Imprese: Bini, innovazione passa da formazione operatori

Imprese: Bini, innovazione passa da formazione operatori
Udine, 17 ott - La vera sfida che il mondo economico del Friuli Venezia Giulia deve saper affrontare è quella dell'innovazione e della formazione degli operatori in un processo di crescita che la Regione non mancherà di accompagnare.

Lo ha ribadito l'assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo a Udine, nella sede di Confindustria, al convegno "Reti d'impresa: una sfida tra opportunità e difficoltà" che ha consentito ai numerosi imprenditori convenuti di mettere a fuoco i temi dello sviluppo e della tenuta del tessuto economico produttivo friulano con uno sguardo verso le nuove frontiere dell'economia globale dalle quali, ha evidenziato Bini, non si potrà prescindere per consentire alla nostra realtà di guardare al futuro con maggiore fiducia.

L'assessore, intervenuto dopo l'introduzione da parte della presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, ha ricordato la disponibilità della Regione a recepire le attese e le istanze di un mondo economico locale costituito in larga parte da piccole imprese e che, proprio per questo, deve saper guardare al futuro con realismo e considerare le proiezioni degli esperti verso ciò che attende l'economia globale.

Se in Friuli Venezia Giulia il modello delle aziende familiari ha finora tenuto, ha sottolineato Bini, è imprescindibile considerare che questo format ha ancora un significato realistico per le grandi imprese che si muovono in una economia di scala diversa.

Le aziende di ridotte dimensioni, come evidenziano anche gli analisti, per sopravvivere debbono puntare sull'innovazione, partendo dalla formazione continua degli imprenditori e raccordandosi anche con il mondo della ricerca perché, ha rilevato Bini, le piccole imprese potranno stare sui mercati solamente se saranno in grado di offrire alta qualità e un elevato grado di specializzazione.

Sono utili, secondo l'assessore, i laboratori e le reti d'impresa o cluster come Comet, la rete delle aziende metalmeccaniche che raggruppa 160 imprese, ma, con il sostegno della Regione, l'intero sistema deve sapere innovare per poter crescere e presentarsi con le credenziali più avanzate sui mercati. ARC/CM/Red

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 17 Ottobre 2018, 20:45




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