IL GOVERNO
«Il nuovo esecutivo sta ponendo molta attenzione al settore spaziale». Ad affermarlo è stato l'Ammiraglio di Squadra Carlo Massagli, Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio. Massagli, che a Tor Vergata ha portato all'Asi i saluti del premier Giuseppe Conte, ha confermato che «a brevissimo sarà attivato il Comitato interministeriale» istituito a gennaio scorso con la legge di riforma della governance spaziale italiana. «Il governo ci sta già lavorando » ha detto, sottolineando il cambio di esecutivo. Si tratta, ha ricordato Massagli, «di un'assise di altissimo livello, formata da 10 ministeri, dalla presidenza della Conferenza dei presidenti delle Regioni e dall'Agenzia Spaziale Italiana».


 
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Giovedì 5 Luglio 2018, 00:25






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