Ritrova un Bot del 1937 da 100 lire: oggi vale una piccola fortuna, ma Bankitalia non lo rimborsa

Ritrova un Bot del 1937 da 100 lire: oggi vale una piccola fortuna, ma Bankitalia non lo rimborsa
Francesca Ottolini, 102 anni, originaria di Verona e residente a Salerno, qualche mese fa, e precisamente nel settembre nello scorso anno, nella sua casa di Verona, mentre era in compagnia di un nipote, ha ritrovato in una vecchia specchiera, assieme a tante foto e ricordi di famiglia, un Bot risalente al 1937 del valore nominale di 100 lire. Il titolo, del quale l'anziana donna non sapeva l'esistenza, è stato fatto stimare da un consulente contabile che ha calcolato dalla data di emissione, a quella del ritrovamento, compresi gli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, una somma pari a 25 mila euro. L'anziana donna ha deciso di passare all'incasso, ma per Bankitalia il titolo sarebbe prescritto. Un diniego che non ha scoraggiato la signora Ottolini che si è rivolta all'avvocato Ilaria Napolitano del Foro di Roma. Analizzata la situazione il legale ha deciso ricorre alle vie legali portando davanti al giudice la Banca d'Italia e il ministero dell'Economia. E già il prossimo 23 maggio ci sarà la prima udienza. 

«La prescrizione del diritto al rimborso del Titolo - spiega all'Adnkronos l'avvocato Ilaria Napolitano, che assiste la signora Ottolini - non decorre immediatamente dalla scadenza naturale del Bot in questione, ma dal suo ritrovamento. Vale a dire che la signora avendolo ritrovato nel settembre 2018, da quella data, ha dieci anni di tempo (prescrizione ordinaria) per chiedere il rimborso a Bankitalia». In Italia si stima vi siano circa 10 milioni di Titoli di Credito «antichi» (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c'è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento. Infatti, secondo la giurisprudenza è possibile ottenere il rimborso di titoli «antichi» quali libretti di risparmio, buoni e titoli di stato in genere, anche quelli emessi sotto la vigenza del Regno d'Italia.
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Giovedì 31 Gennaio 2019, 14:17






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5 di 14 commenti presenti
2019-02-01 10:45:19
Intanto ci provano a fare attendismo...poi se perdono la signora dovra' pagare avvocato.Su questo puntano per scoraggiare :la causa potrebbe evere benefici inferiori ai costi. Poi puntano sullo sfibramento del trascorrere del tempo. Per il singolo passa, l'istituzione ed i suoi addetti si danno il cambio col passaggio di incarichi...e possono aspettare per decennio.Speriamo che il 23 maggio si finisca e stop.
2019-02-01 08:14:01
è comunque vendibile a qualche collezionista
2019-02-01 11:05:11
In un mercato della domenica ho trovato da comprare (credo per non più di dieci euro) quattro buoni fruttiferi postali emessi dall'ufficio postale di Castion (Belluno) in varie epoche: uno da 100 lire emesso il 7 febbraio 1932, un'altro da 100 lire emesso il 9 dicembre 1932, uno da 500 lire emesso il 30 emesso il 30 marzo 1928 e infine uno da 1000 lire emesso il 10 gennaio 1941. Da quanto mi disse una signora che vendeva oggettistica da Belluno (stranamente parente dei titolari dei certificati che desiderava glieli vendessi!) mi disse che erano di una famiglia benestante poi andata in malora e che non erano di sicuro stati duplicati perchè smarriti. In quell'epoca con 1700 lire campavi diversi mesi e...invece lo stato tra il 1958 ed il 1971 (in base alla vecchia normativa) se li è incamerato una bella cifra. Sic transit gloria mundi! Io penso che del titolo si possano ricavare al massimo una decina di euro altrimenti i parenti della signora ultra centenaria ne facciano un bel quadretto da mettere in salotto!
2019-02-01 08:01:02
Ancora rilanciate ste bufale? Sono in giro da anni, suvvia un po' di fantasia
2019-02-01 00:07:58
Questa è la normativa vigente da cui si capisce che il titolo di stato rinvenuto è buono solo per farci un bel quadretto! La prescrizione dei titoli di Stato La dematerializzazione dei titoli di Stato, avvenuta di pari passo all’introduzione dell’euro nel nostro Paese(19991 ), ha permesso di superare le problematiche insite nella materialità dei titoli di Stato come, tra le altre, il compimento del termine prescrizionale. Oggi i pagamenti avvengono automaticamente tramite accredito bancario o postale ed il risparmiatore non ha più l’incombenza di presentare il titolo o le cedole per poterli incassare. La vigente normativa in materia di prescrizione dei titoli di Stato (art.21 del Testo Unico del Debito Pubblico – D.P.R. 30 dicembre 2003, n.398), che interessa quindi principalmente la residua circolazione di titoli non dematerializzati (cartacei), prevede che il capitale rappresentato dai titoli di Stato è prescritto se non reclamato nel corso dei cinque anni dalla data di rimborsabilità/scadenza e che le rate degli interessi sono prescritte se non reclamate nel corso di cinque anni dalla scadenza. Non hanno rilievo nel computo dei termini, pertanto, le date di successivi eventi quali, come spesso accade, rinvenimenti casuali dei titoli stessi. In nessun caso, comunque, i titoli di Stato possono maturare interessi o rivalutazioni monetarie dopo la data prevista per il loro rimborso. **** La più antica disciplina (19102 ) della prescrizione dei titoli di Stato contemplava termini differenti per il suo compimento, ossia trenta anni per il capitale e cinque anni per le rate degli interessi. La disciplina successiva (19573 ) ha ridotto il termine trentennale in decennale (ventennale per i titoli nominativi annotati di vincoli) per il capitale, lasciando inalterato quello quinquennale relativo alle rate degli interessi, per approdare alla vigente formulazione (dal 19934 per i titoli al portatore e dal 19985 per i titoli nominativi) che individua in cinque anni il periodo di compimento della prescrizione (sia del capitale che delle rate degli interessi). Tutta la disciplina, quella passata e quella vigente, rimane ferma sul termine di decorrenza della stessa prescrizione, individuandolo nella data di rimborsabilità/scadenza del capitale e delle rate di interesse. 1 D.Lgs. 24 giugno 1998, n.213 2 R.D. 17 luglio 1910, n.536 3 L. 12 agosto 1957, n.752 e successivo D.P.R. 14 febbraio 1963, n.1343 4 L. 12 agosto 1993, n.313 5 L. 27 dicembre 1997, n. 449