Il generale Dozier torna a Verona: «Grazie sindaco, mi avete aiutato»

Il generale James Dozier nel 2012 a Padova
VERONA - A Verona è tornato molte volte, ma il sindaco della città non lo aveva mai incontrato. È successo oggi, dopo quasi 40 anni da quando ha lasciato l'Italia per tornare negli Stati Uniti. Il generale statunitense James Lee Dozier, noto alle cronache cittadine per essere stato rapito dalle Brigate Rosse proprio a Verona nel 1981, quando era a capo della base Nato italiana, ha voluto incontrare il sindaco Federico Sboarina, che lo ha accolto questa mattina in municipio.

Ironia della sorte ha voluto che oggi come allora, nei mesi a cavallo tra il 1981 e '82, sindaco di Verona fosse sempre uno Sboarina. «All'epoca c'era Gabriele - ha detto il sindaco - ricordo bene quei giorni, anche se ero un bambino, il clima di apprensione che si respirava per il rapimento e, più in generale, per il terrorismo che minacciava il nostro Paese. Così come ricordo il sollievo e la gioia che si è percepita dopo la liberazione del generale Dozier, un avvenimento che resterà indelebile nella memoria cittadina». 

«Attendevo questo momento da molto tempo - ha detto il generale Dozier -  Torno spesso in Italia, per rivisitare i luoghi più cari come Verona, Padova e Roma. La visita di oggi ha per me un significato davvero speciale». Della sua permanenza a Verona, il generale Dozier, che oggi ha 87 anni e vive in Florida con tutta la famiglia, ha ricordato il jogging mattutino in riva al fiume, le opere in Arena e il concerto di Pavarotti. Il generale ha raccontato di aver poi incontrato alcuni ex brigatisti, dai quali si è fatto raccontare le strategie eversive di quegli anni. 
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Mercoledì 3 Ottobre 2018, 15:30






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