Il duplice museo a Sasso di Asiago

Siamo sull'Altopiano dei Sette Comuni, i Tre Monti che danno il nome alla battaglia sono: il Col del Rosso (1276 metri), il Col d'Echele (1108), il monte Valbella (1312). Tutti i nomi di queste montagne e delle località dove si è combattuto e dove sono state impegnate le truppe austriache sono scolpiti in una lapide commemorativa all'interno della cattedrale di Vienna.
Sono numerosi nella zona i monumenti che ricordano la battaglia e anche la successiva Battaglia del Solstizio. A Sasso, frazione di Asiago, c'è il Museo della Battaglia dei Tre Monti (aperto domenica e festivi dalle 15 alle 18). Una ricchissima raccolta di oggetti e cimeli rinvenuti nella zona dei combattimenti, nelle trincee, nelle fortificazioni: armi, munizioni, effetti personali. Esiste anche un vasto museo all'aperto con sentieri in gran parte percorribili. Accanto al Museo il monumento a Roberto Sarfatti, medaglia d'oro, volontario, caporale degli Alpini morto nella battaglia dei Tre Monti prima ancora di compiere 18 anni. Veneziano, figlio di Margherita Sarfatti, personalità della cultura e dell'arte. Il giovanissimo caporale cade nell'assalto sul Col d'Echele. Il monumento, inaugurato nel 1938 alla presenza di Vittorio Emanuele III, è opera dell'architetto Giuseppe Terragni: blocchi di pietra squadrati, estratti dalle cave dell'Altopiano.
Una lapide ricorda i Granatieri di Sardegna che sul Monte Cengio tra maggio e giugno 1916 si sacrificarono lasciando sul terreno oltre duemila caduti. Un monumento alla Brigata Sassari ricorda la resistenza opposta sul monte Castelgomberto al nemico per impedirgli di raggiungere la pianura.
Il punto di riferimento dell'Altopiano rimane il Sacrario Militare di Asiago. Si tratta di un'opera imponente visibile da lontano, a pianta quadra, con la cappella votiva all'esterno. Inaugurato nel 1938 dal re, opera dell'architetto Orfeo Rossato, accoglie i resti di 12.795 soldati noti (tra loro 12 medaglie d'oro) e di 21.491 ignoti, oltre a 19.999 austroungarici (8238 noti). Sopra la cripta un ampio terrazzo al centro del quale s'innalza per 47 metri un arco diventato simbolo inconfondibile di Asiago. A dimostrazione del numero altissimo di soldati caduti sull'Altopiano, un numero elevato di medaglie d'oro al valore concesse quasi tutte alla memoria.
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Martedì 26 Agosto 2014, 04:58






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