Prof ottiene giustizia per il posto fisso, ma dopo 25 anni ed è già in pensione

Prof ottiene giustizia per il posto fisso, ma dopo 25 anni ed è già in pensione
LA SENTENZA
VENEZIA Tre giorni fa, all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar del Veneto, era emerso che allo scorso 31 dicembre risultavano pendenti 6.509 ricorsi, per il 43% in giacenza ultraquinquennale. Ma un conto sono i numeri impersonali, un altro sono le storie vissute. Come quella di una professoressa che ha ottenuto giustizia su una supplenza a cui aveva diritto: peccato che da allora siano passati 25 anni e che la veronese abbia fatto in tempo ad andare in pensione, prima di vedere emessa la fatidica sentenza in suo favore.
LA VICENDA
Tutto comincia nell'anno scolastico 1993/1994, quando Margherita Dall'Ovo si piazza al primo posto tra gli abilitati alla classe A086 (che all'epoca definiva l'insegnamento di scienze naturali, chimica e geografia), sia nella graduatoria provinciale di Verona tenuta dal Provveditorato, sia in quella d'istituto aggiornata dall'Itc Calabrese di San Pietro in Cariano. Chiamata dal Provveditorato, la docente accetta una supplenza di 9 ore settimanali al Liceo Fracastoro di Verona. Nel frattempo però anche il Calabrese ha bisogno di assegnare un incarico analogo, solo che il preside non lo conferisce a lei, bensì ad una collega collocata in una posizione inferiore. Da quel momento inizia una lunga battaglia giudiziaria. Contro quella nomina che non le ha permesso il completamento di orario a 18 ore settimanali, la professoressa Dall'Ovo presenta infatti un primo ricorso amministrativo, che però viene rigettato. Così l'insegnante ne propone un altro di straordinario, che nel 1997 viene accolto con decreto del presidente della Repubblica. A quel punto la donna formula un'istanza per la ricostruzione della propria posizione giuridica ed economica, senza tuttavia ottenere alcun riscontro.
IL RICORSO
Perciò nel 2000 la docente si rivolge al Tribunale amministrativo regionale, chiedendo l'accertamento del suo diritto ad essere risarcita per il danno subìto e la condanna dell'amministrazione al pagamento del relativo indennizzo. Gli anni passano, la causa arranca. Siccome non viene formalizzata una nuova istanza di fissazione dell'udienza, nel 2011 il ricorso è dichiarato «perento», cioè estinto per prescrizione. Ma la professoressa Dall'Ovo ha ancora interesse alla trattazione della causa, che tre mesi dopo viene dunque reiscritta a ruolo. Arriviamo ad un paio di settimane fa: in vista del 6 febbraio, data in cui è stata convocata l'udienza pubblica di smaltimento (la sperimentazione con cui il Tar del Veneto sonda la volontà delle parti di proseguire i giudizi vecchi), sia l'insegnante che il ministero dell'Istruzione presentano le rispettive memorie.
LE MOTIVAZIONI
Eccoci così finalmente al verdetto. «Sulla sussistenza del danno patrimoniale non possono esservi dubbi», argomentano i giudici della seconda sezione, per i quali è chiara la «colpa della Pubblica Amministrazione», nell'aver dato ad un'altra docente la supplenza che spettava a lei, che ha così patito anche «l'incisione del diritto ad esplicare la propria personalità attraverso il lavoro». Per questo nel giro di 40 giorni il ministero dovrà offrirle una somma che tenga conto dei mancati stipendi, nonché della rivalutazione monetaria e degli interessi legali. Tutto bene? Sì, se non fosse che a giugno del 2017 la professoressa Dall'Ovo è andata in pensione...
Angela Pederiva
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Giovedì 22 Febbraio 2018, 05:06






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5 di 9 commenti presenti
2018-02-24 15:58:36
Comunque se dovesse ripensarci il suo bel posto fisso ce l'ha....hahahahahahahahahahaa....bella giustizia avete in veneto cioè itaglia...ciao enrico..ciao.
2018-02-23 08:05:46
Che c'entra che e' andata in pensione ? Prendera' (forse, sempre in italia siamo) tutto cio' che avrebbe dovuto prendere in piu' di stipendio con interessi di legge. Quando ? Bella domanda ... visti i tempi della causa forse se li spartiranno gli eredi
2018-02-22 22:06:56
Che schifo
2018-02-22 18:48:52
La Giustizia italiana come appare con questo fatto? Una grossa "ciofeca", per non dire di peggio (nulla di nuovo comunque...uno schifo).
2018-02-22 16:32:02
Se invece di fare tutte quelle cerimonie di apertura dell'anno giudiziario, con lettura di Bilanci che non interessano neanche a quella platea di politicanti da strapazzo che sempre presenti assistono alla cerimonia, si promulgasse qualche sentenza in più, forse la situazione degli arretrati potrebbe migliorare ??