Mestre, un ritorno "a casa" col sorriso: l'Altovicentino va ko

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Mestre, un ritorno "a casa" col sorriso: l'Altovicentino va ko

di Luca Miani

MESTRE - Festa grande per la riapertura del Baracca. Duemila persone a salutare il Mestre che torna a giocare - e a vincere - nel suo stadio. Una cornice di pubblico suggestiva che indubbiamente ha entusiasmato ma anche emozionato la truppa di Mauro Zironelli che ha trovato qualche difficoltà a far girare al meglio i propri meccanismi, trovando il successo con due calci da fermo e soffrendo un po' troppo la pressione degli ospiti.
C'è da dire che in classifica l'Altovicentino non trova giustizia: è una bella squadra, particolarmente forte e determinata davanti, che non si è dimostrata così decisamente inferiore agli arancioneri.

Ad aiutare la festa tanto attesa dalla città e soprattutto dal presidente Stefano Serena ci ha pensato una punizione di Beccaro dopo 130 secondi di gara. Palla in fondo alla rete proprio sotto la curva Baracca per un'esplosione di tifo davvero eccezionale. Nell'urlo per il gol appena realizzato tutta la gioia di una squadra ritrovata, di una casa finalmente riaperta dopo tanta attesa.
Ma, come detto, la gara è lunga e l'avversario non è certamente arrendevole. Anzi.
Così il Mestre si trova a fare i conti con un Altovicentino che manovra bene, avanza, tiene palla e costringe gli arancioneri agli straordinari per difendere il risultato e organizzarsi per avanzare.
Folate da una parte e dell'altra con qualche brivido che si alterna alle emozioni, poi il raddoppio liberatorio. Pettarin cade in area, Beccaro dal dischetto raddoppia.
In spogliatoio festosi, con in mezzo al campo la premiazione delle vecchie glorie.
Ripresa meno incisiva, con Altovicentino che dopo un quarto d'ora trova il gol che dimezza lo svantaggio garzie al neoentrato Gyimah che potra entusiasmo e maggior peso in attacco.
Tanti i dialoghi davanti alla porta di casa che il trio offensivo ospite non riesce a trasformare nel pareggio, nemmeno all'ultimo, quando l'arbitro era già con il fischietto tra le labbra.
Finisce in tripudio, con qualche recriminazione per un rigore in più non dato al Mestre e per qualche prova sottotono.
Ma l'importante era ritrovare pubblico ed entusiasmo nello stadio storico, nel cuore della città. Dopo tanto vagabondare il Mestre ha ora la sua dimensione nel momento più importante della stagione.
E con il solito bel vantaggio sulla Triestina (+7) da difendere.
La cronaca. 3' punizione dalla trequarti di sinistra di Beccaro che infila D'Avino. 17' girata di testa di Gritti in area di poco sul fondo. 22' punziione dal limite di Simoncelli alta. 29' Pinton in area salta Yarboye e costringe D'Avino a superarsi in angolo. 35' Carbonaro dal limite su Gagno. 38' Trinchieri per Carbonaro in corsa con l'estremo locale che ci arriva. 40' fallo di Yarboye su Pettarin appena dentro l'area: rigore. 41' Beccaro trasforma.
Ripresa. 8' Fabbri sul primo palo, D'Avino devia. 13' corner da destra di Simoncelli per la testa di Caporali sul primo palo, sul fondo. 15' punizione dalla trequarti di destra di Simoncelli per la testa di Trinchieri alta. 16' Simocelli dalla destra per Gyimah che in corsa calcia su Gagno che non trattiene: 2-1. 25' Bussi da distanza ravvicinata su D'Avino che si salva. 28' tocca a Casarotto imitare Bussi ma D'Avino e Kicaj rimpallano. 50' dal limite Simoncelli spedisce di poco sul fondo.

Finisce così, il Mestre festeggia doppiamente.
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Luned├Č 20 Marzo 2017, 15:41






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