La Serenissima illustrata domani con Il Gazzettino

L'INIZIATIVA
Si apre nel 452, anno della caduta di Aquileia, con il volto contrito di chi - costretto ad abbandonare le proprie terre a causa di un pericolo straniero - affronta l'incertezza di una nuova vita: I Veneti riparano nelle isolette della laguna per la irruzione di Attila è la prima delle centocinquanta tavole che compongono la Storia della Serenissima Illustrata (De Bastiani Editore), riunite in quattro volumi che il lettore troverà sabato in edicola assieme a Il Gazzettino. Domani 16 febbraio, per le edizioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia, al costo di 6,90 euro in aggiunta a quello del quotidiano, l'attesa prima uscita. Che si chiude con una curiosa tavola di sapore medievale (anno 1214). Il Castello d'amore a Trevigi rispolvera l'antica ruggine campanilista fra veneziani, padovani e trevigiani: nonostante il contesto da amor cortese (un Castello allestito per gioco abitato da nobili fanciulle da conquistare con fiori, aranci, poma, confetture e acque odorose) lasciasse presagire intenti pacifici.
VICENDE AFFASCINANTI
Scorrono secoli ricchi di momenti fondanti: l'Elezione del primo Doge nel 697, Paoluccio Anafesto, o L'arrivo del corpo di San Marco nell'828; preponderanti le storie dogali. Il Rapimento delle spose veneziane, 930 circa, perde ogni legame con la presunta bellezza delle giovani: abbondano particolari sanguinolenti con ampio dispiego di lame. Per la conquista di Costantinopoli invece, sono raffigurati con efficacia «il fragore delle onde battute dai remi, le grida de' combattenti, il fischio de' sassi e de' giavellotti», dal suono «terribile più che il muggito del mare mosso da furiosa procella». Nello specifico, la Storia della Serenissima Illustrata consiste nella riproduzione anastatica di un lavoro di grande impatto visivo e storico con tavole ideate e disegnate - con l'ausilio di aiutanti - da Giuseppe Gatteri (1829-1884): triestino che ancora giovanissimo palesò il suo talento, studiò a Venezia e a Milano incontrò Hayez e Manzoni. A Torino, ricevette commissioni anche da re Carlo Alberto. Del veneziano Francesco Zanotto (1794-1863) i testi: lavorò presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia e affrontò, oltre alla storia della pittura lagunare, un'importante monografia su Palazzo Ducale e una guida della città ampiamente consultata al tempo.
GLI AUTORI
«L'opera è frutto di una collaborazione armonica fra diversi personaggi, ognuno dei quali primeggia nell'arte dell'Ottocento per le singole competenze così da imporsi per lo stile uniforme e l'equilibrio generale», scrive il ricercatore Giorgio Zoccoletto, che per l'editore De Bastiani di Vittorio Veneto cura una serie di monografie. Al tempo, a pubblicare la Storia Veneta in centocinquanta tavole fu Giuseppe Grimaldo, tipografo, calcografo e litografo veneziano, onorato dalla grande medaglia d'oro per le Arti. Quanto alle incisioni, sono frutto di otto diversi autori benché, come sottolinea Zoccoletto, «tutte in armonia fra loro tanto da sembrare opera di uno soltanto, però soprattutto si manifestano la felicità inventiva e la precisione storica di Giuseppe Gatteri, autore delle invenzioni e dei disegni delle tavole». Quanto all'ispirazione: «Chiaramente, i teleri celebrativi di Palazzo Ducale - conclude Zoccoletto - ma Gatteri si esprime con tale ricchezza di particolari e citazioni da riuscire originale, trovando un riscontro adeguato nello stile aulico e rigoroso delle note scritte da Francesco Zanotto».
Riccardo Petito
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Venerdì 15 Febbraio 2019, 05:05






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