Quel ristorantino aperto nell'ex latteria di un paese con solo 10 anime...

Quel ristorantino aperto nell'ex latteria di un paese con solo 10 anime...

di Paola Treppo

RIGOLATO (Udine) - Givigliana di Rigolato è un borgo della Carnia che ormai conta solo dieci abitanti. Ma gli irriducibili non mollano e, con tanto sforzo e tanta passione, trasformano la ex latteria del paese, ferma dal 1970, in un bar ristorante. Perché il paesello possa rinascere, perché possa aggregare chi è rimasto e per attirare turisti. Sabato scorso 2 dicembre il giorno di festa, dopo un lavoro immane: l'inaugurazione del locale che si chiama Hostario Pura Follia. Certo, perché aprire un pubblico esercizio dove non c'è più nessuno può essere considerata una follia. 
 
 


Ventiquattro coperti 
Il locale, che apre domani, giovedì 7 dicembre, occupa il piano terra della vecchia latteria, diventata sede della Proprietà collettiva della Comunità, che l’ha completamente rinnovata con interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione molto costosi. Oltre al bar ristorante, con 24 coperti, ci sono un ufficio con archivio e una piccola sala multimediale, al primo piano.

L’inaugurazione
Alla festa d’inaugurazione, la sindaca Emanuela Gortan Cappellari ha portato i saluti del Comune e ha avuto parole di encomio per l’Amministrazione civica e per il suo Comitato, invitando tutti i presenti, un centinaio di persone giunte da ogni parte della Carnia e del Friuli, a voler ricordare questa giornata speciale, con la neve e con il sole, nella quale si è aperta una nuova attività commerciale, «in assoluta controtendenza rispetto all’andamento generale del mondo».

In assoluta controtendenza
Sandro Cargnelutti, presidente regionale di Legambiente, ha consegnato al presidente del Comitato la Bandiera verde della Carovana delle Alpi, a suo tempo assegnata proprio come riconoscimento per le attività portate avanti negli anni con successo, a beneficio dei residenti attuali e passati e degli ospiti, nel rispetto della sostenibilità ambientale.

​Emozione e voglia di farcela 
Il presidente della Proprietà collettiva di Givigliana e Tors, Adriano Faleschini, ha manifestato la propria gioia, non solo per la conclusione dei lavori di recupero dell’immobile, finanziati con i proventi dell’attività boschiva, ma anche per esser riusciti a trovare un gestore locale, professionale e motivato, come Caterina Tamussin di Collina, che sotto la sua coriacea scorza è apparsa decisamente emozionata. Pura Follia sarà aperta tutto l’inverno, ogni sabato e domenica, e su prenotazione, telefonando ai numeri 320 3842728 e 329 4760342. Altre informazioni sono disponibili sul sito dell’Amministrazione collettiva, all’indirizzo http://givigliana.org/.

Allora nulla è impossibile
«Evidentemente ancora si può, se si riesce a fare qualcosa anche in un villaggio di 10 persone, a mille e 200 metri sul livello del mare e proprio con il soggetto patrimoniale che è l’espressione della Comunità degli abitanti - dice Delio Strazzaboschi, segretario dell’Amministrazione frazionale e del Coordinamento regionale delle Proprietà collettive -. In Carnia, come noto, i domini collettivi sono molti, ma tante sono le situazioni che si trascinano apparentemente senza sbocchi, a causa dell’inerzia della Regione e talvolta dell’aperta ostilità del Commissario agli Usi civici».

La reatà delle Amministrazioni frazionali
«Registriamo, purtroppo, patrimoni collettivi non affidati alla gestione delle Comunità, ma trattenuti strumentalmente presso i Comuni che quasi mai, peraltro, gestiscono i beni collettivi con amministrazione separata. E, soprattutto, assistiamo a palesi violazioni del diritto di eleggere i comitati di amministrazione dei beni, nonostante il loro formale accertamento patrimoniale» dice Strazzaboschi​.

I patrimoni collettivi della Carnia
«Da anni resistiamo alla illegittima protervia del potere, che disattende le norme e perfino la Costituzione; agli sguardi di sufficienza e malcelato fastidio di politici e funzionari che, culturalmente colpevoli, non riescono ad ammettere qualcosa di diverso dalla proprietà privata o pubblica. Ma siamo ancora qui. Confortati, anzi, dalle tante comunità degli abitanti che in regione che si stanno mobilitando onde riappropriarsi dei propri Patrimoni collettivi. Sono sei, solo in Carnia, in questo momento: Clavais, Collina e Liariis con Baselia, Tredolo e Vico»

Dopo 90 anni una nuova legge sui beni collettivi
«Sì, finalmente: la Repubblica li tutela e valorizza perché patrimonio nazionale e ambientale; salvaguardia naturale e culturale del paesaggio; e fonte di risorse rinnovabili. A essi è riconosciuta la capacità di gestione dei patrimoni, ma anche quella di autonormarsi. E soprattutto, spazzando via errori di linguaggio che nascondevano errori di pensiero, sancisce esplicitamente la proprietà in capo alla Collettività degli abitanti. Entro un anno anche la nostra Regione dovrà emettere la relativa norma attuativa; se non lo facesse, saranno i Comitati di gestione a scrivere i propri regolamenti, che saranno poi resi esecutivi dalla giunta regionale».

I 55 Domini collettivi in FriuliVg 
«Come Coordinamento sapremo rispondere alle nuove aspettative delle nostre comunità. In regione, i domini collettivi sono formalmente riconosciuti in 55 Comuni. In Carnia sono nei comuni di Cavazzo, Comegliàns, Forni Avoltri, Forni di Sopra e di Sotto, Ovaro, Paluzza, Ravascletto, Rigolato, Sauris, Sutrio e Tolmezzo e ancora non del tutto definiti in altri 93: 148 Comuni in totale di cui 13 in Carnia, una enormità. Noi ci impegniamo a incontrare tutte le comunità, a dare informazioni e assistenza per l’intestazione dei beni, per l’elezione dei comitati di amministrazione, ma anche per aiutarle nell’impostazione della gestione patrimoniale ed economica, compresi gli aspetti civilistici, contabili e fiscali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 6 Dicembre 2017, 12:59






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4 di 4 commenti presenti
2017-12-07 10:32:21
Con la pubblicita' giusta, magari autogestita sui social del web , ce la puo' fare.Anche col passaparola e soprattutto sapendosi ben raccontare, oltre che servire bene e buono.
2017-12-07 08:31:50
Una Comunita' montana ed una amministrazione Comunale per cosi' pochi abitanti? Saranno tutti impegnati negli organismi amministrativi e gestionali.Forse ci sono piu' domini collettivi frutto di altri tempi piu' densamente abitati che abitanti attuali.. Strada del Fadalto con frana: dovrebbero affrontare spese esorbitanti gli eredi di quanti ebbero una fetta di bosco soprastante che non frutta niente.
2017-12-06 21:08:25
Il paesino e' una delizia.... ma l'arredamento e il decor del ristorante sono incongrui con l'ambiente e le caratteristiche del luogo, troppo moderni e freddi.
2017-12-06 13:21:13
La storia dei "beni collettivi" mi sembra di assoluto interesse, anche se non so quale legittimita' possano avere oggi. In quanto al localino, auguro al gestore di riuscire a mantenere una "qualita'" che gli consenta di competere con i locali di fondovalle, tale da rendere sempre gradevole la salita (e/o la discesa) verso questa meta particolare.