Cannabis, ddl per la legalizzazione in aula: è scontro

PER APPROFONDIRE: camera, cannabis, legalizzazione
Manifestazione dei radicali davanti a Monteitorio
La proposta di legge che prevede la legalizzazione della cannabis arriva per la prima volta in aula alla Camera e subito si accende lo scontro. Sostenuto oltre 200 parlamentari, che si sono costituiti in un intergruppo, tecnicamente il testo presentato da Roberto Giachetti (Pd), contiene le «Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati» ed è la prima volta, nella storia parlamentare italiana, che un provvedimento di questo genere viene discusso dall'assemblea.

L'approdo in Aula del testo che legalizza la cannabis «non è una forzatura», visto che è stata un anno in commissione Giustizia, hanno sottolineato in una conferenza stampa gli aderenti all'Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis che ha promosso il testo. I 221 deputati e i 72 senatori che hanno firmato la pdl hanno chiesto che le obiezioni siano «sul merito». La proposta di legge della Camera ha avuto l'adesione di 87 deputati di M5s, di 85 del Pd, di 24 di Sinistra Italiana, di 16 del gruppo Misto, di due di 7 di Scelta civica e 2 di Fi.

Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto della Vedova, che ha guidato la conferenza stampa, ha invitato a «tenere fuori la maggioranza e il governo». «È una proposta di legge di iniziativa parlamentare e anche in passato alcune delle migliori riforme fatte in Italia non sono dipese dall'iniziativa della maggioranza di governo». Aspetto questo sottolineato anche da Daniele Farina (Si) e da Vittorio Ferraresi di M5s. Un altro aspetto su cui hanno insistito Enza Bruno Bossio e Monica Faenzi (Ala, ma FI quando ha firmato la pdl), è che il testo «non vuole liberalizzare la cannabis, bensì legalizzare». «Avremmo un mercato legale e controllato - ha detto Bruno Bossio - al posto di uno libero e criminale come quello attuale». 

Riccardo Magi, dei Radicali italiani, ha chiesto che il dibattito non avvenga solo in Parlamento, ma che ve ne sia uno «pubblico in tutto il Paese». E a tal proposito tutti hanno chiesto che le obiezioni siano sul merito della proposta. «Tutti i rischi paventati per esempio ieri dal ministro Lorenzin - ha detto Della Vedova - sono la fotografia della situazione attuale. Il contrasto all'abuso della marijuana da parte degli adolescenti sarà molto più efficace in una situazione di legalizzazione e regolamentazione dell'uso da parte degli adulti». «Oggi è una giornata storica - ha detto Farina - siamo d'accordo che dopo la discussione generale si torni in Commissione. Ma indietro non si torna». 

L'iter del ddl comunque si annuncia decisamente complicato, visto che Ap - componente essenziale della maggioranza - ha già ampiamente preso le distanze dal provvedimento e ha depositato oltre 1300 emendamenti per demolire la legge. Contraria anche Forza Italia.

Ieri ministri centristi della Sanità Beatrice Lorenzin e degli Affari Regionali Andrea Costa, avevano lanciato un segnale chiaro alla maggioranza. «Ncd - ha affermato la prima - dice no e questa deve essere l'occasione per mettere al centro dell'agenda italiana la lotta alle dipendenze: alcol, droga, gioco. Non possiamo parlare dei giovani e poi abbandonarli, alcol e droga sono una piaga in questo momento».

«Ho iniziato la mia battaglia antiproibizionista oltre vent'anni fa - ha ribattuto Della Vedova - e non saranno i proibizionisti di Ap a farmi recedere».

In termini pratici, legalizzazione significa che è consentito possedere 5 grammi di marijuana per uso ricreativo o detenerne 15 grammi in casa, limiti che possono essere superati se c'è un'esigenza farmacologica per alleviare una patologia, attestata da una ricetta medica. Lo spaccio, anche di piccole quantità, resta illegale ed è
punibile dalla legge, come chi fuma in strada o in luoghi non autorizzati. Per 'reperirè l'erba si potrà ricorrere alla
coltivazione domestica (massimo 5 piante) o acquistarla nei punti vendita autorizzati dal Monopolio.

I deputati di Ap hanno presentato due pregiudiziali alla proposta di legge che legalizza la cannabis, una di costituzionalità e una di merito. Lo riferisce Paola Binetti, promotrice dell'iniziativa. «Le pregiudiziali saranno comunque posta al voto a settembre - ha spiegato Binetti - visto che prima dell'estate faremo solo la discussione generale». Ap punta soprattutto alla pregiudiziale di merito: «Ora ci vogliono far credere - ha detto Binetti - che fumare la marijuana fa bene alla salute. Ci si è messo anche Veronesi».

«Chi è in Parlamento sa benissimo che nessuno va a proporre la liberalizzazione della cannabis, eppure è questo il messaggio che le solite forze conservatrici lanciano all'esterno», ha detto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera. «Parlare della legalizzazione della cannabis, non vuol dire liberalizzare l'uso di droghe leggere, ma togliere dalle mani della malavita organizzata il traffico e consentire il controllo del fenomeno del consumo senza per questo incentivarlo», ha aggiunto Locatelli. «Nel disegno di legge in discussione, infatti, sono previste massicce campagne di informazione e prevenzione. Invece di esaminare il provvedimento ed eventualmente proporre delle modifiche, si preferisce alimentare menzogne, bloccando non solo il cambiamento, ma anche la discussione».

Intanto i radicali annunciano una raccolta di firme, con un banchetto allestito oggi davanti Montecitorio, per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare a favore della legalizzazione.


 
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Lunedì 25 Luglio 2016, 13:04






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