Pamela, c'è un quarto indagato nella morte della giovane

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Pamela, c'è un quarto indagato nella morte della giovane
C'e un quarto indagato, nigeriano, nell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro. Riguardano anche lui (oltre ai tre connazionali già fermati), accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura di Macerata per le ipotesi di concorso in omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere.

Il giovane è stato sentito tra venerdì e sabato dagli inquirenti a Macerata - ha riferito il suo legale Paolo Cognini - e sottoposto a rilievi palmari e plantari. Un tecnico verrà incaricato di una perizia sul suo cellulare.

La perizia, evidentemente, ha lo scopo di verificare la presenza del quarto indagato, che si trova a piede libero, nell'appartamento di via Spalato 124 dove, ritiene l'accusa, sarebbe stata uccisa e poi fatta a pezzi la ragazza il cui corpo è stato trovato in due trolley il 31 gennaio a Pollenza. Secondo l'avv. Cognini, l'incarico al perito per analizzare il traffico dati e voce del cellulare del suo assistito (verosimilmente conversazioni, messaggi inviati e ricerche internet) dovrebbe essere affidato domani.

 
 
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Lunedì 12 Febbraio 2018, 14:49






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1 di 1 commenti presenti
2018-02-13 12:35:23
1) Pamela, diciotto anni, uccisa, mutilata, gli organi scomparsi, probabilmente mangiati da un gruppo di spacciatori nigeriani, come da macabro rituale tipico della loro criminalità tribale. Spacciatori lasciati liberi di entrare in Italia e di circolarvi, come altri milioni di persone, grazie alle politiche contro i «muri» - cioè contro la difesa degli italiani - attuate dal governo. Uno di loro addirittura ospitato in un Hotel a spese del nostro popolo, quasi a significare un impegno solerte dei politici a metterci sotto scacco, a fare di noi ostaggio di gruppi criminali, a favorire l'insediamento nel nostro Paese di quella mafia nigeriana ormai preponderante nel traffico di droga e di prostituzione, specializzata nell'omicidio rituale con mutilazione e cannibalizzazione delle vittime. 2) Manifestazione di protesta a Macerata. Contro l'immigrazione? Contro il governo che paga coi nostri soldi il soggiorno dei mafiosi nigeriani? Contro l'assassinio, la mutilazione e l'asportazione degli organi di una povera innocente? No, contro il «fascismo». 3) Dichiarazione di Gentiloni, dopo l'incontro in un colloquio riservato con Soros avvenuto qualche settimana fa. Con Soros, l'uomo più ricco del mondo, il finanziatore delle migrazioni, il teorico della società-senza-popolo, senza identità e senza sovranità. Gentiloni: «Promettere la fine dei flussi migratori sarebbe impossibile e anche sbagliato». Se non avete ancora capito che questo è un piano preciso di aggressione contro il popolo italiano, beh, allora avete qualche problema.