Speleologo prigioniero in grotta:
i soccorritori iniziano la risalita
La barella non passa: altra notte giù

Speleologo prigioniero in grotta,
I soccorritori iniziano la risalita
La barella non passa, altra notte giù

di Paola Treppo

CHIUSAFORTE / TRIESTE  - E' iniziata verso le 19 di domenica 5 agosto, e si è subito fermata, la lenta risalita dei soccorritori insieme allo speleologo triestino, Stefano Guarniero, 33 anni, di professione infermiere, intrappolato da ieri a 200 metri di profondità sul Monte Canin, in Friuli, a 2200 metri di altitudine, nel comune di Chiusaforte. L'uomo, ferito all'addome e a un braccio, ma in condizioni stazionarie, e non in pericolo di vita è stato raggiunto e stabilizzato sulla barella ed è stato avviato il faticoso recupero. Il ritorno in superficie doveva essere per le 21, dopo ore di estenuante e delicatissimo lavoro. Invece è insorta una difficoltà. La barella non passa per una strettoia del budello, nelle viscere della terra. La disostruzione del passaggio dovrà essere completata, per allargarlo ancora. Il recupero del ferito è quindi rinviato a domani, lunedì 6. Per lo speleologo ferito e per i soccorritori è un'altra notte nel cuore della montagna.

I disostruttori erano riusciti ad entrare per un secondo ingresso naturale, situato cento metri più in basso rispetto a quello utilizzato dal ferito e dai suoi due compagni, liberato ieri dal ghiaccio dai tecnici del Soccorso Alpino e speleologico. Allo scavo nel ghiaccio, in corrispondenza del secondo ingresso della grotta sotto la Cima del Canin, hanno contribuito gli stessi tecnici del Cnsas di Cave del Predil, operativi da ieri anche nelle operazioni del soccorso speleologico. A supporto anche i tecnici del Sagf. Questa operazione ha consentito di velocizzare le operazioni e di evitare al team di soccorso alcuni passaggi stretti (trenta metri di strettoia e un pozzo di ghiaccio di circa 130 metri) e difficili qualora si fosse scelto l'ingresso più alto. Ora la squadra dovrà tornare giù, per allargare ulteriormente il condotto con cariche esplosive.

Al momento dell'incidente Stefano Guarniero si trovava insieme a ad alcuni amici. Subito dopo la caduta, ben 20 metri di salto, uno di loro è rimasto sul luogo dell'infortunio insieme a lui, mentre gli altri si sono spostati per dare l'allerta, che è scattata verso le 16 di ieri. Poco dopo l'allarme, sul posto sono arrivati gli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia, insieme ai colleghi di altre regioni vicine, così come l'elicottero e i tecnici della Protezione civile. Al lavoro dalle 2 di questa notte, invece, si è aggiunta anche una squadra di disostruttori, arrivati sul posto con un elicottero dell'Esercito. La stessa che domattina presto dovrà tornare giù con l'esplosivo, per consentire il passaggio della barella con il ferito.




L'INCIDENTE Cade in grotta: speleologo ferito e prigioniero a 200 metri di profondità


 


 
 
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Domenica 5 Agosto 2018, 09:15






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5 di 13 commenti presenti
2018-08-06 13:01:49
Chi non e'socio Cai, non puo'criticare e parlare di costi .Sonopraticanti che soccorrono altri praticanti , con la certezza che a loro volta possono essere soccorsi da specialisti, sempre gente del ramo.Non si puo' diventare soccorritori senza un curruculum alpinistico, speleologico...bonta' loro se soccorrono anche altri...non soci e in quel caso si paga...parte loro parte il sistema sanitario nazionale con cui hanno convenzione .Non pretendono certo di convincere e trascinare in grotta, parete o ghiacciasio chi non e' d'accordo.
2018-08-06 08:57:51
che sia un caso che sono sempre i "speleoghi" Triestini a perdersi ? speriamo bene che lo salvino ...... comunque i costi deve pagarli lui ....
2018-08-06 08:10:48
Binariciuto, una vita è in perocolo? e chi l'ha mandato in quel posto? il Dottore? Se andasse a passeggiare per i sentieri sicuri come tutte le normali persone, di certo non avrebbe mosso un'esercito e una miriade di denaro pubblico... magari glielo addebitassero .. vogliono fare gli eroi... mah?
2018-08-06 05:57:15
Sicuramente e' assicurato....mentre non c'e' da giurarci per molti utenti della strada.IL CNSAS..significa corpo nazionale soccorso alpino speleologico, nato , equipaggiato ed esercitato propio per questi incidenti, una specie di confraternita di mutuo soccorso...che a volte soccorre anche i non iscritti e non praticanti.Quindi non c'e'da preoccuparsi di pagamenti, l'esito positivo verra', non sono pivelli e sono cocciuti, non demordono, ce li invidiano..Un salvataggio difficile diventa poi patrimonio di tecniche e pratica, persino la tipologia dell'incidente viene studiata e messa a futura memoria, dovesse ricapitare ( facendo sempre le corna , ma...capitera')
2018-08-06 00:45:38
D’ora in poi solo couching per tutti, per buona pace dei soliti moralisti...