Regeni, Pignatone al Copasir: «Magistrati egiziani collaborano ma i risultati tardano ad arrivare»

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Regeni, Pignatone al Copasir: «Magistrati egiziani collaborano ma i risultati tardano ad arrivare»
C'è collaborazione con i magistrati egiziani che indagano sull'omicidio di Giulio Regeni, ma i risultati concreti tardano ad arrivare, non sempre le risposte sono puntuali e complete e non c'è alcuna certezza di arrivare all'identificazione dei responsabili del delitto del giovane ricercatore friulano. Lo ha riferito - a quanto si apprende - il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, ascoltato oggi dal Copasir. Pignatone era accompagnato dal pm Sergio Colaiocco. Le difficoltà - secondo quanto spiegato da Pignatone - derivano dalla differenza tra i due sistemi giudiziari ed anche dall'impossibilità - per i titolari dell'inchiesta italiana - di condurre direttamente le indagini. Queste ultime, infatti, vengono svolte dai procuratori del Cairo e la legge egiziana non consente la presenza durante l'attività istruttoria di magistrati di altri paesi. Pignatone e Colaiocco, dunque, non possono convocare persone (testimoni o sospetti), condurre interrogatori, fare intercettazioni. Devono passare per i colleghi egiziani che hanno metodi diversi e non sempre la collaborazione assicurata a parole si trasforma poi in fatti concreti.
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Giovedì 12 Ottobre 2017, 08:55






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2 di 2 commenti presenti
2017-10-12 10:11:51
Quesivi et non inveni.
2017-10-12 10:01:20
basta, basta non se ne può proprio più