Mercoledì 13 Giugno 2018, 00:00

«Ciao Sergiu, non dovevi morire così»

«Ciao Sergiu, non dovevi morire così»
L'ULTIMO SALUTOPADOVA Alla fine Sergiu ha ritrovato i colori, gli odori, i suoni della sua terra, li ha trovati dentro una chiesa ortodossa dipinta d'oro tra l'incenso e le voci salmodianti di due sacerdoti del patriarcato di Mosca. Un lembo di Moldavia a ridosso della pista dell'aeroporto, un piccolo tempio a croce greca, dove amici, delegati sindacali, colleghi dell'operaio rimasto ustionato in modo fatale il 13 maggio alle Acciaierie Venete di riviera Francia, si sono stretti attorno alla moglie Rodica e alla figlia Vittoria. «Non si può...
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