Presto una moschea a Mestre, Brugnaro: «Ma non sotto le case»

Presto una moschea, Brugnaro:  «Ma non sotto le case»
MESTRE - Preghiere all'alba, residenti infuriati e bengalesi di religione musulmana che chiedono a gran voce di avere un luogo in cui pregare minacciando proteste e scioperi: dopo la chiusura del centro di preghiera islamico di Mestre, per motivi edilizi e di destinazione d'uso, con l'invio di una diffida a cessare l'attività di via Fogazzaro, la tensione tra le istituzioni e la comunità islamica non sembra essere svanita del tutto, nonostante le parole "distensive" arrivate oggi da parte del prefetto Carlo Boffi e del sindaco Luigi Brugnaro, convinti che si arrivi presto a un accordo.

Da una parte il prefetto che ai microfoni ha rassicurato sul fatto che non vi siano in programma manifestazioni di protesta da parte dei bengalesi e che le dichiarazioni dei giorni scorsi erano "a caldo", non attendibili: «Ho appena parlato con il rappresentante del consolato bengalese, ha detto che sono tutte persone calme, equilibrate e bene inserite nel territorio». La strada che si sta seguendo è quella per una «soluzione condivisa. La trattativa è in atto». Epure nei giorni scorsi i toni da parte della comunità islamica bengalese si erano alzati: «Siamo pronti a scioperare. Ci fermeremo tutti - aveva dichiarato Kamrul Sayed, uno dei frequentatori della moschea di via Fogazzaro - ci sono tremila di noi che lavorano a Fincantieri, 1500 nelle pizzerie del centro storico. Vediamo cosa succede se nessuno di noi va a lavorare. Anche i bambini staranno a casa da scuola e faremo una manifestazione». Dichiarazioni da non prendere in considerazione, dunque, ad affermarlo è anche il sindaco Brugnaro che ha parlato di una «comunità responsabile» ed è andato oltre, prospettando un accordo in breve tempo sulla questione moschea: «Troveremo delle soluzioni idonee, ovviamente non dovrà essere sotto le case». Il problema è quello del caos, della confusione creata dai musulmani in preghiera a orari improbabili - alle cinque di mattina e molto tardi la sera -, abitudini in netto contrasto, secondo il sindaco, con la presenza di una moschea in contesti residenziali.
 
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Lunedì 10 Aprile 2017, 16:14






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5 di 44 commenti presenti
2017-04-22 10:07:18
niente male per una giunta comunale dove ci sono molti leghisti ... ma da che parte stanno ??
2017-04-22 07:51:24
Non serve un luogo per pregare. Se si tratta di pregare, qualsiasi luogo e qualsiasi momento va bene. Questo è generalmente il nostro modo di intendere la preghiera, se c'è fede. Poi ci sono gli osservanti, che la domenica e nelle feste comandate vanno in chiesa, ma le chiese, sappiamo, sono sempre più deserte. Solo i cristiani radicalizzati, assai pochi, si ritrovano più spesso tra di loro, per pregare e stare assieme, e per pianificare opere di bene, non di certo per pianificare attentati. Come la chiesa, anche la moschea non è soltanto un luogo di culto ma anche un luogo di aggregazione. Ma, contrariamente alla nostra chiesa, è insieme chiesa e sede di partito. Perché l'Islam è insieme fede e ideologia politica. E dal momento che si tratta di una ideologia antidemocratica e imperialista, le moschee si dovrebbero vietare, come sono vietati per legge i centri di aggregazione politica contro le libertà democratiche – legge n. 645/1552.
2017-04-22 10:57:13
errata corrige: intendevo scrivere: legge n. 645/1952, la famosa legge Scelba.
2017-04-22 00:17:01
" presto una moschea"?, se andiamo noi al loro paese ci lasciano costruire una chiesa?.
2017-04-12 10:14:38
O se la comprano ed in regola come le altre religioni o per quanto mi riguarda se minacciano il quieto vivere con le loro arroganti pretese sarebbe da rispedirli tutti a casa loro e magari assumere italiani (in regola).