Bollicine di Marca unite: Docg e le due Doc a Universo Prosecco

PER APPROFONDIRE: prosecco, valdobbiadene, vinitaly
Bollicine di Marca unite: Docg e le due Doc a Universo Prosecco

di Mattia Zanardo

TREVISO Un universo unico per tre mondi differenti. Con questo spirito, i tre consorzi di tutela del Prosecco il Conegliano Valdobbiadene Docg, il Doc e l'Asolo Montello Docg sbarcheranno all'imminente Vinitaly con una vetrina congiunta. Accanto ai tradizionali stand di ciascuna denominazione, infatti, alla maggiore kermesse dell'enologia italiana, i rappresentanti dei produttori del celebre vino, nelle sue varie accezioni, si metteranno insieme in una struttura comune, battezzata appunto Universo Prosecco: al Padiglione 4 della fiera, nei pressi dello stand istituzionale della Regione Veneto. Una svolta, poiché in passato, anche in altre manifestazioni, gli organismi di tutela si erano sempre presentati per conto proprio e, in alcuni casi, non era mancata qualche polemica.
OBIETTIVO COMUNE
«L'obiettivo è quello di comunicare insieme le diverse realtà che compongono il successo del Prosecco sottolinea Stefano Zanette, presidente dell'organismo di tutela delle bollicine Doc - è molto più facile raccontare le differenze parlando in modo univoco, piuttosto che con tre cori distinti». Zanette non nasconde la soddisfazione per essere riusciti a riunire i tre mondi: «Lo ritengo un bel primo passo per poi proseguire in una migliore comunicazione, ma anche su altri aspetti come la promozione. E mi fa piacere che questo percorso sia nato proprio per volontà della base dei produttori. Un percorso che ci potrà portare lontano: insieme si potrà avere una forza maggiore nel comunicare. Ripeto, non si tratta di un modo di appiattire le diverse realtà, ma al contrario per mettere in evidenza le rispettive peculiarità».
STRATEGIE
Non a caso, fanno notare dai consorzi, il mantenimento degli stand singoli dimostra che non si tratta di una semplice questione di risparmio, ma di una precisa strategia: «Condividere un'area comune alla più importante e prestigiosa fiera italiana del vino concorda anche Innocente Nardi, numero uno del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Superiore, che riunisce i produttori dell'area storica - permette di far toccare con mano, all'interno del nome di eccellenza italiana che è Prosecco, le diversità e le differenze alla base delle tre denominazioni che compongono l'universo Prosecco. La logica è dare al consumatore la possibilità di fare un percorso per capire gli elementi di valore delle rispettive denominazione: per il Conegliano Valdobbiadene sono la storia, il territorio, la cultura, basti pensare alla prima scuola enologica d'Italia, e il saper fare dei nostri viticolotori e imprenditori. È un primo passo per raccontare le diversità di tre identità ben definite».
DIVERSITÀ SPIEGATE
Non c'è il rischio di una omologazione generale, poco chiara soprattutto per i consumatori stranieri meno avveduti, in difficoltà a districarsi tra le diverse denominazioni? «La logica va esattamente nella direzione di far conoscere - risponde Nardi - le diversità, in modo che proprio quel consumatore distratto possa capire che ci sono storie e territori e identità diverse. La sfida è far capire che dentro la parola Prosecco ci sono articolazioni, valori, prodotti con elementi diversi». Per ora l'opera di istruzione unificata inizia al Vinitly, si vedrà se proseguirà anche nelle altre manifestazioni internazionali.
 
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Mercoledì 11 Aprile 2018, 05:06






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3 di 3 commenti presenti
2018-04-15 15:23:21
.....bravi...fatto bene....consorziarsi per venere meglio all'estero contro ......i "panzer" francesi......!
2018-04-15 11:09:15
Prima di migliorare la comunicazione sarebbe meglio, ammesso che sia possibile, migliorare il prodotto. La gente deve sapere comunque che, quando beve un bicchiere di prosecco, beve una cosa che i produttori vendono all'ingrosso si e no a 1 euro al litro. Poi c'è packaging, marketing etc. Quindi raccomando a tutti di farsi qualche domanda prima di bere.
2018-04-14 17:49:04
Possono chiamarlo anche prosecco 2.0 ma la verità è che è una porcheria. Poi gusti sin gusti