Casinò, i sindacati lasciano il tavolo ​dopo 8 ore di trattative col Comune

Casinò, i sindacati lasciano il tavolo  dopo 8 ore di trattative col Comune
VENEZIA - Otto ore di trattative bruscamente interrotte nel cuore della notte, con i sindacati che si alzano e abbandonano il tavolo. Si è chiusa così la sessione negoziale tra il Comune di Venezia, la Casa da Gioco e i sindacati sul nuovo contratto di lavoro previsto dal piano industriale del Casinò. «Stanno difendendo posizioni di privilegio. Domani il Consiglio comunale discuterà la delibera per la ricapitalizzazione e il nuovo piano industriale», ha commentato l'assessore alle società partecipate, Michele Zuin.

Il Comune, dunque, chiedeva un taglio dei costi di 5,8 milioni di euro l'anno per tre anni, i Sindacati erano partiti dieci giorni fa da 2,8 milioni e sono arrivati, con l'ultima proposta, a 3,5 o 3,8 milioni, ossia a un taglio del 10% del costo del lavoro, abbinato a un nuovo Premio di Risultato, rispondente a moderni parametri di efficienza, redditività, produttività, assiduità e flessibilità. E sulla cifra pare appunto che ieri sera si fossero abbastanza avvicinati. Sul dove e sul come applicare questi tagli, però, erano distanti mille miglia. Il tempo è agli sgoccioli perché per domattina è fissato il Consiglio comunale con all'ordine del giorno l'Aumento del capitale sociale di Cmv (la società patrimoniale del Casinò) funzionale all'attuazione del Piano di rilancio e alla valorizzazione della Casa da gioco del Comune di Venezia. È anche sul Piano di rilancio che Comune e sindacati ancora ieri sera erano distanti. L'Amministrazione Brugnaro, dicono i rappresentanti dei lavoratori, propone un intervento di stucco e pittura alla sede di Ca' Noghera e il confino al terzo piano di Ca' Vendramin Calergi dei tavoli verdi. In questo modo, insistono Cisl, Rlc, Snalc, Cgil, Ugl e Sgb, non si potranno attrarre nuovi clienti e tra un paio d'anni saranno necessari nuovi interventi di ricapitalizzazione.

L'amarezza dell'assessore Zuin. «Spiace constatare - aggiunge - che dopo più di otto ore di trattativa e nel bel mezzo della notte, le organizzazioni sindacali abbiano deciso di abbandonare il tavolo negoziale nonostante le significative aperture da parte». Zuin afferma che Comune e azienda si erano sedute al tavolo «con una proposta che mirava a garantire la ripartizione dell'ammontare complessivo delle risorse destinate a un nuovo sistema premiale, pari a circa 5 milioni di euro, nel rispetto dell'equilibrio economico della società. Il Comune e l'Azienda, proprio per venire incontro alle richieste dei lavoratori, aveva dato disponibilità ad incrementare tale cifra di un ulteriore milione riducendo i tagli inizialmente previsti».

«La situazione è davvero grave - conclude Zuin - Dobbiamo prima di tutto mettere a posto i conti e iniziare i lavori di ristrutturazione e restyling di Ca' Noghera. Domani il Consiglio comunale discuterà la delibera per la ricapitalizzazione sulla base del piano industriale presentato ancora a febbraio. Poi verrà data disdetta dell'attuale contratto di lavoro per arrivare, a partire dall' 1 luglio, all'applicazione di un nuovo istituto contrattuale».
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Mercoledì 17 Maggio 2017, 15:55






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5 di 15 commenti presenti
2017-05-19 13:06:03
I dipendenti del Casinò dovrebbero godere di uno stipendio come tutti gli altri dipendenti comunali e in più dividersi con la casa da gioco i proventi delle mance. La Casa da gioco dovrebbe far conto degli ingressi, dei guadagni sul gioco e della spartizione con i dipendenti delle mance. E' chiaro che se i clienti vengono a mancare, tutti i ricavi si ridimensionano tanto per i dipendenti come per il Casinò. La crisi ha colpito tutti i settori, tranne quello turistico che gode di un ancora buon afflusso della clientela estera. I dipendenti, come i gestori del Casinò, se ne devono obbligatoriamente rendere conto. Sono finiti i tempi delle vacche grasse.
2017-05-18 15:17:54
bene, se non vi è accordo fra le parti, di norma una società viene sciolta, se i bilanci persistono in rosso. I dipendenti, visto che si definiscono comunali, possono essere destinati ad altri compiti (delibera comunale) come spazzini...oppure licenziati con giustificato motivo (rifiuto di altra mansione). Le soluzioni ci sono, non si vogliono applicare perchè creerebbero dei precedenti (la crepa che incrina la compattezza del muro dei sindacati).
2017-05-18 14:09:18
Anche chiudendo Ca' Noghera e Ca' Vendramin Calergi il Casino a venezia ci sara' sempre... e il Tavolo Verde per eccellenza e' la scrivania di zaia. Li' i veneziani non possono che perdere...
2017-05-18 13:44:55
Vendere! Mettere il Casino all'asta!...
2017-05-18 11:33:34
Per quanto mi riguarda questa giunta può far poco per il decoro della città ma se al termine del mandato sarà stata in grado di ridimensionare i carrozzoni che campano a spese dei contribuenti sarà un successo da cui la città ne trarrà solo benefici. Sempre a patto che non torni la sinistra ad assumere amici e parenti a stipendi dorati