Melegatti: Hausbrandt stringe i tempi, sindacati in allerta

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Melegatti: Hausbrandt stringe i tempi, sindacati in allerta
Hausbrandt non molla la presa e punta ancora sulla Melegatti mentre i sindacati avvertono: «Siamo stanchi di illusioni ma intravediamo la luce in fondo al tunnel e sospendiamo il presidio davanti alla fabbrica».

Il gruppo del caffè con sede a Trieste ma controllato dal trevigiano Fabrizio Zanetti ha ringraziato in una nota «le istituzioni che si sono adoperate nel delicato passaggio per la risoluzione della crisi Melegatti, il governatore del Veneto Luca Zaia, per l'interesse prestato in questa vicenda, Paola Salvi e Maurizio Tolotto, rappresentanti sindacali per l'impegno e la preziosa collaborazione». Il gruppo Hausbrandt ha confermato che «è al lavoro con i propri advisor storici per cercare di arrivare velocemente ad una soluzione della crisi nel rispetto delle richieste più che lecite fatte dai commissari del Tribunale di Verona. Fabrizio Zanetti, presidente di Hausbrandt Trieste, confida in una soluzione veloce per poter iniziare a lavorare quanto prima».

I sindacati abbozzano e ricordano in un comunicato congiunto: «Mancano ormai solo due settimane. La campagna di Pasqua, che doveva partire l'8 gennaio, ormai non ha più motivo di esistere. Qualcuno ha provato a sostenere che il Tribunale non ha dato l'autorizzazione perché è ostile, ricordiamo invece, che il Tribunale ha autorizzato in tempi record il mini piano di Natale e tutta la procedura di ristrutturazione del debito, ma non può permettere di alimentare ancora il debito e la mini produzione di Pasqua sarebbe a forte rischio. Inoltre il periodo richiesto per la produzione delle colombe andrebbe ben oltre la data del 23 febbraio, decisivo per il destino di Melegatti». I sindacati poi assicurano: «Hausbrand ha manifestato con più forza la volontà di investire su Melegatti e di mettersi subito al lavoro per redigere il piano di ristrutturazione del debito da presentare entro il 23 febbraio. Abbiamo lottato fino ad oggi per trovare una soluzione a questo dramma, e oggi ci sembra d'intravvedere un po' di luce in fondo al tunnel. E proprio perché già scottati, abbiamo subito anticipato al dottor Zanetti che siamo assolutamente contrari e stanchi di chi vende aria fritta, pertanto vigileremo attentamente sul suo intervento. Intanto viene sospeso il presidio e il personale rimane in cassa integrazione».
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Domenica 11 Febbraio 2018, 10:45






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1 di 1 commenti presenti
2018-02-12 14:13:54
Speriamo provino a produrre il pandoro al caffè, chissà...ciao enrico..ciao.