Crollo ponte, sfollati: «A Conte diremo fateci rientrare»

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Crollo ponte, sfollati: «A Conte diremo fateci rientrare»
«Le polemiche e il dibattito politico di questi giorni non ci interessano, vorremmo che ci dicessero quando possiamo rientrare a casa a prendere le nostre cose e cosa sarà del nostro futuro». Alla vigilia della commemorazione della tragedia del Ponte Morandi a cui parteciperà anche il premier Giuseppe Conte, il presidente del Comitato degli sfollati della zona rossa, Franco Ravera, anticipa così all'Ansa alcune delle richieste che saranno portate domani al capo del governo.

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 «A me, e credo a tutti gli sfollati, - spiega Ravera - non interessa chi fa il commissario, chi mette i soldi, chi costruisce il ponte, la nostra priorità è sapere quando potremo entrare nelle nostre case per prendere le cose necessarie e capire se le nostre abitazioni saranno abbattute oppure un giorno potremo rientrarci». Domani alle 18, a parlare per cinque minuti sul palco di piazza De Ferrari durante la cerimonia organizzata dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, a cui prenderà parte il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, sarà un'altra sfollata, Mimma Certo, delegata dal comitato presieduto da Ravera.

«Se avessi la possibilità di parlare direttamente al Premier - spiega Ravera - gli direi di pensare bene alle scelte future che saranno fatte, perché saranno prese sulla nostra pelle». I nuclei familiari sfollati dopo il crollo sono 258, residenti in 12 palazzi ora compresi nella zona rossa: 10 di essi in via Enrico Porro e gli altri 2 in via Walter Fillak. Al momento le famiglie in attesa di una sistemazione sono 15.


«In un'Italia dove mancano ancora le case per i terremotati dopo anni, aver dato un tetto sulla testa a quasi tutti gli sfollati del ponte Morandi in un mese, credo che sia stato uno straordinario risultato». Lo ha detto il governatore e commissario per l'emergenza Giovanni Toti oggi pomeriggio in diretta fb ribadendo la volontà di trovare una soluzione per le ultime famiglie ancora senza abitazione entro domani.

«Le case pubbliche assegnate non saranno tutte case dove avremmo voluto abitare - ha detto. Se gli sfollati avessero potuto scegliere avrebbero deciso di abitare dove hanno vissuto per tanti anni. Ben comprendo il loro disagio e la loro frustrazione».
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Giovedì 13 Settembre 2018, 19:17






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